Boscoreale, intercettazioni choc. Il killer: «Non chiedo scusa a nessuno»
Nessun pentimento, nessuna lacrima tardiva. Anzi, ignaro di essere intercettato, rivendicava con fare spavaldo la propria firma su quei tre colpi di pistola esplosi in piazza. Una spedizione...
Nessun pentimento, nessuna lacrima tardiva. Anzi, ignaro di essere intercettato, rivendicava con fare spavaldo la propria firma su quei tre colpi di pistola esplosi in piazza. Una spedizione punitiva in piena regola, costata la vita a un ragazzo di appena diciotto anni. La sua unica “colpa”, aver fatto parte della comitiva che quattro giorni prima era entrata in rotta di collisione con quelli che poi sarebbero diventati i suoi carnefici. «Io non devo chiedere scusa a nessuno». E a nulla erano valse le raccomandazioni dei familiari, che durante un colloquio in carcere lo spingevano a tornare sui propri passi: «Fallo almeno per il popolo». Secca la replica del presunto killer: «Assolutamente no». Il processo chiamato a fare luce sull’omicidio di Pasquale Nappo, il ragazzo ucciso a Boscoreale nella notte tra il 2 e il 3 novembre scorsi, entra nella fase clou. E lo fa con un colpo di scena investigativo destinato a blindare la ricostruzione della Procura. Ieri mattina il pm della Dda di Napoli ha depositato degli inediti atti di indagine, la cui portata rischia di complicare la posizione dei due imputati, il diciannovenne Giuseppe Esposito e il ventiquattrenne Antonio Abbruzzese.