Eav, De Gregorio decade. La Regione: «Fase nuova»
Il Mattino

Eav, De Gregorio decade. La Regione: «Fase nuova»

Giovedì 9 luglio 2026
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Sono bastati pochi minuti, nelle prime ore della mattinata di ieri, per chiudere una stagione e aprirne un’altra. L’assemblea dei soci Eav, convocata con due soli punti all’ordine del giorno, ha impiegato il tempo di una seduta lampo per approvare il bilancio 2025 e il nuovo statuto sociale, mettendo però in moto un meccanismo destinato a cambiare il volto della governance regionale dei trasporti. Sufficienti le dimissioni di due consiglieri, Paola Capobianco e Fabrizio Martone, per far scattare la decadenza automatica dell’intero consiglio di amministrazione.

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A non dimettersi è stato Umberto De Gregorio, presidente del cda: almeno è quello che si evince da un comunicato della Regione, nel quale il nome del commercialista napoletano non viene mai fatto. Interpellato sull’esito dell’assemblea, De Gregorio si è chiuso in una sequenza di «no comment» che lascia intuire una certa insoddisfazione. Il comunicato della Regione non aiuta a stemperare questa sensazione di polemica strisciante: il ringraziamento per il lavoro svolto viene rivolto genericamente ai componenti del CdA. Anche l’assessore ai Trasporti Mario Casillo, in una recente intervista al Mattino, aveva evitato di ringraziare De Gregorio esplicitamente, sebbene in passato abbia più volte sottolineato in maniera positiva l’impegno dell’ormai ex presidente Eav. Un dettaglio che, sommato al silenzio del diretto interessato e alla formula asciutta del comunicato regionale, restituisce l’immagine di un passaggio di consegne meno disteso di quanto viene descritto.

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Le nuove norme

Il nuovo statuto introduce la figura dell’amministratore unico, cui viene affidato anche il potere di indicare l’organigramma dirigenziale. Conseguenza diretta della riforma è che la carica di direttore generale, finora cumulata con quella di presidente, diventa facoltativa: con ogni probabilità non troverà posto nella Eav che verrà. Anche da quella poltrona, dunque, l’uscita si consumerà non per una scelta individuale ma per soppressione della funzione, disegnata a tavolino dalla riforma. Il cda decaduto, si legge ancora nel comunicato di Palazzo Santa Lucia, è stato invitato a limitarsi alle ordinarie attività gestionali in attesa della prossima assemblea, già convocata per martedì 14 luglio, quando si darà corso alle determinazioni sul nuovo organo di amministrazione. Sui conti, va detto, restano poche ombre.

Il bilancio 

Il bilancio 2025 chiude con un utile di 5,5 milioni di euro, in crescita di circa 2 milioni rispetto all’esercizio precedente, mentre il patrimonio netto della società è passato dai 10 milioni del 2015 ai 170 milioni attuali: cifre che De Gregorio ha sempre rivendicato come propria eredità, anche quando le cronache raccontavano soppressioni, guasti e scioperi sulla Circumvesuviana. Anche gli investimenti sono stati notevoli ed hanno riguardato stazioni, reti e infrastrutture. Gli stessi fondi Pnrr sono stati spesi su più fronti, così come migliaia sono state le assunzioni tramite concorso.

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Ma questo è ormai il passato: il countdown, ora, punta dritto al 14 luglio. È la data in cui l’assemblea tornerà a riunirsi per le determinazioni in ordine all’organo di amministrazione della società, formula burocratica dietro cui si cela la nomina del nuovo amministratore unico. Il nome è quello di Pietro Diamantini, manager di lungo corso in Trenitalia, dove ha maturato esperienza nella gestione dell’Alta Velocità. Di lui si conoscono due passioni dichiarate, per il calcio Napoli e per il lavoro: coordinate che la Regione spera possano tradursi in un servizio capace di soddisfare i viaggiatori. La sfida che attende chi siederà sulla poltrona di amministratore unico non è banale: trasformare un decennio di conti in ordine in un servizio all’altezza delle attese di chi, ogni mattina, sale su un convoglio della Circumvesuviana. Sulle banchine, più che nei bilanci, si misurerà la vera portata della riforma varata nei pochi minuti dell’assemblea di ieri.

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