Napoli, drone diretto in carcere: intercettato e sventata consegna di cellulare e droga
Il Mattino

Napoli, drone diretto in carcere: intercettato e sventata consegna di cellulare e droga

Mercoledì 9 settembre 2026
6 visualizzazioni

La Polizia Penitenziaria ha intercettato e abbattuto un drone diretto verso il carcere di Napoli Poggioreale che trasportava un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish. Si tratta,...

La Polizia Penitenziaria ha intercettato e abbattuto un drone diretto verso il carcere di Napoli Poggioreale che trasportava un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish. Si tratta, commenta l' Uspp con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, «dell'ennesimo tentativo di introdurre materiale illecito nella casa circondariale partenopea, sventato grazie all'attività di controllo e vigilanza della polizia penitenziaria». Secondo le prime risultanze investigative il materiale sequestrato era destinato ad alimentare il commercio illecito di cellulari e stupefacenti nel carcere.

APPROFONDIMENTI Droni e rocciatori a Capo Miseno: scatta il piano strordinario di monitoraggio della costa flegrea

Germania, il terzo drone all'aeroporto di Lipsia e l'ordigno non detonato sulle ali di un cargo: allerta guerra ibrida russa in EuropaDrone marino salva naufraghi a Civitavecchia, il video dell'innovativo sistema della Guardia Costiera

L'episodio conferma, secondo l'Uspp, «che è in atto una guerra tecnologica con la criminalità organizzata determinata a superare i sistemi di sicurezza degli istituti penitenziari attraverso l'impiego di velivoli sofisticatissimi». Il sindacato esprime il vivo apprezzamento «per la professionalità e l'attenzione dimostrata dal personale di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, presidio fondamentale a tutela della sicurezza dell'istituto, degli operatori e della collettività».

«Questi episodi però - conclude l'Uspp - rendono sempre più urgente il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrale, l'impiego di adeguate tecnologie hi-tech e il potenziamento degli organici: solo così sarà possibile fronteggiare le nuove modalità di introduzione di cellulari e droga nelle carceri. A Poggioreale, nonostante il deficit di organico di 200 unità e la presenza di 2300 detenuti, si riesce a mantenere l'ordine e la sicurezza interna solo a costo di grandi sacrifici».

Condividi questo articolo