«Quattro minuti di terrore, non riuscivamo a camminare»: il racconto dei 13 ragazzi napoletani sopravvissuti al terremoto in Colombia
Il Mattino

«Quattro minuti di terrore, non riuscivamo a camminare»: il racconto dei 13 ragazzi napoletani sopravvissuti al terremoto in Colombia

Martedì 11 agosto 2026
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Paura, tanta paura. Quattro minuti di terrore durante il terremoto che ha devastato gran parte della Colombia. Lì, precisamente a Salento (Colombia), a circa 80km dall?epicentro e a...

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Paura, tanta paura. Quattro minuti di terrore durante il terremoto che ha devastato gran parte della Colombia. Lì, precisamente a Salento (Colombia), a circa 80km dall’epicentro e a soli 24km da Pereira, dove l’aeroporto è andato distrutto, c’era un gruppo di 13 ragazzi napoletani in vacanza. 

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«Erano le 7.30 del mattino e stavamo dormendo quando d’un tratto ha iniziato a tremare tutto, in modo così forte che non riuscivamo neppure a camminare o a scendere per metterci in salvo. La scossa di terremoto è durata circa 4 minuti, è stata davvero violentissima e abbiamo avuto tanta paura», spiega ai microfoni de Il Mattino Achille Martino, uno dei 13 ragazzi napoletani presenti in Colombia al momento del terremoto.

«Siamo riusciti a uscire dalle stanze e a metterci tutti quanti in salvo all’esterno della struttura in cui alloggiavamo. Dovevamo partire poco più tardi da Pereira, dove l’aeroporto è andato distrutto, siamo stati fortunati a non trovarci lì in quel momento», continua.

«Siamo stati sette ore senza corrente né linea telefonica, non potevamo contattare i nostri genitori. Fortunatamente prima di partire avevamo avvisato la Farnesina ed eravamo registrati, così le nostre famiglie, chiamando l’ambasciata italiana, hanno avuto rassicurazioni.

Stiamo tutti bene, questo è l’importante», conclude.

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