Clan e risse di immigrati, il prefetto di Napoli vara la stretta
Il Mattino

Clan e risse di immigrati, il prefetto di Napoli vara la stretta

Lunedì 10 agosto 2026
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Non solo la stesa durante la notte bianca di Secondigliano. È di poche ore fa, una rissa tra immigrati a Porta Capuana, culminata nell?accoltellamento di un extracomunitario. Due...

Non solo la stesa durante la notte bianca di Secondigliano. È di poche ore fa, una rissa tra immigrati a Porta Capuana, culminata nell’accoltellamento di un extracomunitario. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza camorra, in una zona come Secondigliano al centro di uno scontro tra vecchi boss (freschi di scarcerazione) e nuove leve; dall’altro, l’emergenza legata a scontri tra immigrati. Quanto basta a spingere il prefetto Michele di Bari a convocare per questa mattina un comitato per ordine pubblico e sicurezza. Ore 12.30, tavola rotonda tra forze dell’ordine, associazione e componenti politiche. Ma partiamo dall’ultimo episodio. Sono le sette di ieri mattina, quando un gruppo di immigrati viene alle mani con un altro gruppo. Arriva una segnalazione alla polizia, nella zona di via dei Tribunali, un uomo senza documenti, di origine nordafricana, riverso a terra. Aveva segni di una pugnalata alla nuca e colpi al volto. È ricoverato al Pellegrini, grazie al tempestivo intervento degli agenti di Upg e del commissariato Decumani. Torniamo alla camorra. Dieci colpi di pistola esplosi nel mucchio e un allarme rosso destinato ad allargarsi per cerchi concentrici. Dopo la violenza cieca e le urla dei bambini messi in salvo mentre la notte bianca di Secondigliano precipitava nel baratro del panico, sotto i riflettori delle indagini finiscono non solo i «ragazzi terribili» del rione Berlingieri, protagonisti di una faida a bassa intensità che va avanti ormai da quasi un anno e mezzo. Sullo scacchiere criminale dell’area nord di Napoli si allunga, prepotente e minacciosa, anche l’ombra della vecchia guardia del «sistema». Pregiudicati di spessore, che hanno da poco saldato il proprio debito con la giustizia, pronti a riprendere il controllo degli affari. Su tutti, quello del racket ai danni dei commercianti.

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LA REAZIONE DELLO STATO

Il vertice di oggi in prefettura disegnerà la linea d’attacco: invio a strettissimo giro di posta di pattuglie straordinarie, presidi fissi nei punti nevralgici - su tutti, il rione Berlingieri - e una task force sulle piazze di spaccio. I fari degli investigatori della Squadra mobile e del commissariato Secondigliano, guidati dai dirigenti Mario Grassia e Tommaso Pintauro, sono già puntati sulle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona. Si cercano i due sicari in sella allo scooter, ma soprattutto si cerca di decifrare il messaggio di piombo lanciato davanti a famiglie e negozianti nel pieno della festa.

I VECCHI RAS

A rendere il quadro ancor più allarmante, però, non sono solo le paranze di giovanissimi con aspirazioni da ras che sfrecciano sparando all'impazzata. A riaffiorare è adesso anche l'ombra degli storici padrini di camorra: esponenti di lungo corso legati ai grandi clan della zona, pronti a riprendere in mano le redini del territorio sfruttando la strategia dell'intimidazione capillare. Una pressione asfissiante sul tessuto economico che trova conferma nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Alessandra Grammatica, che pochi giorni fa ha siglato l’arresto di due presunti affiliati al clan Sacco, ancora attivo nonostante le decine di inchieste da cui è stato falcidiato dalla prima faida di Scampia in avanti.

Il provvedimento certifica come la criminalità organizzata di quartiere continui a pretendere il pizzo con implacabile sistematicità. Emblematico il caso del racket imposto ai danni del titolare di una panetteria di via del Cassano, culminato con la cattura dei due esecutori materiali del blitz. Spacciandosi per intermediari e «protettori», si sono presentati a più riprese nel negozio chiedendo cifre fino a 6mila euro. Anche sul racket si attende la reazione dello Stato.

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