Movida a Napoli, dietrofront: il Comune si allinea alle leggi nazionali
Dopo un anno di discussione passa finalmente la delibera di indirizzo con la quale si mettono dei paletti alla movida fracassona. Nuove regole che sono allargate a tutto il territorio cittadino e...
Dopo un anno di discussione passa finalmente la delibera di indirizzo con la quale si mettono dei paletti alla movida fracassona. Nuove regole che sono allargate a tutto il territorio cittadino e non solo nell’area di piazza Bellini e via Cisterna dell’Olio. Sembra un paradosso, ma si ritorna all’antica e si rientra nell’alveo della legge nazionale. Oggi i negozi devono chiudere - con l’ordinanza del sindaco - alle 22, da domani quando la delibera entrerà in vigore, si arriva fino a oltre la mezzanotte.
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Ma, come per il Piano del Commercio dell’area Unesco, la palla passa agli esercenti che devono garantire insonorizzazione dei locali e rispettare le regole di vendita degli alcolici. Si parla di regole per garantire tranquillità al territorio e ieri - in vista del vertice di domani in Prefettura con il ministro MatteoPiantedosi e il Capo della Polizia Vittorio Pisani - in Aula il sindaco Gaetano Manfredi ha tracciato la roadmap di quello che chiederà: «Mi auguro arrivi una posposta di modalità operativa mirata sulla città e che possano garantire un migliore e più assiduo presidio del territorio al netto di più uomini e mezzi». Ma procediamo con ordine cioè dalle misure per la movida.
Le aperture
I nuovi orari sono, dunque, quelli delle legge nazionale: da lunedì al giovedì chiusura all’una con divieto della vendita da asporto che scatta a mezzanotte, mentre il venerdì la chiusura è alle 2 e il sabato si chiude bottega alle 3, misure che - giova sottolinearlo - valgono su tutto il territorio cittadino. L’assessora al Commercio Teresa Armato valuta così il semaforo verde alla delibera: «Soddisfatta della approvazione, il testo è una buona sintesi fra posizioni e interessi diversi. Per mesi c’è stata una discussione in città nelle istituzioni e sui media. Ora c’è un testo certo: l’indirizzo che il Consiglio dà alla giunta su questo tema così delicato».
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E se ci saranno nuovi esposti dei cittadini contro i rumori cosa accade? Scatteranno di nuovo le ordinanze di Manfredi ma solo nelle zone in cui questo tornerà di nuovo a galla. Per quanto riguarda i tavolini l’assessore Antonio De Iesu ha spiegato che «non servono misure perché sono gli assembramenti all’esterno dei locali a provocare rumori antropici». De Iesu che ha dato parere negativo su più emendamenti per non andare in contrasto contro i parerei negativi della Ragioneria. Contro la delibera ha votato l’esponente della maggioranza Luigi Carbone che è anche presidente della Commissione attività produttive e l’ex sindaco Antonio Bassolino. Mentre le opposizioni hanno votato sì, con Fi che ha presentato una mozione approvata all’unanimità, con la quale si «impegna il sindaco e la giunta» fare in modo che i negozianti approvino un codice di autoregolamentazione e a utilizzare gli steward.
Il vertice
«Se guardiamo i numeri, nel 2025 Napoli ha registrato un calo dei reati rispetto all’anno prima e oggi è al 13esimo posto in Italia come numero di reati. Quando sono arrivato io eravamo primi. Questo non ci deve far abbassare la guardia». Per Manfredi «il tema della sicurezza non si misura solo sul numero di denunce, ma anche sulla percezione di sicurezza dei cittadini e oggi questa percezione è che ci sono alcuni orari ed aree della città dove la percezione di sicurezza non è positiva e dunque dobbiamo fare di più, ci sono aree critiche e va detto. Il tema della sicurezza non è né di destra né di sinistra, la sicurezza è un bene collettivo».
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Il sindaco p chiaro: «La sicurezza riguarda sì il controllo del territorio, ma anche dinamiche che attengono al riscatto, al recupero sociale di chi è ai margini della società, soffre di questa condizione e potenzialmente può avere comportamenti violenti». poi l’annuncio sulla videosorveglianza: «Oggi abbiamo 1200 telecamere attive sul territorio con una percentuale di funzionamento che supera il 90%. È in corso il potenziamento del sistema che porterà, entro fine anno, le telecamere da 1200 a 1600, coprendo anche quartieri oggi più sforniti, come Ponticelli». Il riferimento è a Ponticelli nell’area orientale una era e propria polveriera. «Quando ci siamo insediati - conclude il sindaco - abbiamo trovato un sistema in cui, per mancanza di manutenzione e di pagamento dei contratti di energia elettrica, una larga parte delle telecamere non erano attive ed abbiamo fatto un grande lavoro per la rimessa in sesto».