Toghe, affondo di Gratteri: «Processi di pomeriggio come in altri Tribunali»
Il Mattino

Toghe, affondo di Gratteri: «Processi di pomeriggio come in altri Tribunali»

Venerdì 11 settembre 2026
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Dura un paio di minuti l?intervento del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. E tanto basta per andare dritto al sodo: augurare buon lavoro alla nuova presidente del Tribunale di Napoli...

Dura un paio di minuti l’intervento del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. E tanto basta per andare dritto al sodo: augurare buon lavoro alla nuova presidente del Tribunale di Napoli Gabriella Casella, ma anche invitarla a superare quelli che - a giudizio del procuratore - sono state le criticità degli ultimi anni. Auditorium del Palazzo di Giustizia, secondo il capo dei pm partenopei ci sono due cose da fare: «Svolgere i processi anche di pomeriggio», oltre che rafforzare gli organici dei gip, «perché - aggiunge - ci sono 1300 richieste di arresto che pendono, in alcuni casi anche da due anni, in attesa di una risposta». Poche parole, tanto basta come messaggio di auguri per il nuovo corso in Tribunale. Auditorium gremito, ci sono esponenti del Csm e del Ministero, i capi dei vertici del distretto di Corte di appello e del mondo forense, per l’udienza di insediamento del presidente Casella.

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L'analisi

Gratteri, che indossa doverosamente la toga, esordisce così: «Le auguro di continuare a fare qui a Napoli quello che ha fatto a Santa Maria Capua Vetere: consentire lo svolgimento dei processi anche di pomeriggio. Vede - ha aggiunto - pochi anni fa abbiamo firmato un inutile protocollo, che non è stato mai applicato, probabilmente per colpa di tutti quanti noi». Riferimento diretto al documento firmato due anni fa, con il quale si prendeva atto della necessità di dilatare la giornata di lavoro in aula anche nelle ore pomeridiane. Udienze dalla mattina alla sera - si era detto, scritto e sottoscritto -, come per altro avviene anche in altri Tribunali. Ma non è tutto. Il capo dei pm affronta anche un altro punto critico legato al funzionamento della giustizia a Napoli: è il caso delle richieste di arresto, che pendono dinanzi all’ufficio gip. Non è un atto di accusa quello del procuratore, ma la constatazione di uno scenario segnato da carenza di organici, rispetto al quale il procuratore offre anche possibili soluzioni, a proposito della possibilità di eliminare alcuni collegi e rimescolare le carte. Ma ecco il secondo punto dell’intervento del capo degli inquirenti: «Ci sono 1300 richieste di misura cautelare ferme dinanzi alla sezione gip, in alcuni casi le richieste da parte dell’ufficio di Procura sono state avanzate anche due anni fa». Poi l’analisi dello status quo: «Mancano almeno dieci gip, non si può continuare con questi vuoti di organico, ma non è possibile neppure attendere i tempi di Csm e Ministero». Dunque? Aggiunge il procuratore: «È possibile ridurre i collegi perché, se noi riduciamo i collegi, e quelli che rimangono fanno udienza anche di pomeriggio come avviene in tutti i tribunali del distretto, mandiamo subito dieci giudici all’ufficio gip e diamo risposte a quello che sta accadendo nel distretto di Napoli». Una soluzione che ovviamente dovrà essere presa in considerazione dai vertici del distretto di Napoli, a cominciare proprio dal nuovo presidente del Tribunale che ieri ha preso possesso del suo ufficio.

Turn over

Ma in cosa consiste la soluzione individuata dal procuratore? Per quale motivo eliminare alcuni collegi consentirebbe di favorire l’innesto di almeno una decina di magistrati nella sezione gip? In sintesi, ogni sezione giudicante in Tribunale è articolata in più collegi: a titolo puramente di esempio, esiste la prima sezione penale che può essere composta dal collegio A e dal collegio B, con tanto di giudice presidente e due giudici a latere. Si tratta di distinzioni tra collegi nate sulla carta per evitare casi di incompatibilità tra magistrati, qualora uno o più giudici abbiano già trattato in passato questioni legate al nuovo fascicolo in arrivo. La semplificazione di queste piante organiche, secondo il procuratore potrebbe così assicurare uno snellimento degli organici: meno presidenze e più giudici a disposizione - ha spiegato - magari da spedire nella sezione dei giudici per le indagini preliminari, che si occupano di rispondere alle richieste di arresti, sequestri, rinvio a giudizio (oltre a celebrare i processi con il rito abbreviato, che prevedono anche la redazione delle motivazioni).

Quanto alla sezione gip, il procuratore non ha dubbi: «Qui a Napoli fanno un lavoro enorme, la sezione va rafforzata con nuovi giudici». Restiamo ai piani alti del Palazzo di giustizia. Pochi mesi fa, è stato il nuovo presidente del gip, la giudice Giulia Romanazzi, a chiarire la questione delle richieste di arresto pendenti: in linea generale il tour de force nella sua sezione punta ad abbattere (o ad assottigliare il gap di tempo tra la richiesta e la firma di un provvedimento), mentre è reale la questione degli organici. Un punto che da ieri - qualora ce ne fosse stato bisogno - è stato riproposto al cospetto di esponenti di via Arenula e di Palazzo dei Marescialli.

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