Napoli, De Gregorio: «Fico vuole cambiare, lascio Eav entro luglio»
Il Mattino

Napoli, De Gregorio: «Fico vuole cambiare, lascio Eav entro luglio»

Giovedì 2 luglio 2026
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Il nuovo treno della Circumvesuviana sta arrivando: entro la fine del mese sarà in servizio dopo una lunga attesa. Il presidente Eav Umberto De Gregorio, invece, se ne sta andando: a luglio...

Il nuovo treno della Circumvesuviana sta arrivando: entro la fine del mese sarà in servizio dopo una lunga attesa. Il presidente Eav Umberto De Gregorio, invece, se ne sta andando: a luglio finirà la sua esperienza da amministratore. Lo dice lui stesso.

Presidente, manca qualche giorno alla messa in servizio al nuovo treno della Circumvesuviana. Lo considera un fatto simbolico? Può essere l’inizio di una nuova era?

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«Dopo circa 20 mesi di intenso lavoro su carte e binari, Stadler ha finalmente ottenuto l'Amis (l’autorizzazione di messa in servizio, ndr) per il primo treno. Un risultato molto sofferto, che si aggiunge a un percorso fatto di contenzioso amministrativo, Covid, guerra in Ucraina. Noi avevamo aggiudicato la gara a Hitachi, in Italia, ma i giudici hanno ritenuto che i treni doveva farli Stadler. E sa una cosa: Stadler aveva offerto un piano consegne migliore! Poi si è vista come è andata. E ancora: i treni si dovevano fare in Bielorussia e poi la produzione è stata spostata a Valencia, dove però poi c’è stata l’alluvione. Una odissea, vero, però faccio notare che la gara è partita nel 2019 e nel 2029 avremo cento treni nuovi tutti uguali sulla Vesuviana. Ebbene, per avere i treni nuovi sulla linea uno della metropolitana ci sono voluti più o meno gli stessi tempi».

La Circumvesuviana è stata la sua croce: la linea per Baiano chiusa, la fatiscenza della rete e del materiale rotabile. Lo dica con sincerità, si doveva fare di più.

«Si può sempre fare di più. Ma noi, in coscienza, abbiamo dato il massimo alle condizioni date. Colgo l’occasione per ringraziare dirigenti, quadri, operai, personale viaggiante. Abbiamo messo bus nuovi ovunque e treni nuovi su tutte le linee Eav. La Vesuviana è stata un problema ma ora finalmente stanno arrivando i treni e si apre uno scenario di ottimismo. Lo scoglio duro era avere l'Amis per il primo treno, ora il percorso si semplifica. Entro dicembre avremo dodici i treni in esercizio, entro il 2027 saranno 46, entro il 2029 avremo una flotta omogenea di 100 treni, contro i 50 treni attuali che hanno un’età media di 40 anni».

Era davvero cosi complesso avere in servizio il nuovo treno della Vesuviana?

«Ma guardi che si tratta di un risultato storico. Il rinnovo del materiale rotabile della rete Circumvesuviana (che deve essere compatibile sia con il vecchio segnalamento ferroviario che con il nuovo in fase di realizzazione) rappresenta una delle sfide ingegneristiche più complesse nel panorama del trasporto rapido di massa regionale. Si è trattato di superare i vincoli storici dello scartamento ridotto (950 mm), portando allo stesso tempo standard di sicurezza, comfort e digitalizzazione ai massimi livelli europei. Non era facile e voglio dire grazie ad Ansfisa che ha collaborato con grande rigore e professionalità e ai lavoratori delle imprese coinvolte (Eav, Stadler, Certifer, Hitachi, Rina, ecc)».

Lei viene molto criticato, ma le viene anche riconosciuto di aver messo i conti a posto e di aver aperto decine di cantieri. Ma alcuni di questi cantieri, per esempio quello della Volla – Afragola sono comunque in ritardo e a far quadrare i conti ci sono stati innanzitutto gli aiuti del governo centrale. Come risponde a queste contestazioni?

«Noi abbiamo rispettato i tempi del Pnrr. Dieci anni fa zero cantieri aperti. Oggi oltre 80 cantieri con sei miliardi di lavori a realizzarsi. La Volla – Afragola? Non lo nego, alcuni cantieri hanno avuto ritardi significativi. Molti invece hanno rispettato i tempi. Quanto ai conti: il contributo statale c’è stato nel lontano 2017. Poi ho mantenuto l’impegno preso con Mef e Regione di tenere i conti in equilibrio. Abbiamo prodotto 110 milioni di utile in 10 anni e portato il valore dell’azienda da 10 a 170 milioni. Non esattamente un gioco da ragazzi».

E sulla conflittualità con i sindacati, ma anche con i comitati dei pendolari?

« Con i sindacati i toni a volte sono stati duri ma abbiamo sempre lavorato con rispetto reciproco e nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori. I pendolari hanno sempre ragione quando si lamentano dei disservizi, non quando strumentalizzano o fanno politica».

Non crede di aver pagato anche una forma di sovraesposizione?

«Io sono sempre stato un libro aperto. Ho raccontato quello che avveniva in Eav e nella mia vita personale, nella massima trasparenza. Sono fatto così»

E ora ci svela il suo futuro? Sta davvero finendo l’era De Gregorio?

« Il mio futuro sarà ricco di cose da fare e di sorprese. L’era De Gregorio amministratore di Eav finirà entro luglio. Siamo tutti precari. E siamo qui per servizio e non per esercitare un potere. Un servizio faticoso e pieno di responsabilità. Dopo 11 anni, poiché il Socio ritiene opportuno un cambio, come promesso agevolerò il cambio. Resterò a disposizione del nuovo amministratore e della Regione per ogni necessario supporto al fine della continuità amministrativa. L’importante è che i progetti di investimento vadano avanti e si tenga sotto controllo la situazione finanziaria».
 

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