Scuola, lezioni di rispetto: la Campania laboratorio contro bullismo e violenza
La rabbia prima che diventi un pugno. La provocazione prima che si trasformi in una rissa. La frustrazione prima che cerchi una via d?uscita nella sopraffazione, magari ripresa con uno...
La rabbia prima che diventi un pugno. La provocazione prima che si trasformi in una rissa. La frustrazione prima che cerchi una via d’uscita nella sopraffazione, magari ripresa con uno smartphone e consegnata alla platea dei social. La scuola campana prova a intervenire proprio lì, nello spazio ancora aperto tra il disagio e la violenza, insegnando ai ragazzi a riconoscere le emozioni, governare lo stress e affrontare i conflitti senza annullare l’altro. La Campania diventa uno dei grandi laboratori della sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un progettotriennale che attraversa l’intero sistema educativo, dalle scuole dell’infanzia ai licei, dagli istituti tecnici e professionali fino ai centri per l’istruzione degli adulti.
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I PUNTI
Cambierà il modo di costruire la lezione. Gli studenti saranno posti davanti a scenari realistici, decisioni da assumere, pressioni da sostenere e problemi da risolvere insieme. È una scelta che assume un significato particolare in una regione attraversata da aggressività precoce, bullismo, cyberbullismo, vandalismi e uso delle armi tra adolescenti.Napoli ne rappresenta l’osservatorio più esposto.Ma il disagio cambia forma e raggiunge anche gli altri territori, insinuandosi nelle fragilità familiari, nell’isolamento, nella dipendenza digitale e nell’incapacità di tollerare l’insuccesso.
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La sperimentazione non sostituisce il lavoro delle famiglie, dei servizi sociali, della sanità, della magistratura minorile e delle forze dell’ordine. Restituisce però alla scuola la sua funzione più profonda: agire prima che la difficoltà diventi devianza. Dire a un ragazzodi calmarsi non significa ancora insegnargli a farlo. Autocontrollo, empatia e capacità di adattamento devono essere allenati, proprio come una competenza linguistica o matematica.
LA MAPPA
Nel cuore del progetto c’è una mappa regionale di 134 istituzioni scolastiche secondo il decreto dell'Ufficio scolastico regionale, diretto da Monica Matano. Napoli e provincia guidano con 68 scuole, oltre la metà del totale campano. Seguono Caserta con 34 istituzioni, Salerno con 15, Benevento con 10 e Avellino con 7. Nel capoluogo regionale sono coinvolti, tra gli altri, il Duca degli Abruzzi, il Casanova, il Francesco Saverio Nitti, il Galiani-Da Vinci e il Rossini, insieme agli istituti comprensivi Don Giustino Russolillo, Scialoja-Cortese-Rodinò, Gigante-Neghelli, Radice-Sanzio-Ammaturo, De Amicis-Baracca, Francesco d’Assisi-Nicola Amore, Colombo, Montale e Dante Alighieri. Partecipano anche i Cpia Napoli Provincia 1 e 2, a conferma di un modello che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita. La sperimentazione si allarga alla cintura metropolitana. A Pozzuoli entrano in campo l’Istituto superiore Guido Tassinari e l’Istituto comprensivo Oriani-Diaz. A Pomigliano d’Arco partecipano il Liceo scientifico e delle Scienze umane Salvatore Cantone, l’Isis Europa e il Liceo classico e scientifico Vittorio Imbriani.
La rete raggiunge inoltre il Durante di Frattamaggiore, il Segrè di Marano, il Giordano Bruno di Arzano, il Pantaleo di Torre del Greco e scuole di Afragola, Acerra, Caivano, Casoria, Sant’Anastasia, Castellammare, Sorrento, Ischia e Casamicciola. Nei laboratori si potrà partire da una provocazione ricevuta in classe, dall’esclusione da un gruppo, da un’offesa pubblicata sui social o dalla pressione dei coetanei. Attraverso simulazioni, discussioni guidate e attività cooperative, gli studenti saranno chiamati a riconoscere le conseguenze delle proprie azioni e a cercare alternative alla reazione impulsiva. A Salerno sperimentazione attiva da settembre al liceo Tasso e al liceo Da Procida, al liceo De Filippis-Galdi di Cava de’ Tirreni, all'istituto superiore Domenico Rea di Nocera Inferiore e al Besta-Gloriosi di Battipaglia. In Irpinia l’Istituto Guido Dorso di Avellino guida una rete interprovinciale. Nel Casertano il percorso trova uno dei suoi punti di forza nella rete coordinata dal liceo Fermi di Aversa, mentre nel Beneventano sono coinvolti il Lombardi, il Galilei-Vetrone, il Carafa-Giustiniani, il Palmieri-Rampone e ilBosco-Lucarelli.
IL MINISTRO
«L’educazione al rispetto e alle relazioni non è più un tema accessorio,maunasseportantedel sistema scolastico. È così che si costruisce prevenzione, intervenendo prima che il disagio si trasformi in violenza». Così il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, nei mesi scorsi, proprio a Napoli, a margine del convegno organizzato dall’associazioneLettera 150 per il lancio delle Indicazioni nazionali del primociclo. Valditara aveva annunciato "una bella iniezione di rispetto”. Ecosì sarà. Non attraverso prediche astratte, ma facendo entrare il rispetto nella didattica quotidiana. Perché la risposta alle devianze passa anche dai controlli e dalle sanzioni, ma comincia molto prima: quando un ragazzo scopre che la forza più difficile non è dominare l’altro, ma governare sé stesso.