Fiume Sarno, 407 milioni per la messa in sicurezza: investiamo sul futuro
Il Mattino

Fiume Sarno, 407 milioni per la messa in sicurezza: investiamo sul futuro

Martedì 11 agosto 2026
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Quattrocentosette milioni di euro per mettere in sicurezza il Sarno, aumentare la capacità di contenere le piene e intervenire su un bacino che da decenni rappresenta una delle principali...

Quattrocentosette milioni di euro per mettere in sicurezza il Sarno, aumentare la capacità di contenere le piene e intervenire su un bacino che da decenni rappresenta una delle principali emergenze ambientali e idrauliche della Campania. È stata pubblicata la gara per il Programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del fiume Sarno, un piano di interventi da 406.990.761,29 euro cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Coesione Italia 21-27 Campania.

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La procedura 

L’obiettivo fissato al 2032 è ambizioso: aumentare di oltre cinque milioni di metri cubi la capacità di invaso e laminazione delle piene attraverso il potenziamento delle vasche e garantire alla foce una portata idraulica di 120 metri cubi al secondo, così da mettere in sicurezza i centri abitati. Il programma coinvolgerà l’intero bacino del Sarno, articolato in tre grandi ambiti territoriali. Nel primo, quello del Sarno e dei suoi affluenti, rientrano San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Sant’Antonio Abate, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Pagani. Qui sono previsti il ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio e del Canale Marna, la pulizia degli alvei e la ricostruzione delle fasce demaniali. Il piano comprende inoltre la sistemazione idraulica del Sarno e l’adeguamento del tratto dalla foce alla traversa di Scafati fino alla confluenza dell’Alveo Comune Nocerino. Previsti anche l’ampliamento della Vasca Cicalesi, l’adeguamento del Canale Bottaro e le attività di dragaggio e gestione dei sedimenti. 

Il secondo ambito riguarda i territori attraversati dai torrenti Solofrana e Calvagnola: Solofra, Montoro, Fisciano, Mercato San Severino, Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni. In quest’area il programma prevede l’adeguamento strutturale del Torrente Cavaiola e la realizzazione o rifunzionalizzazione di diverse vasche di laminazione. Gli interventi interesseranno la Vasca Pozzello e quella di San Bartolomeo a Montoro, la Vasca Asi e quella di Settefichi a Fisciano, le vasche Lavinaio 1 e 2 e l’intervento sulla Vasca Pandola a Mercato San Severino. Le opere saranno accompagnate anche dalla valorizzazione delle terre da scavo.

Il terzo ambito è quello Vesuviano e coinvolge Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale, Boscotrecase, Striano, Pompei, Scafati e Torre Annunziata. Qui sono previste le vasche di laminazione vesuviane, con il primo stralcio, e la manutenzione straordinaria delle vasche pedemontane Pianillo e Fornillo. Il programma comprende inoltre la rifunzionalizzazione del Canale Conte Sarno e dei collettori fognari.

Le opere

La riqualificazione dovrà procedere di pari passo con la tutela ambientale. Fermo l’obbligo di non arrecare danni significativi all’ambiente. Nell’ottica dell’economia circolare, le terre da scavo e i materiali provenienti dai dragaggi saranno destinati a impianti dedicati alla disidratazione e al trattamento. Il calendario della gara prevede la presentazione delle offerte entro il 25 settembre 2026, mentre l’aggiudicazione è prevista entro novembre. La firma dell’Accordo Quadro, con un unico operatore economico per ciascun lotto, dovrebbe arrivare entro dicembre, quando potranno partire anche i primi contratti attuativi.

La Regione

«Con la pubblicazione di questa gara diamo il via a un’importante operazione di rigenerazione ambientale e infrastrutturale», sottolinea il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo. L’intervento, spiega, attraverso il dragaggio del letto del fiume, «allevierà le criticità del territorio» e si aggiunge al lavoro sul disinquinamento, ormai «alle battute finali». Un investimento di oltre 400 milioni, aggiunge Casillo, per «restituire dignità al bacino del Sarno, tutelare l’ambiente e assicurare vivibilità ai cittadini dell'intera area». Per l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro, il recupero del Sarno è «un investimento strategico» per ambiente, salute e sicurezza del territorio. La Regione, sottolinea, «garantirà un monitoraggio costante della sostenibilità ambientale delle opere, nel rispetto della resilienza climatica e della trasparenza. Restituire qualità al bacino del Sarno significa investire nel futuro del territorio e delle comunità che lo vivono».

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