Maxi blitz con 20 arresti: minori e persone fragili impiegate per lo spaccio di droga
La cocaina arrivava soprattutto dalla Campania, attraverso fornitori dell'area di Torre Annunziata, per poi inondare le piazze di spaccio di Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e...
La cocaina arrivava soprattutto dalla Campania, attraverso fornitori dell'area di TorreAnnunziata, per poi inondare le piazze di spaccio di Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e Roccasecca. È quanto emerge dal maxi blitz antidroga eseguito all'alba tra le province di Frosinone, Napoli, Caserta, Perugia e a Roma da circa 120 carabinieri che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
APPROFONDIMENTI Droga col paniere a Secondigliano, pusher bloccato nel fortino del clanEroina e cocaina custodite nella pescheria, commerciante nei guaiGestore di un circolo per ragazzi arrestato per spaccio in provincia di NapoliVenti gli indagati, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (contestata come armata e aggravata dall'ingente quantità), detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e ulteriori reati, in più casi con l'aggravante del metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma il gruppo, a prevalente carattere familiare e attivo da oltre un decennio, avrebbe gestito il traffico con una precisa ripartizione dei ruoli tra approvvigionamento, trasporto, custodia, confezionamento, vendita al dettaglio, recupero dei crediti e tenuta di una vera e propria cassa comune. Snodo centrale era la località Volla, a Piedimonte San Germano, un punto di cessione 'sempre aperto'.Caserta, maltrattamenti alla ex: «No al patteggiamento»
A gestirlo erano prevalentemente le donne del nucleo familiare con un flusso costante di clienti documentato da videoriprese e riscontri su strada e con consegne di denaro alla cassacomune. Un immobile rurale nell'area di Aquino, invece, fungeva da deposito per lo stoccaggio dello stupefacente e del denaro. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 1,3 chili di cocaina e ricostruite forniture per complessivi 63 chili. Il gip ha riconosciuto l'aggravante dell'impiego di minori e di persone con gravi fragilità per lo spaccio. «Anche acquirenti tossicodipendenti e indebitati - spiegano gli investigatori - venivano assoggettati al gruppo: gli atti documentano persone costrette, per paura di ritorsioni, a intestarsi autovetture, a commettere furti sul posto di lavoro o ad accollarsi rate di acquisti per conto degli indagati, piuttosto che denunciare».