Sesta Municipalità nel caos dopo la nomina di Dema jr: «Adesso Fucito si dimetta»
Il Mattino

Sesta Municipalità nel caos dopo la nomina di Dema jr: «Adesso Fucito si dimetta»

Domenica 2 agosto 2026
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La nomina di Claudio de Magistris come assessore (Cultura e Sport) nella sesta Municipalità (San Giovanni-Barra-Ponticelli) ha aperto un fronte politico tra la giunta del parlamentino...

La nomina di Claudio de Magistris come assessore (Cultura e Sport) nella sesta Municipalità (San Giovanni-Barra-Ponticelli) ha aperto un fronte politico tra la giunta del parlamentino guidata da Sandro Fucito e Palazzo San Giacomo. Una decisione che ha innescato un duro scontro all'interno della stessa maggioranza di centrosinistra e che, nel giro di poche ore, ha provocato una raffica di prese di posizione da parte delle forze che sostengono il sindaco Gaetano Manfredi. A chiedere esplicitamente un passo indietro del presidente sono stati i rappresentanti della lista Manfredi sindaco.

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L’affondo

La coordinatrice cittadina Angela Cammarota, il capogruppo in Consiglio comunale Fulvio Fucito e il consigliere della Municipalità 6 Franco Grieco parlano di «una scelta politica incompatibile con il mandato ricevuto dagli elettori».

Secondo gli esponenti della lista civica, «la coerenza politica rappresenta un principio fondamentale della rappresentanza democratica. Chi viene eletto all'interno di una coalizione» sostengono, «deve rispettare il progetto politico che ne ha determinato l’elezione». Per questo motivo ritengono che la decisione di Sandro Fucito di collocarsi nell’orbita dell’esperienza politica dell'ex sindaco Luigi de Magistris renda inevitabile una riflessione sul suo ruolo istituzionale. «La strada più coerente e rispettosa delle istituzioni dovrebbe essere quella di rimettere il mandato», affermano, aggiungendo che «solo con le dimissioni il presidente dimostrerebbe rispetto nei confronti degli elettori e delle forze che lo hanno sostenuto».

Nel motivare la scelta Fucito si è soffermato sulla gestione della Festa dei Gigli. «Duole constatare - ha dichiarato - che dopo anni di correttezza istituzionale, rispetto delle prerogative dell'amministrazione centrale e spirito di collaborazione, si sia consumato intorno alla Festa dei Gigli un atto di prevaricazione verso la Municipalità 6 per il terzo anno consecutivo».

La reazione 

Dura anche la reazione del Movimento 5 Stelle. La deputata e coordinatrice cittadina Gilda Sportiello, insieme al capogruppo comunale Ciro Borriello e ai consiglieri pentastellati della Municipalità, definisce «molto grave» la revoca dell’assessore espresso dal M5s e la successiva nomina di de Magistris. Per i pentastellati si tratta di una «chiara scelta di campo», che tradisce il mandato elettorale conferito alla coalizione che sostiene il sindaco Manfredi. «I giochi di palazzo e le strategie di potere non appartengono all'azione politica del Movimento 5 Stelle», affermano, sottolineando come Fucito non goda più della fiducia del Movimento.

Sulla vicenda interviene anche Avanti Psi, che minaccia l'uscita dalla maggioranza del parlmentino di Napoli est. Il coordinatore cittadino Daniele Simonetti ribadisce che il partito è entrato nella coalizione sulla base di un preciso accordo politico con Pd, M5S e liste civiche e che, se quel progetto viene modificato unilateralmente, vengono meno anche i presupposti della permanenza nella maggioranza. Sulla stessa linea anche il segretario regionale di Avanti Psi Campania, Tarantino, secondo il quale il partito continuerà a sostenere il progetto del centrosinistra che governa Napoli con Gaetano Manfredi e la Regione Campania con Roberto Fico, ribadendo che le alleanze non possono essere modificate senza un confronto. Per Casa riformista «la coerenza è valore imprescindibile della buona politica» rimarcano infine il consigliere comunale Massimo Pepe e il coordinatore cittadino Stanislao Lanzotti.

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