Camorra: fazione Zagaria del clan dei Casalesi sì stava riorganizzando, 8 in carcere
Il Mattino

Camorra: fazione Zagaria del clan dei Casalesi sì stava riorganizzando, 8 in carcere

Venerdì 10 luglio 2026
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Il gip di Napoli Nord ha disposto il carcere per le otto persone a cui, nei giorni scorsi, sono stati notificati altrettanti fermi di pm emessi dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea....

Il gip di Napoli Nord ha disposto il carcere per le otto persone a cui, nei giorni scorsi, sono stati notificati altrettanti fermi di pm emessi dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea. Il giudice ha ritenuto comunque di non convalidare il provvedimento precautelare emesso dagli inquirenti nei confronti di presunti appartenenti alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi a cui vengono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, pubblica intimidazione con uso delle armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, estorsione, violenza privata e porto e detenzione di armi e materiale esplodente. Gli otto fermi sono stati emessi, spiega una nota a firma del procuratore aggiunto Michele Del Prete, «alla luce della crescente escalation delle condotte aggressive riscontrate» finalizzate «a consolidare e rafforzare il proprio potere sul territorio». Il riferimento è ai gravi episodi intimidatori registrati tra febbraio e marzo culminati con i colpi d'arma da fuoco esplosi contro un'abitazione a Casapesenna, successivamente bersaglio di un attentato dinamitardo. L'allarme sociale è stato ingenerato anche da altri raid contro una pizzeria e una cornetteria. Tra gli episodi documentati anche quello che ha visto vittima il titolare di una impresa funebre costretto - con la violenza - a cedere l'organizzazione di un funerale a una ditta ritenuta riconducibile al clan Zagaria, a cui l'imprenditore ha dovuto dare i soldi che aveva già ricevuto dalla famiglia del defunto.

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Il caso dell'ex sindaco

Avrebbe sollecitato, approfittando del suo ruolo politico che gli impediva «di compromettersi», l'intervento dell'esponente del clan per risolvere un problema privato che aveva avuto con una persona. È uno degli episodi documentati nelle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che hanno portato al fermo di otto presunti componenti, tra di primo piano e gregari, del clan di Michele Zagaria; fermi avvenuti a Casapesenna, comune del Casertano roccaforte dello stesso clan.

Il presunto camorrista è Costantino Garofalo, ritenuto il reggente, di giovane età (29 anni) ma considerato dagli inquirenti in forte ascesa. Il politico è invece l'attuale vicesindaco di Casapesenna Marcello De Rosa (non indagato), ex sindaco del comune nonché ex presidente della Provincia di Caserta (in passato accusato di concorso esterno in camorra ma archiviato). È De Rosa a ventilare l'intervento di Garofalo, intercettato dai carabinieri. E' il 29 luglio 2024: «Ieri ti stavo chiamando che stavo mettendo le mani addosso ad uno scemo. Io non mi posso compromettere», dice De Rosa a proposito di una persona che avrebbe mancato di rispetto pubblicamente alla moglie; nel prosieguo della conversazione, De Rosa parla in modo ipotetico, «dico ad esempio Costantino acchiappatemi un po'.... e ditegli che facesse la persona seria e non mi ci fate litigare...".

Per la Dda non ci sarebbe stato nessun ordine di intervenire da parte di De Rosa, ma l'episodio conferma gli «strettissimi rapporti» di Costantino Garofalo e il clan con politici locali. Sempre Garofalo, nel giugno 2024, pochi giorni dopo l'elezioni comunali di Casapesenna vinte dell'attuale sindaca Giustina Zagaria (non indagata), intercettato mentre parla con un'altra persona, autocelebra la propria autorità rivendicando un'ampia facoltà di manovra presso il Comune di Casapesenna, frutto, secondo la Dda, di un potere che prescinde dallo schieramento politico insediato. «Noi non teniamo bisogno dei cristiani per prenderci quello che ci dobbiamo prendere, non teniamo bisogno di candidarci per prenderci qualcosa», afferma Garofalo»; «perché se andiamo in Comune ce lo hanno sempre fatto e ce lo fanno sempre» replica l'interlocutore; «questa manciata di fessi», gli fa eco Garofalo. Dalle indagini è emerso anche episodio di probabile corruzione di una consigliera comunale di Caserta originaria di Casal di Principe, che avrebbe ricevuto da un imprenditore edile non identificato 30mila euro contribuendo a fargli avere un appalto di 8 milioni dalla Provincia di Caserta. Nella conversazione intercettata dai carabinieri 9 minuti prima della mezzanotte del 27 gennaio 2024 si fa riferimento anche a un fantomatico baule della Louis Vuitton.

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