Guerra in Ucraina, l?ambasciatore Brusylo: «Soluzione diplomatica? Con Putin è dura»
«Finché ci sarà Putin al potere credo sia estremamente difficile una soluzione diplomatica», ragiona Ihor Brusylo, ambasciatore dell?Ucraina in Italia evidenziando...
«Finché ci sarà Putin al potere credo sia estremamente difficile una soluzione diplomatica», ragiona Ihor Brusylo, ambasciatore dell’Ucraina in Italia evidenziando come «l’Europa ha il dovere di assumere un ruolo centrale per risolvere il conflitto e far valere il suo peso». Il diplomatico ne discute, ieri pomeriggio, al premio internazionale del giornalismo di Ischia, durante il panel di approfondimento «Usa ed Europa 2026: sfide e opportunità nel nuovo ordine mondiale». A discuterne, oltre al diplomatico ucraino, Giampiero Massolo, presidente del premio Ischia e diplomatico di lungo corso, Clare Margetson, network editor del «Guardian», Sevgil Musayeva, direttrice di «Ukrainska Pravda», moderati da Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore. «L’Europa da sola non può contrastare la Russia - avverte l’ambasciatore Giampiero Massolo - perché c’è bisogno dell'America». Ma serve l’impegno di tutti: «I missili balistici russi abbiano ancora parti di aziende occidentali. Dobbiamo fermare - spiega Sevgil Musayeva - questo flusso ed è anche molto chiaro che la Russia ha avuto sostegno dalla Cina, con componenti costruiscono droni a basso costo, senza la Cina la Russia avrebbe problemi a utilizzare i droni». Alla direttrice, nel mezzo, arrivano i complimenti dei colleghi del panel: «È molto difficile fare un giornale in tempo di guerra. E ci riuscite nel migliore dei modi».
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Ma come finirà la guerra? Con una soluzione militare o diplomatica? «Tutti vogliono la seconda, è ovvio - spiega Clare Margetson - ma è molto complicato. In questo momento non vedo la fine della guerra anche perché gli Usa devono essere pienamente coinvolti e non lo sono in questo momento perché impegnati in altri conflitti in altre parti del mondo».
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Più duro è, ovviamente, l’ambasciatore ucraino che appena qualche giorno fa è stato audito dai vertici di Camera e Senato. E anche in quella sede ha rilanciato il ruolo «dell’Italia per dare un contributo ai negoziati e sulla difesa dell’Europa», ipotizzando all’ex premier Mario Draghi come inviato. «Ogni guerra prevede che alla fine di ogni conflitto ci sia sempre da firmare un documento finale. Ma - ragiona sempre il diplomatico Ucraino ieri pomeriggio - è molto complicato in questo momento: ogni volta che c’è stato un tavolo i politici mandati da Putin hanno sempre detto no a qualsiasi richiesta. Ma di una cosa sono certo: è difficile che la Russia vinca il conflitto. Putin era convinto di farcela in pochi giorni ma sono passati più di 4 anni senza avere grandi risultati. Quindi tutta l'Europa deve capire questo scenario e fare pressioni sui vertici russi». «Gli ucraini hanno una resistenza enorme ma serve una soluzione diplomatica. Putin per quanto sia stato umiliato, vedi quanto accaduto in Crimea, non molla. Per questo - ragiona la giornalista del Guardian - il ruolo dell’Europa è fondamentale e non quello degli Stati Uniti che sono inaffidabili».
Infine Ihor Brusylo lancia un allarme: «Noi e gli stati baltici sappiamo che se accade qualcosa all’Ucraina, i prossimi a essere invasi saranno loro: la Russia non ne fa mistero. Per questo - aggiunge - non abbiamo alternative e non possiamo sottometterci. D’altronde la Russia è un colosso ma con i piedi d'argilla. È come negli affari: bisogna correre dei rischi per arrivare al risultato finale». Da qui la richiesta all’Europa «di riprendersi il ruolo centrale che deve avere, specie se gli Usa dipendono da un presidente come Trump che ha atteggiamenti che cambiano ogni giorno».