Odissea Circum, studentessa costretta a sospendere gli studi: «Il mio corpo non regge più»
Il Mattino

Odissea Circum, studentessa costretta a sospendere gli studi: «Il mio corpo non regge più»

Sabato 4 luglio 2026
3 visualizzazioni

Il suo corpo non regge più lo stress. I suoi studi sono interrotti per problemi di salute. La storia che parte da Avella, piccolo comune in provincia di Avellino, arriva dritto nel...

Napoli - NewsletterAlle ore 12 tutta la cronaca di NapoliIscriviti e ricevi le notizie via email

Il suo corpo non regge più lo stress. I suoi studi sono interrotti per problemi di salute. La storia che parte da Avella, piccolo comune in provincia di Avellino, arriva dritto nel cuore di Napoli e attraversa i disservizi della Circumvesuviana. Carolina Festa, 27 anni, è una talentuosa studentessa di canto lirico presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Impossibilitata a spostarsi con mezzi propri, ogni giorno vive sulla sua pelle i disservizi di EAV.

La denuncia dei Pendolari Vesuviani

In una lettera affidata a Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, la giovane ha lanciato un grido di allarme: il suo percorso di studi è compromesso dai problemi fisici derivanti dalla vita da pendolare. La ragazza si sposta utilizzando il servizio di bus sostitutivi previsto da EAV sulla tratta che collega Baiano a Napoli. La sua "Odissea" quotidiana, tra soppressioni, attese e ritardi, richiede circa sei ore tra andata e ritorno. «Pago 82 euro di abbonamento mensile per un disservizio», spiega Carolina.

Le conseguenze non sono soltanto economiche: durante l'attesa dei bus sostitutivi sotto il sole implacabile, in molteplici occasioni la ragazza ha accusato malori. «Carolina dà corpo e voce ai pendolari silenti, a chi è tentato di arrendersi ma trova ancora la forza di indignarsi - prosegue la nota dei pendolari -. ​Quello che chiede Carolina, e che noi comitati rivendichiamo da anni, non è un privilegio. Si chiamano diritti. Il diritto alla mobilità, il diritto allo studio, il diritto alla salute».

La testimonianza

Su consiglio di familiari e medici, contro la sua volontà, Carolina Festa ha dunque interrotto gli studi. Intervistata da Il Mattino, ha fornito la sua testimonianza.

Carolina, da quanto tempo utilizzi la Circumvesuviana?

«Sono quasi tre anni, da quando ho iniziato gli studi al Conservatorio di Napoli. Prima del mio ingresso il collegamento ferroviario funzionava ancora: ero convinta che raggiungere Napoli sarebbe stato semplice, bastava prendere il treno e in circa un'ora arrivavo a destinazione. Proprio quando ho iniziato a frequentare il Conservatorio, però, sono cominciati i problemi. La linea è stata modificata e i passeggeri sono stati costretti a cambiare convoglio a San Giorgio a Cremano. Da quel momento il viaggio è arrivato a durare fino a due ore e mezza».

Nella lettera hai parlato addirittura di sei ore di viaggio tra andata e ritorno.

«Sì, è successo più di una volta con i bus sostitutivi, con i quali bisogna sottostare ai problemi del traffico quotidiano.

Napoli è sempre bloccata dal traffico, un giorno rimanemmo bloccati quasi un'ora nel traffico del Centro Direzionale».

Che impatto hanno avuto questi anni di pendolarismo sulla tua vita?

«Una vita privata non ce l'ho più. Sono convivente, ho una casa e degli animali da gestire. Non riesco a gestire più nulla. Al Conservatorio ho dovuto abbandonare dei corsi perché iniziavano alle nove del mattino e non riuscivo a essere lì a quell'ora».

Puoi raccontarci dei malori che ti hanno colpita? 

«I malori sono stati la conseguenza di questi due anni di disagi. Ho perso peso, la mia anemia è peggiorata e ho iniziato a soffrire anche di attacchi di panico. In estate, poi, soffro particolarmente di pressione bassa e di crisi vagali quasi quotidiane. Il problema è che resto ad aspettare il bus per quaranta minuti sotto il sole, perché le fermate sono completamente esposte e senza un minimo d'ombra. Poi salgo su mezzi affollati e spesso privi di aria condizionata, e finisco per sentirmi male. A tutto questo si aggiunge lo stress per le lezioni perse o raggiunte con venti minuti di ritardo».

Cosa ti hanno detto i medici che ti hanno visitata?

«È una vita non più sopportabile, il mio dottore mi ha consigliato di "congelare" l'anno. Due settimane fa ho svolto una visita cardiologica e neurologica, il mio medico curante mi ha detto che se voglio riprendermi devo fermarmi perché il mio corpo non sostiene più tutto ciò».

E tu cosa hai deciso? Vuoi sospendere gli studi oppure intendi continuare nonostante il parere dei medici e dei tuoi familiari?

«Io non vorrei interrompere gli studi perché so che se mi fermo non li riprendo. Vorrei proseguire perché mi manca solo un anno per la triennale. Se mi fermo questi due anni e mezzo di sacrifici verranno sprecati. I miei familiari non sono d'accordo sul fatto che io continui a studiare, sono molto preoccupati per la mia salute. Non riesco a studiare perché se va bene torno a casa verso le 17, se va male torno alle 21».

Se potessi parlare direttamente ai vertici di EAV e alle istituzioni, cosa chiederesti loro?

«Chiederei semplicemente di poter arrivare a Napoli in serenità. Da Avella in auto si impiega mezz’ora, in treno dovrebbe bastare un’ora. Chiedo la riapertura della linea Baiano. Perché devo spostarmi fino a Volla e poi prendere una navetta per arrivare a piazza Garibaldi? Perché non completare la linea ferroviaria e garantire quelle poche fermate che collegano direttamente Volla a Napoli?».

Condividi questo articolo