«Fondi della Zes unica riservati al Mezzogiorno». Ma il Nord fa pressing
Il Mattino

«Fondi della Zes unica riservati al Mezzogiorno». Ma il Nord fa pressing

Giovedì 16 luglio 2026
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Il ?modello Zes Unica Sud? è destinato ad allargarsi quanto prima anche al resto del Paese. Lo chiedono le imprese del Nord, con il sostegno dello stesso presidente nazionale di...

Il “modello Zes Unica Sud” è destinato ad allargarsi quanto prima anche al resto del Paese. Lo chiedono le imprese del Nord, con il sostegno dello stesso presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. Lo sollecitano le Regioni del Centro e del Settentrione, consapevoli del forte e duraturo impatto della misura sulla crescita dell’economia del Mezzogiorno, non a caso la più in forma tra le macroaree del Paese. E ieri, intervenendo al Question time alla Camera, è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che si sta occupando evidentemente in prima battuta del tema, a indicare una possibile strada per venire incontro al pressing di questi ultimi giorni, dando un seguito realistico all’impegno sull’ampliamento della Zes annunciato già da mesi dalla premier Giorgia Meloni. Due in particolare i “paletti” che dovrebbero azzerare i dubbi, inevitabilmente cresciuti, che alla fine dell’operazione possa rimetterci - per paradosso - proprio il Sud per il quale la Zes Unica è stata concepita e dove sta funzionando assai bene (1.500 autorizzazioni a fine mese, più di 25 miliardi di investimenti, soprattutto privati, circa 60mila nuovi posti di lavoro diretti e indiretti).

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I paletti

Primo paletto: «Non si può estendere la Zes Unica del Mezzogiorno ad altre aree del Paese, perché il suo obiettivo è di ridurre i divari interni ed è per questo che è finanziata in gran parte con i Fondi di coesione», ha spiegato Urso. Insomma, l’Unione Europea non permetterebbe nulla del genere e del resto la risposta del Sud è stata talmente positiva che i 300 milioni stanziati dal Governo per le opere infrastrutturali delle Aree di sviluppo industriali, collegate sempre alla ZES unica, sono stati tutti prenotati in poche settimane. Secondo paletto: si può estendere la semplificazione delle procedure anche al Centro-Nord per accorciare i tempi degli investimenti ma senza gli incentivi (credito d’imposta in primis) riservati al Sud. Sono insomma i punti chiave di quella che sarà difficile chiamare ZES unica al di fuori del Mezzogiorno e la cui gestione difficilmente potrà anch’essa ricadere dunque sul Dipartimento Sud guidato dal sottosegretario Luigi Sbarra. Ci vorrà probabilmente un decreto ad hoc che tra l’altro dovrà rassicurare Comuni e Regioni del Nord sul rischio che i loro poteri possano essere esautorati dallo tsunami della semplificazione. Si vedrà. Ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo le posizioni sul punto non sono univoche. «Questo governo ha adottato provvedimenti estremamente importanti per l’economia del Paese e per la crescita del Pil. Tra questi c’è la Zes, che si è dimostrata un investimento importante, capace di generare risultati significativi. Per questo Forza Italia chiede l’immediata estensione alle aree del Centro-Nord non degli incentivi economici, ma del modello di semplificazione amministrativa e autorizzativa della Zes. È questo il vero incentivo che possiamo dare alle aree industriali del Nord», ha sottolineato Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile economico del partito.

Le opzioni

Il governo in ogni caso punta ad agire su tre livelli di cui Urso parlerà con le Regioni del Nord già la prossima settimana e successivamente «con la Conferenza delle Regioni prima della pausa di Ferragosto». E cioè: «La possibilità di realizzare una Zona logistica speciale per il Centro-Nord (che amplia dunque le già esistenti Zone Logistiche Semplificate, istituite nelle aree portuali e doganali delle Regioni locali, ndr) con l’obiettivo di estendere a tutte le aree interessate, e rendere quindi omogenee, le semplificazioni autorizzative già ricomprese nelle ZLS. E, ove le risorse economiche lo consentano, di prevedere incentivi dedicati alle imprese nei limiti ovviamente delle regole europee», ha chiarito il ministro. Secondo obiettivo: l’introduzione di «altre misure di semplificazione nel prossimo Decreto imprese che porteremo in Parlamento prima della sessione di bilancio, soprattutto per la produzione energetica e la sostenibilità ambientale», ha detto Urso. La terza direttrice, la meno vicina sul piano dei tempi, è quella dell’Industrial Accelerator Act, la misura in fase di approvazione nel trilogo istituzionale europeo «in cui l’Italia svolge un ruolo da protagonista», ha detto ancora Urso, che spera di convincere i partner ad anticiparne l’entrata in funzione, attualmente prevista all’1 gennaio 2029 (si tratta di aree in cui è possibile, anche con il ricorso allo sportello unico per le imprese, accelerare i processi di crescita e gli investimenti industriali più sostenibili).

Le imprese

La risposta delle imprese arriverà proprio oggi da Bari dove Confindustria e Intesa Sanpaolo hanno organizzato un incontro di alto profilo per annunciare «nuove misure dedicate alla crescita della Zes Unica del Mezzogiorno» (verrà anche presentato l’annuale Check-Up economico sul Sud realizzato da SRM, il Centro studi collegato alla banca, e dall’Ufficio studi di Viale dell’Astronomia). Ci saranno Sbarra e il presidente Orsini ma soprattutto dovrebbe essere annunciato un nuovo, significativo plafond di risorse da parte di Intesa Sanpaolo per sostenere gli investimenti nella Zes, nel segno di una continuità che in chiave Sud ha già dato risultati molto evidenti, con l’utilizzo pressoché completo dei 10 miliardi di euro stanziati dall’Istituto in favore delle imprese. Si è trattato insomma di un’esperienza così positiva che avrebbe convinto Intesa ad ampliare questa disponibilità anche alle are aree del Paese, anticipando ancora una volta (proprio come era avvenuto ai tempi delle prime Zes regionali, quasi dieci anni fa) l’ulteriore, annunciata evoluzione della misura. Non a caso, sempre ieri, in un passaggio della sua relazione all’Assemblea annuale dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, anche il presidente Antonio Patuelli si è detto favorevole all’allargamento della Zes Unica: «Utile è l’esperienza della Zona Economica Speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno – ha sottolineato - che offre vantaggi e semplificazioni per gli investimenti: la Zes è stata recentemente ampliata ai Comuni di Umbria e Marche e sarebbe utile che comprendesse anche il Centro Nord».

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