Maxi blitz con 20 arresti: minori e persone fragili impiegate per lo spaccio di droga
Il Mattino

Maxi blitz con 20 arresti: minori e persone fragili impiegate per lo spaccio di droga

Mercoledì 15 luglio 2026
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La cocaina arrivava soprattutto dalla Campania, attraverso fornitori dell'area di Torre Annunziata, per poi inondare le piazze di spaccio di Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e...

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La cocaina arrivava soprattutto dalla Campania, attraverso fornitori dell'area di TorreAnnunziata, per poi inondare le piazze di spaccio di Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e Roccasecca. È quanto emerge dal maxi blitz antidroga eseguito all'alba tra le province di Frosinone, Napoli, Caserta, Perugia e a Roma da circa 120 carabinieri che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

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Venti gli indagati, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (contestata come armata e aggravata dall'ingente quantità), detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e ulteriori reati, in più casi con l'aggravante del metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma il gruppo, a prevalente carattere familiare e attivo da oltre un decennio, avrebbe gestito il traffico con una precisa ripartizione dei ruoli tra approvvigionamento, trasporto, custodia, confezionamento, vendita al dettaglio, recupero dei crediti e tenuta di una vera e propria cassa comune. Snodo centrale era la località Volla, a Piedimonte San Germano, un punto di cessione 'sempre aperto'.

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A gestirlo erano prevalentemente le donne del nucleo familiare con un flusso costante di clienti documentato da videoriprese e riscontri su strada e con consegne di denaro alla cassacomune. Un immobile rurale nell'area di Aquino, invece, fungeva da deposito per lo stoccaggio dello stupefacente e del denaro. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 1,3 chili di cocaina e ricostruite forniture per complessivi 63 chili. Il gip ha riconosciuto l'aggravante dell'impiego di minori e di persone con gravi fragilità per lo spaccio. «Anche acquirenti tossicodipendenti e indebitati - spiegano gli investigatori - venivano assoggettati al gruppo: gli atti documentano persone costrette, per paura di ritorsioni, a intestarsi autovetture, a commettere furti sul posto di lavoro o ad accollarsi rate di acquisti per conto degli indagati, piuttosto che denunciare».

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