Ercolano, un video mette nei guai il Pd: il segretario fa festa con il ras della droga
Il Mattino

Ercolano, un video mette nei guai il Pd: il segretario fa festa con il ras della droga

Giovedì 16 luglio 2026
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Il segretario del Pd che festeggia la vittoria del suo partito alle elezioni comunali assieme ad un ex narcos (in precedenza anche latitante) nel locale di una famiglia legata alla camorra. E poi...

Il segretario del Pd che festeggia la vittoria del suo partito alle elezioni comunali assieme ad un ex narcos (in precedenza anche latitante) nel locale di una famiglia legata alla camorra. E poi quella frase inquietante, racchiusa in un video di 30 secondi: «Pagherò la mia scommessa», rivolta dal politico all’ex galeotto ritenuto vicino al clan. Succede a Ercolano, la città “modello” anti-racket dove a meno di due mesi dal voto la nuova amministrazione comunale si ritrova al centro di uno scandalo con intrecci pericolosi tra politica e camorra. Il protagonista della vicenda è Antonio Cozzolino, per tutti Antonello, decano della politica locale già assessore, vicesindaco e più volte indagato (ma mai condannato) per ipotesi di reato legate alla sua attività politica. Qualche giorno dopo il voto Cozzolino ha partecipato a una cena per festeggiare il trionfo del Pd che ha trainato alla vittoria la sindaca Antonietta Garzia. Con lui i consiglieri comunali che ha “sponsorizzato” alle urne come Marco Cozzolino, eletto in consiglio comunale con la bellezza di 1111 preferenze e sulla carta la star della serata. Nulla di strano se non fosse che in quel locale, salutato a voce alta dal politico, non ci fosse anche Natale Suarino, pregiudicato, ex latitante poi condannato per in via definitiva per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti. «Ciao Natale, devo pagare la scommessa», ripete Antonello Cozzolino, riferendosi evidentemente al successo elettorale del partito e dei consiglieri che ha sponsorizzato.

APPROFONDIMENTI Ercolano, il segretario del Pd Cozzolino ad una festa con uomo legato al clan Suarino«I voti della camorra non li vogliamo». La sindaca di Ercolano chiede di fare chiarezza al segretario del Pd«Sui muri di Ercolano scritte offensive incitano alla violenza contro le donne». Interviene la sindaca Garzia

Le polemiche

Un video che ha scatenato un vespaio di polemiche portando ieri all’autosospensione dal Pd di Marco e Antonello Cozzolino e al commissariamento del partito da parte dei vertici regionali, imbarazzati dal video del segretario a tavola con il ras di una delle famiglie più potenti della camorra vesuviana. I Suarino, infatti, sono una delle dinastie più ricche e importanti della camorra ercolanese. Da sempre legati agli Ascione, il nome dei Suarino appare in centinaia di inchieste e processi alcuni dei quali legati anche alla guerra di camorra che ha insanguinato la città dal 1990 al 2010 con oltre 100 morti ammazzati. Antonello Cozzolino, spiazzato, prova a difendersi. «Ero invitato a quella festa organizzata dalle Unioni Cattoliche Operaie – dice l’ormai ex segretario – Mi sono trovato a tavola con Natale Suarino e la sua famiglia. La scommessa? Era solo relativa all’esito delle elezioni e consisteva nel pagare la pizza della serata, nulla di più. E alla fine ho davvero pagato. Non ho mai avuto rapporti con Suarino e non con le Uco fino a quella sera». Ma la frittata politica (e non solo) è ormai fatta. «Il contrasto della criminalità organizzata è uno dei principi cardine del nostro impegno politico – tuona in serata Piero De Luca, segretario regionale del Pd in una nota firmata anche da Francesco Dinacci, segretario provinciale dem – Immagini e frasi come quelle circolate in queste ore su Ercolano sono incompatibili con i nostri valori. Per tutelare i nostri militanti il circolo Pd viene commissariato immediatamente».

I fantasmi del passato

È un terremoto che travolge dalle fondamenta la politica cittadina, come avvenne nel 2015 con lo scandalo delle tessere ai camorristi che portò al precedente commissariamento dem. Esplode un tornado di reazioni, da destra a sinistra. Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania tuona: «La Procura indaghi, rischiamo un altro caso come Castellammare». La sindaca Garzia, assessore con Nino Daniele negli anni della rivolta anti-pizzo, si ritrova travolta dallo scandalo che inevitabilmente colpisce anche la sua amministrazione comunale (ancora alle prese con la scelta della nuova giunta). «Il video mi ha molto colpito – le parole di Garzia – Ho già chiesto conto alle persone coinvolte. È doveroso fare piena luce sui riferimenti alla “famiglia” e alla presunta “scommessa da pagare”. Espressioni come queste non possono essere sottovalutate». E in serata la notizia. Sul caso ha acceso i fari anche la Direzione Distrettuale Antimafia. I video sono stati visionati dagli inquirenti e dalle forze dell’ordine. E anche la Prefettura ha attenzionato la vicenda, la commissione d’accesso non è un’ipotesi campata in aria. E così in 30 secondi, sulla città simbolo della lotta alla camorra incombono i fantasmi di 34 anni fa quando i rapporti di collusione tra politica e camorra portarono allo scioglimento del Comune.

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