Morto in sella alla sua bici a Napoli, la figlia: «Nessuno ci ridarà papà, ma vogliamo giustizia»
Umberto Sarnacchiaro, morto in sella alla sua bici a Napoli, lascia tre figli e un vuoto incolmabile per la sua famiglia che, in un istante, ha perso il suo punto di riferimento. Dopo...
Umberto Sarnacchiaro, morto in sella alla sua bici a Napoli, lascia tre figli e un vuoto incolmabile per la sua famiglia che, in un istante, ha perso il suo punto di riferimento. Dopo l'incidente, avvenuto mercoledì sera in via Amerigo Vespucci dove il 64enne napoletano ha battuto la testa sul manto stradale, il dolore ha travolto Amalia e i suoi fratelli che, in questo momento, chiedono «giustizia» per il padre e chiarezza sulle responsabilità e la dinamica di quanto accaduto. «Non ci sono parole adesso, non c'è la forza di reagire, stiamo metabolizzando cosa è successo» ha spiegato la figlia dell'uomo sottolineando che l'unica richiesta certa riguarda la giustizia per l'ennesimo incidente mortale accaduto in una delle arterie napoletane più trafficate ma anche più pericolose della città.
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La strada
L'arteria che costeggia la zona portuale di Napoli compresa tra via Vespucci e via Marina è stata più volte il luogo di violenze stradali che non hanno lasciato scampo alle vittime. «In questa zona, non troppo distante da dove è stato investito mio padre, è morta la mamma di due bambini, travolta da un'auto mentre stava attraversando le strisce pedonali, queste strade sono pericolose» racconta Amalia riferendosi a Valeria Vertaglio, la 42enne napoletana investita in via Alessandro Volta, strada su cui prosegue la carreggiata di via Marina, dopo che aveva accompagnato i suoi bimbi a scuola, il 1 ottobre del 2024. Su quel tratto stradale, in via Nuova Marina, perse la vita Luigi Martusciello, un 46enne napoletano in sella alla sua bicicletta con pedalata assistita, investito da un'ambulanza adibita al servizio di dialisi. Una zona che, Umberto, frequentava quotidianamente per la presenza dei figli e, per quanto drammatico, dopo l'impatto con il motorino, è stata proprio Amalia a correre sul posto e assistere il papà che, purtroppo, ha perso la vita sul colpo.
La bici
«Quando sono arrivata sul luogo dell'incidente era pieno di persone, c'era tanta folla e qualcuno aveva anche cercato di rianimare mio padre nell'attesa dei soccorsi. Papà era un uomo buono» racconta Amalia che, come i suoi due fratelli, si è chiesta dove fosse il borsello che suo padre portava sempre con sé. «Si tratta di un borsello dove aveva i suoi documenti, il portafogli e i suoi effetti personali ma non si è più trovato e temiamo che qualcuno possa averlo trafugato» continua la donna che ha perso le speranze di recuperarlo. «C'erano tante persone, molti hanno cercato di aiutarlo ma tra la folla, probabilmente c'è stato anche chi ne ha approfittato» aggiunge la figlia di Umberto. «Mio padre si era comprato la bici per potersi spostare in autonomia visto che non aveva più l'auto, era in pensione e si dedicava a noi figli ma nessuno poteva immaginare questa tragedia» conclude Amalia.
Il flash mob
Per Umberto Sarnacchiaro e tutte le altre vittime di violenza stradale a Napoli, compreso l'ultimo pedone investito, la turista 24enne Rebecca Pepe, si svolgerà un flash mob questa sera con un corteo che attraverserà buona parte della città. L'iniziativa, organizzata dall'associazione Napoli Pedala, comincerà alle 18.30 da piazza Municipio con un corteo in sella alle bici che passerà per via Amerigo Vespucci. «Napoli continua a contare troppe vittime della strada, sia pedoni che ciclisti che sono i più esposti e fragili, succubi di velocità eccessive, distrazioni, infrastrutture inadeguate» ha spiegato Luca Simeone, presidente di Napoli Pedala che con il flash mob insieme alle altre associazioni e comitati vuole «ricordare tutte le vittime della strada a Napoli e portare la città a riflettere sulla violenza stradale per chiedere azioni alle istituzioni così da affrontare l'emergenza sicurezza».
Proprio il giorno in cui Umberto Sarnacchiaro ha perso la vita e, qualche ora prima è morta Rebecca Pepe, si è svolta in città la prima edizione del Campania Bike Forum nel centro Bicycle House della Galleria Principe di Napoli. Un'iniziativa nell’ambito della XV edizione del Napoli Bike Festival che ha riunito esperti, istituzioni, associazioni, attivisti e cittadini per discutere del futuro della mobilità sostenibile a Napoli e in Campania. L'incontro si è aperto «con un minuto di raccoglimento per la giovane Rebecca Pepe e a fine iniziativa abbiamo saputo dell'ennesimo ciclista investito, per questo scenderemo in piazza e chiederemo un incontro ad horas al Prefetto di Napoli».