Castellammare di Stabia, sciolto il comune per infiltrazioni camorristiche
Il Mattino

Castellammare di Stabia, sciolto il comune per infiltrazioni camorristiche

Martedì 14 luglio 2026
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Secondo scioglimento consecutivo per la città di Castellammare. Il consiglio dei Ministri riunitosi questo pomeriggio a Palazzo Chigi ha disposto il provvedimento. Finisce così...

Secondo scioglimento consecutivo per la città di Castellammare. Il consiglio dei Ministri riunitosi questo pomeriggio a Palazzo Chigi ha disposto il provvedimento. Finisce così l’esperienza amministrativa del giornalista eletto sindaco Luigi Vicinanza nel giugno del 2024 a capo di una colazione di 14 liste. Un campo largo formato assieme allo stesso Pd che in questi mesi ha fatto mancare l’appoggio politico e il sostegno del gruppo dirigente.

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Il primo febbraio la commissione d’accesso ha fatto il suo ingresso a Palazzo Farnese, chiudendo la relazione il primo aprile. Tre mesi che sono bastati agli ispettori del Ministero per consegnare la città ad una nuova triade commissariale.

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Una storia che si ripete per Castellammare che aveva conosciuto l’onta dello scioglimento per la prima volta con l’amministrazione del forzista Gaetano Cimmino, fermato anche lui dopo circa due anni di amministrazione. Luigi Vicinanza aveva ricevuto la fascia dal Prefetto Raffaele Cannizzaro ed ora la consegnerà ad un nuovo rappresentante dello Stato. 

La nota del sindaco

«Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia. Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l'avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni». Così in una nota il sindaco Luigi Vicinanza. «Auspico che Castellammare - spiega - non torni nell'immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent'anni. Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all'ultimo minuto. Resta l'amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno».

«Al contrario - prosegue Vicinanza - ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l'incarico di sindaco, che ho avuto l'onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell'interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni». 

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