Legalità a Porta Capuana, il prefetto lancia il piano: «Controlli anche di notte»
Il Mattino

Legalità a Porta Capuana, il prefetto lancia il piano: «Controlli anche di notte»

Martedì 11 agosto 2026
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Rafforzare l?attività già in corso con nuove misure più stringenti, «mirate, preventive, questo per quello che è accaduto. Per il resto, ringrazio le forze...

Rafforzare l’attività già in corso con nuove misure più stringenti, «mirate, preventive, questo per quello che è accaduto. Per il resto, ringrazio le forze dell’ordine tutte e la magistratura per quello che stanno facendo». A parlare è il Prefetto Michele di Bari e il riferimento è a due fatti di cronaca nera avvenuti nelle ultime 72 ore. La stesa di Secondigliano durante la notte bianca che è diventata all’improvviso notte nera di terrore, e l’ennesimo regolamento di conti tra immigrati a Porta Capuana con un accoltellamento. «Fatti che ci suggeriscono - spiega ancora di Bari - non solo di intensificare i servizi di vigilanza ma anche di adottare misure mirate». Il Prefetto sintetizza così l’oggetto della discussione e le iniziative avviate a Palazzo di Governo nel Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Porta Capuana, in particolare di notte, diventa una specie di casbah dove i giardinetti si trasformano in bivacchi, luoghi dove in tanti trovano rifugio dal caldo o un riparo per dormire. Le pattuglie delle forze dell’ordine girano intorno all’area ma non c’è un presidio fisso ed è proprio in quei frangenti che scoppiano le risse. Qualche settimana fa una coltellata uccise un nigeriano, questa volta non ci è scappato il morto ma un ferito grave. Giardinetti con centinaia di bottiglie di birra svuotate a fare da tappeto, che testimoniano anche la disperazione dei poveri immigrati.

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Uno scenario difficile come ammette il Prefetto: «Sono però fiducioso perché anche questo episodio possa avere un esito, da un punto di vista giudiziario, favorevole» dice Di Bari. Che entra nel dettaglio del nuovo piano per Porta Capuana e spiega in cosa consistono “le azioni più mirate”: «Abbiamo messo in campo altre pattuglie che devono verificare la possibilità, come sta accadendo in piazza Garibaldi e nell’area della Stazione centrale, con l’ausilio di tutti, anche della Polizia Municipale di Napoli con tutta la sensibilità che è di questo corpo, di tessere una serie di interventi di prevenzione».

Di Bari auspica, dunque, che il modello delle vicine Piazza Garibaldi e Stazione centrale, dove forze dell’ordine Istituzioni e reti sociali, stanno ricucendo un tessuto sociale devastato dalla disperazione degli immigrati e anche dai napoletani meno fortunati. “La bella Piazza” - così sono stati ribattezzati quei luoghi - è il primo progetto italiano di cogestione pubblico-privata di uno spazio urbano. Nato per rigenerare e curare, appunto, l’area della Stazione centrale che è la prima porta di accesso della città. Una iniziativa del Comune e oltre cinquanta realtà sociali, si tratta del gruppo Dedalus, per animare i chioschi, offrire servizi di prossimità e migliorare la sicurezza della zona.

GLI SPARI

Sulla di Secondigliano il Prefetto è netto: «È davvero un episodio brutto e ha anche una particolarità. Che malgrado il clima di festa e la grande forza e voglia che ha questo quartiere di vivere una normalità, e quello che stiamo facendo sulla sicurezza e assicuro che è molto incisivo, è successo questo episodio. Significa che la strategia va un po’ mirata, anche se posso dire che sono fiducioso sugli sviluppi che si possono avere sotto il profilo giudiziario». Di Bari al riguardo sottolinea che «statisticamente qui a Napoli, per questo lavoro molto intelligente, sia delle forze dell’ordine che dalla magistratura, mi pare che anche la questione possa essere chiusa quanto prima. Questo non significa però che si chiude l’attività in corso. Che dobbiamo perseverare in tutti i modi, tant’è che il Comitato è stato convocato anche per questo episodio».

FERRAGOSTO

Di Bari svela che nel corso del Comitato si è discusso anche delle misure di sicurezza da adottare in una giornata dove è al centro di un flusso di turisti in arrivo di circa mezzo milione. In un contesto internazionale certo non sereno. «Ferragosto - conclude il Prefetto - è un appuntamento importante e le misure discusse riguardano i luoghi di frontiera, da quella aerea a quella marittima, a quella ferroviaria, a quella stradale e autostradale. Questi controlli sono di routine, ma i contesti ci aiutano a capire la realtà e questa realtà va compresa attraverso ulteriori misure che verranno adottate e avranno un’attenzione molto particolare».

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