Napoli-Celta Vigo 1-1, azzurri senza spunti: errori e pareggio
Se mercoledì contro l?Osasuna le indicazioni erano sembrate positive, le sensazioni sono addirittura migliorate contro il Celta Vigo. Al di là di un risultato che contiene in...
Se mercoledì contro l’Osasuna le indicazioni erano sembrate positive, le sensazioni sono addirittura migliorate contro il Celta Vigo. Al di là di un risultato che contiene in sé tutto e il contrario di tutto, come sempre accade in estate. Perché si alza il livello degli avversari e pure quello del Napoli di Max Allegri che, nel primo tempo, mostra tutti i miglioramenti possibili. Il 4-3-3 rivede elementi fondamentali, da McTominay a Alisson Santos. E si vede in campo, perché la squadra crea, costruisce, inventa. Il vantaggio arriva da un calcio piazzato - e anche questa di per sé è una notizia - con Di Lorenzo che riesce a anticipare tutti. Il capitano è tra i più in palla: la traversa che sfiora il raddoppio è sempre sua, qualche minuto prima dell’intervallo. Ma è la squadra per intero che va, soprattutto quando le gambe concedono: niente più lanci lunghi nel deserto, riecco la costruzione a tre da un lato e dall’altro. Poi il fiato manca e le gambe pure; e gli errori individuali fanno la differenza. Ma per i primi 45’ il Celta Vigo si vede solo dalla distanza (con Jutgla) e i guai peggiori li crea il 2006 El-Abdellaoui (marocchino nato in Norvegia, uno di quei profili che tra qualche anno potrebbe valere milioni sul mercato), ma la coppia Olivera-Marin ne esce bene.
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Il sostegno
Non è mancato il classico sostegno dei tifosi. Il Patini, ancora una volta, era sold out per una delle amichevoli dell’estate con tutti i 7mila posti occupati. Ma è soprattutto il pre-gara che ha reso protagonisti i tifosi napoletani: una delegazione dei gruppi organizzati è infatti arrivata in Abruzzo nelle ultime ore del pomeriggio per dimostrare la vicinanza alla squadra. Gli ultras hanno “incontrato” la squadra pur in piena contestazione con la società, che in questa estate non ha permesso il classico incrocio tra gruppi organizzati e calciatori prima della stagione. «Rotonda Diaz: l’ultras non è un antagonista. Ma da sempre, con la gente, l’unico protagonista» lo striscione che hanno presentato allo stadio prima del fischio d’inizi, insieme a un altro striscione di sostegno per la stagione del Centenario. Gli stessi tifosi, quelli sugli spalti, impazziti all’ingresso di De Bruyne: allegri alterna le forze, stavolta dopo l’ora di gioco, e il belga è uno dei rimpiazzi nella ripresa. Peccato che da un suo errore nasca il pareggio degli spagnoli con Jutgla in uno dei pochi errori di serata. Il gol del Celta spezza il fiato e pure gli entusiasmi, Allegri mette il Napoli in campo con un assetto diverso (4-2-3-1) perché sia Kevin che Gilmour - tornato in campo - non sono nemmeno a metà della condizione possibile. Ma le amichevoli servono anche a questo. Vergara non brilla da esterno offensivo, Giovane si perde alle spalle di Lucca (l’ex Udinese spreca una comoda occasione di testa nel finale) e le occasioni migliori sono del Celta.
La brutta notizia non è il mancato successo nel finale, quanto l’infortunio alla gamba sinistra di Marianucci, entrato nel secondo tempo e costretto al cambio nuovamente dopo una azione offensiva non andata al meglio. Il difensore ne esce malissimo. Una pessima notizia per un reparto che già ne ha due (Beukema e Buongiorno restano ai box) non a disposizione e adesso ci aggiunge anche il classe 2004. Almeno per un po’: da valutare oggi le sue condizioni. Genova è già all’orizzonte e Allegri deve farne i conti. Così come dovrà farli con una squadra che ha già mostrato due facce e due velocità. Riportare un equilibrio - non solo nei giudizi - è la prima mission di questo finale di ritiro per Max che ha più volto spinto la squadra a trovare soluzioni alternative. Contro l’Aris di Salonicco, mercoledì, si avranno le risposte definitive prima della stagione.