Napoli, droga tra i cespugli a Fuorigrotta: arrestato cugino del babyras ucciso e dato alle fiamme
Il Mattino

Napoli, droga tra i cespugli a Fuorigrotta: arrestato cugino del babyras ucciso e dato alle fiamme

Martedì 8 settembre 2026
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La fuga alla vista delle volanti, la corsa verso un parcheggio privato e il disperato tentativo di sbarazzarsi della droga gettandola tra la vegetazione. Si è conclusa con le manette ai...

La fuga alla vista delle volanti, la corsa verso un parcheggio privato e il disperato tentativo di sbarazzarsi della droga gettandola tra la vegetazione. Si è conclusa con le manette ai polsi - anche se solo per poche ore - la serata movimentata del diciottenne Emanuele Ramondino, arrestato dalla polizia con l'accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere. Un nome, quello di Ramondino, tutt'altro che sconosciuto alla cronaca napoletana: il diciottenne incensurato è infatti il cugino di Gennaro Ramondino, il ventenne barbaramente ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme nell'estate del 2024 nelle campagne di Pianura. Un atroce delitto maturato nel contesto delle feroci guerre tra giovanissimi per la gestione delle piazze di spaccio della periferia ovest, per il quale è stato già condannato un minorenne, ritenuto l’esecutore materiale.

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Tornando invece all’ultima vicenda, l’operazione è scattata nella serata di ieri in via Renato Carosone, a Fuorigrotta. Gli uomini del commissariato San Paolo, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato il giovane che, accortosi della presenza della pattuglia, ha provato ad allontanarsi rapidamente cercando di nascondere un involucro tra le piante di un cortile condominiale. I poliziotti lo hanno subito raggiunto e bloccato all'interno di un'area di sosta privata. Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello dalla lama ancora intrisa di droga e di 350 euro sospetti, frazionati in banconote di vario taglio. Poco distante, tra le sterpaglie, gli agenti hanno recuperato ciò di cui il giovane aveva tentato di disfarsi: un pacchetto di sigarette contenente circa 20 grammi di marijuana, un secondo contenitore con altri 8 grammi della stessa sostanza, un involucro di hashish, 14 dosi di cocaina già pronte per essere cedute (per un peso complessivo di circa 6 grammi) e materiale idoneo al confezionamento delle dosi. La permanenza di Ramondino in cella è però durata ben poco. All’esito del giudizio per direttissima celebrato questa mattina, il giovane pusher, difeso dall’avvocato Giuseppe De Gregorio, ha rimediato una condanna a otto mesi con sospensione della pena. Pertanto è subito tornato a piede libero.

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