America's Cup, Federico Figlia di Granara: «Voglio vincere a casa mia»
Il Mattino

America's Cup, Federico Figlia di Granara: «Voglio vincere a casa mia»

Mercoledì 5 agosto 2026
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Federico Figlia di Granara in dieci giorni è salito su Luna Rossa, ha vinto il mondiale juniores Nacra 17 (in coppia con Caterina Sedmak), è nel team dei suoi sogni e...

Federico Figlia di Granara in dieci giorni è salito su Luna Rossa, ha vinto il mondiale juniores Nacra 17 (in coppia con Caterina Sedmak), è nel team dei suoi sogni e disputerà la Coppa America nelle acque di casa difendendo i colori del suo Circolo, del Remo e della Vela Italia dove è nato e ha mosso il primi bordi. E giusto per non dimenticare è "Atleta Federiciano" che gli consente di conciliare sport di alto livello e percorso universitario. Cosa vuoi di più dalla vita? Ventitré anni, la vela ce l'ha nel sangue: papà Gaetano è velista professionista, mamma Sara Gaudino è stata campionessa italiana, azzurra e medagliata internazionale. Con il fratello Riccardo ha condiviso i primi successi nella vela.

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Dieci giorni vissuti intensamente.
«Vivo un momento davvero molto felice della mia vita e sono sicuro che questa serenità sia uno dei fattori principali che mi sta permettendo di esprimermi al meglio e performare così bene in acqua. Allo stesso tempo, considero sia la firma con Luna Rossa sia la vittoria del Mondiale un punto di partenza, il trampolino di lancio verso il mondo Senior, con la consapevolezza di poter essere subito competitivo».

Napoli sarà protagonista delle preregate di Coppa a settembre.
«Sapere che la Coppa America si disputa a Napoli, nelle acque di casa, dove ho cominciato a navigare, è incredibile: ne sono felice e orgoglioso per la mia città. Sarà un palcoscenico incredibile. Sono appena entrato a far parte del team Youth di Luna Rossa, ma la formazione dell'equipaggio per le regate preliminari di settembre non è stata ancora definita. Ci sono tanti giovani talenti, tutti molto validi, ed è ancora presto per parlare di chi sarà a bordo. Essere in un team significa proprio questo: fare la propria parte per il successo del gruppo».

Conosce il vento meglio di chiunque altro. Ha dispensato consigli?
«Napoli per me è casa: vado in barca nel Golfo da quando avevo 6 anni quasi ogni giorno. Sento di avere dentro una specie di "database" di dati e sensazioni accumulato in tutti questi anni. In più, ho la fortuna di abitare in una casa che affaccia proprio sul campo di regata. Ho passato ore a fissare quel pezzo di mare. Poter contribuire con la mia esperienza locale a supportare il Team è un privilegio, ma la verità è che ogni volta che mi confronto con i velisti e i coach della squadra ricevo indietro molto più di quello che do. Se condivido una sensazione o un'intuizione pratica loro mi restituiscono una spiegazione teorica oggettiva e questo è un'opportunità straordinaria di crescita».

Tra lei ed Emanuele Liuzzi quanta napoletanità portate nel team?
«Con Emanuele l'intesa è speciale. Proviamo una gioia enorme nel poter fare il lavoro dei nostri sogni a casa nostra. Ci capiamo al volo e nei momenti più pesanti, la nostra "napoletanità" ci aiuta a iniettare nuova energia, con una battuta o con un sorriso».

Nei suoi sogni da bambino si vedeva più velista di Coppa o medaglia d'oro alle Olimpiadi?
«Da bambino non guardavo così lontano. Mio padre è un velista professionista, quindi sapevo che questa passione sarebbe potuta diventare il mio lavoro, ma non vedevo le Olimpiadi o la Coppa America come sogni da inseguire. Sono diventati obiettivi a cui ho iniziato a pensare solo pochi anni fa, quando ho iniziato a lavorarci ogni giorno per provare a realizzarli. Oggi so che tra i miei obiettivi ci sono sia la Coppa America sia una medaglia olimpica, e lo dico a me stesso con la piena consapevolezza della fatica, della disciplina e del metodo che servono per arrivarci. Entrare nel team Luna Rossa mi ha fatto avvicinare a campioni come Ruggero Tita e Peter Burling, esempio vivente di come sia possibile raggiungere traguardi di questo calibro; condividere del tempo con loro e osservarli non è un sogno, è un'opportunità pazzesca».

Quanto della esperienza di Coppa porti nel Nacra e viceversa?
«Lavorare in un team di Coppa America è fondamentale per un velista che regata su una classe olimpica foiling come il Nacra 17. Mi permette di accedere a un bagaglio di informazioni pazzesco, che è il frutto dell'esperienza di tutto il team e dei campioni che ne fanno parte. Questa cosa mi aiuta tantissimo perché scopro cose nuove e riesco a dare una spiegazione oggettiva a ciò che sul Nacra è solo sensazione. Ovviamente, sono pienamente consapevole che questo patrimonio di conoscenze appartiene al team e va custodito con la massima riservatezza. Ci sono cose che faccio sul Nacra che non condivido neanche con la mia prodiera! Sul Nacra faccio tantissime ore al timone ed è un lavoro continuo che mi permette di portare sensazioni e ore di volo fresche anche all'interno del team».

Si sente un po' come Maradona che gioca il Mondiale in casa?
«Mi sembra un paragone esagerato: nessuno è come Maradona e poi quel soprannome devi davvero meritarlo! Come dicevo prima, essere parte di un team come Luna Rossa, che è considerata la nazionale della vela italiana, è un onore immenso. Sono certo che i napoletani faranno il tifo per noi e questo calore sarà una spinta in più per il team».

Al Circolo Italia ora è considerato un piccolo eroe?
«Devo tanto all'Italia che ha creduto in me sin da quando ero piccolo e mi ha dato gli strumenti per crescere e raggiungere questi importanti risultati. Eroe assolutamente no, anche perché sono davvero all'inizio della mia strada e sento di dover dimostrare ancora tutto».

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