Terremoto Campi Flegrei, Musumeci alla Camera: «La regione Campania non ha chiesto stato di emergenza»
«Sapete perché in questo momento non c?è un soggetto che coordina gli interventi sul piano operativo nei Campi Flegrei? Perché lì non è stato...
«Sapete perché in questo momento non c’è un soggetto che coordina gli interventi sul piano operativo nei Campi Flegrei? Perché lì non è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale». Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, NelloMusumeci, durante l’informativa alla Camera sui Campi Flegrei. Lo stato di emergenza nazionale, ha spiegato, viene proposto dalla Regione del territorio competente e il ConsigliodeiMinistri, dopo un’istruttoria del Dipartimento, valuta.
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«Lo dico senza polemica, per carità, io ho avviato un rapporto molto sereno col Presidente della Regione Campania, ve lo dico con grande, grande sincerità perché l’obiettivo è quello di raggiungere i risultati e di cooperare fra le istituzioni. Ma mi viene chiesto: “Perché non c’è un coordinamento?”. Perché la legge vuole che il coordinatore sia il commissario delegato una volta dichiarato lo stato di emergenza. E perché io possa dichiararlo serve una richiesta formale da parte della Regione», ha spiegato. La dichiarazione dello stato di emergenza nei Campi Flegrei, ha detto Musumeci, consentirebbe interventi in deroga rispetto alle leggi vigenti.
«Oggi operiamo in regime ordinario, almeno per quanto riguarda gli interventi sul privato», ha aggiunto. Il capo dipartimento «definirebbe le deleghe e il commissario delegato, che di solito viene nominato e individuato nel presidente della Regione, opererebbe di conseguenza in deroga alle norme, quindi accelerando ogni tipo di intervento sul privato. Sul pubblico, il commissario straordinario per il pubblico, l’ingegnere Soccodato, ha già la possibilità di agire in deroga». E, ancora, lo stato di emergenza «comporterebbe la possibilità di operare su tutte le misure previste dal codice di protezione civile, articolo 25: l’assistenza alla popolazione, il ripristino della funzionalità dei servizi, gli interventi di soccorso, le misure di sostegno per le attività economiche». Infine, sul piano finanziario «si interverrebbe direttamente col Fondo per le emergenze nazionali e non di volta in volta con una apposita legge preoccupandosi di cercare la copertura».
«Messa in sicurezza impossibile»
«Leggo sulla stampa in questi giorni - ha aggiunto Musumeci - sempre più insistentemente: “Il governo deve mettere in sicurezza, deve mettere in sicurezza”. Bugia. E poiché lo dico che è una bugia, vengo accusato di avere abdicato alla sicurezza». «No. Io solo sono responsabile - ha puntualizzato il ministro - e parlo con chiarezza alla gente che vive lì su quei posti: noi possiamo migliorare la condizione di resistenza, ma non possiamo garantire sicurezza. Non si tratta della Pianura Padana o di un dorsale dell’Appennino, siamo sul vulcano Campi Flegrei, del quale non conosciamo le possibili reazioni. È una locuzione non appropriata quella di “mettere in sicurezza”, ascoltiamo ogni tanto la scienza».
«I precedenti governi non hanno fatto nulla»
«Avremmo voluto confrontare il nostro programma sui CampiFlegrei con quelli dei precedenti governi, ma purtroppo non abbiamo trovato un precedente, non abbiamo trovato un riferimento». «Eppure erano noti da sempre i problemi di quell’area. Lasciamo quindi stare le facili polemiche - verrebbe facile a tutti alimentarle - lasciamo stare le polemiche sul passato e proviamo tutti insieme a migliorare il presente», ha aggiunto.
«Dotazione finanziaria ha superato 800 mln di euro»
«Nessuno credo possa negare, per onestà intellettuale, come questo governo abbia per la prima volta lavorato con la Regione e con i Comuni a un programma che rifiuta l’approccio emergenziale per preferire quello sistemico, coordinato, con una dotazione finanziaria alimentata in rapporto alle iniziative programmate e che comunque finora ha superato gli 800 milioni di euro».