Aldo Montano in ospedale per shock anafilattico, il padre di Sofia Di Vico: «Così ho perso mia figlia»
Il Mattino

Aldo Montano in ospedale per shock anafilattico, il padre di Sofia Di Vico: «Così ho perso mia figlia»

Sabato 4 luglio 2026
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Ha fatto parlare in queste ore il caso di Aldo Montano: l'ex schermidore, infatti, è finito in ospedale a Roma per uno shock anafilattico a causa di una cena in un ristorante...

Ha fatto parlare in queste ore il caso di AldoMontano: l'ex schermidore, infatti, è finito in ospedale a Roma per uno shock anafilattico a causa di una cena in un ristorante romano durante la quale aveva ingerito caseina, sostanza alla quale è fortemente allergico. «Avevo avvisato i ristoratori», aveva poi raccontato sui social.

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Una storia simile, ma con un epilogo tragicamente diverso, è quella di Sofia Di Vico, la 15enne di Maddaloni morta a  mentre si trovava a Roma per partecipare al torneo “Mare di Roma Trophy in Pink” a causa di una reazione allergica e al conseguente shock anafilattico.

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In queste ore il padre di Sofia ha commentato il post Instragram di denuncia pubblicato da Aldo Montano con queste parole: «Ho perso mia figlia di 15 anni 3 mesi fa per la superficialità di questi ristoratori superficiali che scherzano sulla vita degli altri...tanto la legge vuole ghettizzare gli allergici piuttosto che punire...spero ti riprenda campione».

Il ricordo

Due giorni fa il ricordo del padre di Sofia a tre mesi dalla scomparsa: «Tre mesi lunghissimi, da quel maledetto 2 aprile, fatti di silenzi assordanti e di stanze vuote, in cui ho dovuto imparare a respirare un'aria diversa, più pesante. Dicono che la vita continui, che il mondo fuori non si fermi, ma per me il tempo si è cristallizzato nel momento esatto in cui te ne sei andata. Ed è incredibile come anche il mondo sembri sentire la tua assenza: oggi, in mezzo a queste giornate di sole e di caldo estivo, si è messo a piovere all'improvviso, come se anche il cielo si fosse unito al mio pianto e avesse voluto dedicarti una lacrima. Eppure, in questo vuoto immenso, l'unica cosa che non è cambiata è la forza dell'amore che provo per te. Un amore che mi fa piangere, ma che mi fa anche sorridere quando ripenso a noi. Mi manca sentire le tue risposte pronte. Mi manca quando mi guardavi dalla testa ai piedi e mi smontavi con un secco: "Ma ti sei vestito al buio?". Oppure quando provavo a fare il padre severo e a rimproverarti per qualcosa, e tu mi guardavi con quella faccia furba e mi liquidavi con un "C'h'e acciso!", facendomi dimenticare subito il motivo per cui ero arrabbiato».

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«Avevamo quel modo tutto nostro di volerci bene, fatto di sguardi giganti e prese in giro continue. Sei sempre stata la mia complice preferita, la ragazza capace di azzerare la mia autorità di padre con una sola battuta. Ti cerco ovunque: nel primo raggio di sole che entra dalla finestra al mattino, nel profumo del vento, nella melodia delle tue canzoni preferite e nella stella più luminosa che accende il cielo la sera. La morte ha potuto portarti via dai miei occhi, ma non potra mai strapparti dal mio cuore. Sei stata il dono più bello, la poesia più dolce, il senso di ogni mio giorno, la mia vittoria più grande. Oggi ti guardo tra le stelle e immagino che tu stia rubando la felpa più bella anche agli angeli, proprio come facevi con le mie dell'Unio Basket. Continua a guardarmi da lassù e, se mi vedi vestito male, chiudi un occhio... o ridici su, come hai sempre fatto. Continuerò a parlarti nel silenzio della mia mente e a mandarti baci fin lassù, sperando che tu possa sentirli. Ti amo immensamente, Sofia, e ti amerò per sempre».

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