Martina Carbonaro, la mamma in aula: c'è la beffa del braccialetto
Il Mattino

Martina Carbonaro, la mamma in aula: c'è la beffa del braccialetto

Giovedì 10 settembre 2026
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«L?avevamo accolto in casa come un figlio. Essendo un lontano parente, ci fidavamo e lui ce l?ha massacrata perché non ha saputo accettare un ?no?». Non...

«L’avevamo accolto in casa come un figlio. Essendo un lontano parente, ci fidavamo e lui ce l’ha massacrata perché non ha saputo accettare un “no”». Non c’è spazio per la rassegnazione nell’aula 116 del Nuovo palazzo di giustizia di Napoli. A tenere banco è solo la furia cieca del dolore che tracima dalle parole di Enza Cossentino, la mamma di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa a sassate la sera del 26 maggio 2025 ad Afragola. La donna, ieri mattina, si è presentata al banco dei testimoni indossando il braccialetto elettronico, imposto poche settimane fa sia a lei che al marito, come misura di sicurezza conseguente al divieto di avvicinamento scaturito dalle pesanti minacce che la coppia ha rivolto ad alcuni parenti dell’imputato. Una sorta di beffa, che non le ha però impedito di cercare a più riprese lo sguardo dell'ex fidanzato-carnefice Alessio Tucci, il killer reo confesso. Immobile, con la testa stretta tra le mani, incapace di sostenere lo sguardo di quella madre a cui ha distrutto la vita.

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