Morra: «Troppo cemento ora alberi e aiuole»
Ettore Morra è un imprenditore farmaceutico appassionato di verde e natura. Per questo ha fondato 100x100 Naples, una fondazione no profit che si occupa di tutelare il verde cittadino e il...
Ettore Morra è un imprenditore farmaceutico appassionato di verde e natura. Per questo ha fondato 100x100 Naples, una fondazione no profit che si occupa di tutelare il verde cittadino e il decoro urbano.
È sorpreso dal primato negativo della zona della Stazione Centrale?
«No, non può essere una sorpresa vista la attuale configurazione della piazza che è quasi del tutto cementificata. Nonostante i lavori siano stati ultimati da poco, il progetto è molto più vecchio e riflette le caratteristiche e una visione già ampiamente superate in termini di sensibilità verso il verde e di approccio agli effetti del cambiamento climatico».
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Un progetto nato vecchio, quindi?
«Diventato vecchio. Perché quando è nato non c’erano verso la sostenibilità e il clima le attenzioni che devono esserci oggi. L’amministrazione sta cercando di rimediare e ci ha anche coinvolti in un intervento che riguarda proprio la realizzazione di una grande aiuola di fronte alla Stazione Centrale. Ma le vere responsabilità sono altrove. Il progetto di piazza Garibaldi è di 15 o 20 anni fa e purtroppo non c’è soltanto quello. Anche piazza Municipio, forse addirittura più di piazza Garibaldi, è l’esempio di una visione obsoleta rispetto alle nuove esigenze della città. L’importante è che questi errori non si ripetano sugli interventi futuri. Come per esempio il nuovo Bosco Urbano o la Terrazza a mare previsti a Bagnoli. Del resto, oggi gli studi di architettura sono realizzati nell’ottica di evitare gli errori del passato, tenendo conto delle attuali esigenze».
I nuovi progetti, una volta realizzati, hanno bisogno di manutenzione. Secondo lei come siamo messi in questo senso?
«Credo che il regolamento del verde, approvato all’unanimità qualche mese fa, vada nella direzione di una maggiore attenzione verso le esigenze di mettere a dimora nuove alberature».
Secondo lei sarà rispettata questa esigenza?
«So che negli ultimi anni c’è stata una accelerazione da questo punto di vista. E so anche che, proprio in base al regolamento del verde, i privati potrebbero dare un contributo, anche se soltanto in piccola parte. Forse può sembrare una moda, questa del devamping, cioè piantare alberi là dove c’era l’asfalto. Ma in realtà non se ne può fare più a meno».
Come immagina il futuro delle città in ottica di sostenibilità?
«Auspico meno auto, più servizio pubblico e molti ma molti più alberi. E non solo, mi auguro anche che ci siano sempre meno parcheggi, che sia disincentivato sempre di più l’utilizzo delle auto private, per le quali dovrebbero essere ridotti gli spazi pubblici attualmente dedicati, incrementando in maniera drastica gli spazi pubblici dedicati alla natura e alla vegetazione».
Come è nata la sua fondazione?
«Oltre ad essere appassionati di verde, siamo molto attenti a quella che è l’architettura e la funzionalità urbana e quindi anche alla qualità della vita dei cittadini napoletani».
E che opinione avete dell’attuale qualità della vita?
«Purtroppo negli ultimi anni i napoletani hanno dovuto fare i conti con una città non amica del buon vivere. Ci auguriamo che in futuro ciò accada di meno. Siamo ottimisti che le nuove istituzioni possano riuscire a migliorare la situazione».