Squalifica tolta a Balogun, Trump: «Ho parlato con Infantino, il fallo non c'era». La Uefa: «La Fifa ha passato linea rossa»
Il Mattino

Squalifica tolta a Balogun, Trump: «Ho parlato con Infantino, il fallo non c'era». La Uefa: «La Fifa ha passato linea rossa»

Lunedì 6 luglio 2026
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Il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver parlato con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, per spingere verso la revoca della squalifica del capocannoniere del Team Usa,...

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Il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver parlato con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, per spingere verso la revoca della squalifica del capocannoniere del Team Usa, Folarin Balogun. «Gianni è molto rispettato e questo Mondiale è un grande successo, ogni partita è come il Super Bowl - ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale - quello di Balogun non era un fallo, non c'era nessuna infrazione. Erano solo due ragazzi che correvano alla massima velocità e si sono scontrati». Trump si è poi soffermato sull'arbitro della partita, il brasiliano Raphael Claus: «Se guardate al suo passato, è un po' sospetto. Non vorrei dirlo perché non voglio creare controversie, ma è molto sospetto. Se volete vi darò informazioni sul suo passato». «Quando ho scoperto che l'espulsione avrebbe fatto saltare la prossima partita al nostro miglior giocatore, ho pensato 'cavolo questa è grossa'. Sarebbe stato molto ingiusto: un conto è penalizzare per una partita, ma come fai a penalizzarlo per una partita che ancora non è stata giocata? - ha affermato Trump - quindi ho chiesto una revisione alla Fifa. Ho parlato con un uomo molto rispettato, e ora lo è dieci volte di più». Donald Trump ha poi paragonato la partita tra Stati Uniti e Belgio alle elezioni vinte da Joe Biden. «Se fosse rimasto fuori, l'incontro sarebbe stato truccato come il voto nel 2020», ha detto il presidente americano. Da sei anni Trump accusa i democratici di brogli elettorali, senza fornire alcuna prova. 

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La reazione della Uefa

La Fifa «ha passato una linea rossa» sospendendo il cartellino rosso per lo statunitense Falorin Balogun durante i Mondiali del 2026.

Lo ha affermato in una nota la Uefa, denunciando una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile».

«Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così», ha continuato l'organo di governo europeo in una dichiarazione di insolita severità. «Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è in pericolo e la credibilità di una competizione viene minata», ha concluso la Uefa. Ma cosa è successo?

Il caso della squalifica di Balogun

La vicenda di Folarin Balogun è destinata a rimanere una delle più controverse di questo Mondiale. Nelle ore che hanno preceduto l'ottavo di finale tra Stati Uniti e Belgio, la Fifa ha infatti deciso di sospendere la squalifica automatica inflitta all'attaccante statunitense dopo l'espulsione rimediata nella gara precedente, consentendogli di essere regolarmente a disposizione della propria nazionale.

Una decisione che ha immediatamente acceso il dibattito, sia per le modalità con cui è stata adottata sia perché rappresenta un'applicazione del Codice Disciplinare Fifa mai vista in un contesto di questo livello.

L'espulsione e la decisione Fifa

Balogun era stato espulso con cartellino rosso diretto nella sfida contro la Bosnia per un intervento giudicato pericoloso ai danni di Tarik Muharemovic. Come previsto dal regolamento FIFA, il rosso diretto comporta automaticamente almeno una giornata di squalifica, da scontare nella partita successiva. Sembrava quindi scontata la sua assenza nell'ottavo di finale contro il Belgio.

A poche ore dal match, però, la Commissione Disciplinare FIFA ha disposto la sospensione dell'esecuzione della squalifica, applicando quanto previsto dall'articolo 27 del proprio Codice Disciplinare.

In termini pratici, la sanzione non è stata cancellata, ma trasformata in una sorta di "condizionale": Balogun ha potuto disputare la gara contro il Belgio, mentre la giornata di squalifica resterà sospesa per un periodo di un anno. Qualora il giocatore dovesse commettere una nuova infrazione disciplinare di analoga gravità entro quel termine, la sanzione potrà essere riattivata, oltre all'eventuale nuova punizione.

Perché la scelta ha fatto discutere e il nodo politico

La polemica nasce soprattutto da un aspetto regolamentare. L'articolo 27 consente effettivamente alla Commissione Disciplinare di sospendere, in tutto o in parte, l'esecuzione di alcune sanzioni. Tuttavia, fino a oggi, questa facoltà era stata utilizzata prevalentemente per ridurre squalifiche di più giornate, lasciandone una parte effettiva e una parte con la condizionale.

A rendere il caso ancora più delicato sono state anche alcune indiscrezioni emerse nelle ore successive. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe contattato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, per chiedere un intervento sulla vicenda. La ricostruzione è stata ripresa da diversi organi di stampa, ma non è stata confermata ufficialmente dalla FIFA.

Le parole di Malagò

«Stavo mangiando, mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un'assurdità». Ecco come Giovanni Malagò, il nuovo numero 1 del calcio italiano, ha accolto la notizia dell'ammissione di Folarin Balogun agli ottavi di finale dei Mondiali contro il Belgio. La partita è già un caso, ma le squadre non sono neanche scese in campo. Domenica la Fifa, in maniera del tutto inaspettata, aveva sospeso la squalifica dell'attaccante con il beneplacito di Trump: «E' stata fatta la cosa giusta». E il New York Times ha sostenuto che la richiesta di revocare il rosso sarebbe stata avanzata direttamente dal presidente a Infantino. Da parte sua, la federazione belga ha minacciato il ricorso per «garantire l'equità del torneo».

Cosa ha detto

Il neo-eletto presidente Figc si è espresso a muso duro sulla vicenda, che per lui è «un'assurdità». Ai microfoni di Radio Anch'io Sport ha poi dichiarato: «Ho guardato questo articolo 27 del codice disciplinare Fifa. Chiariamolo subito, non è replicabile nei vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l'Armageddon». E sui precedenti: «C'è stato Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L'altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l'ha riportato il New York Times. Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Io sono un fautore di questo Mondiale con stadi pieni e tanto entusiasmo, ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è alla base del calcio».

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