America?s Cup, a Nisida cittadella da 300 persone: via al piano anti-gabbiani
La base di Nisida è in piena attività. Oggi ci sono tutti i team sono operativi e, per chi osserva da fuori la blindatissima area del Comando logistico della Marina, allestita da...
La base di Nisida è in piena attività. Oggi ci sono tutti i team sono operativi e, per chi osserva da fuori la blindatissima area del Comando logistico della Marina, allestita da Sport e Salute, soggetto attuatore del Governo per l’America’s cup, basta sedersi sui pontili opposti, dove sono ormeggiate le barche da diporto, per godersi lo spettacolo. Sei team, nove barche. Per Luna Rossa bisognerà però aspettare il 15 settembre, a ridosso delle preregate napoletane dell'America's Cup. Emirates Team New Zealand e Luna Rossa sono agli antipodi, l’Alfa e l’Omega. I kiwi sono all'ingresso della base, gli italiani alla fine. Luna Rossa, però, non sfrutta la possibilità di utilizzare Nisida in questi giorni: la casa di Max Sirena e compagni è quella dei cantieri Palumbo, nel porto di Napoli, una sorta di dependance della base operativa di Cagliari.
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La prospettiva
Per vedere pronta la base di Bagnoli bisognerà invece aspettare ancora un paio di mesi. Intanto si sono alzati i telai, poi arriveranno la copertura e la brandizzazione. A Nisida, accanto alle vele, i protagonisti sono i potentissimi motoscafi dei team: dodici posti, quattro motori fuoribordo da 350 cavalli ciascuno, Yamaha, Suzuki. In Coppa America il Giappone non c'è, ma i fuoribordo sono tutti made in Japan. Gli scafi vanno e vengono dai due pontili galleggianti caricando e scaricando persone. Gli allenamenti si susseguono e sul pontile di Nisida c’è traffico come nell’ora di punta. Per le due grandi gru che calano gli AC40 in mare è necessario prenotare. Gli americani scalpitano, vogliono recuperare il tempo perduto. I francesi di La Roche-Posay hanno già postato sui social la loro prima uscita a Napoli.
Le curiosità
I velisti si muovono sulle bici elettriche bianche e nere brandizzate con il logo della Coppa. Molti raggiungono alberghi e b&b vicini attraversando tutta Coroglio. I trasporti sono a carico loro. E bisogna comunicare la targa: è Ztl. Nessuno sconto, nemmeno alla Coppa America. A fianco di Team New Zealand c’è Alinghi. Due AC40, ma solo uno scenderà in acqua. I francesi chiudono la prima parte del villaggio. Gli AC40 sono sulle selle, quei sostegni che permettono di lavorare sull'imbarcazione sia sopra sia sotto. “Sotto” ci sono i foil, le lame in carbonio che consentono alle barche di volare sull'acqua. Un addetto passa una sorta di smerigliatrice, ma il panno è morbido e sembra quasi accarezzare il foil. L'ufficio dei Carabinieri, siamo pur sempre in un’area militare, divide le due anime della base. Da una parte neozelandesi, svizzeri e francesi, dall’altra gli altri team. Gli inglesi, dicono, sono i più simpatici. Non c'è però molta osmosi tra i gruppi. Velisti e tecnici pensano al proprio lavoro: lavare la barca dopo l'uscita, sistemare le attrezzature, preparare la giornata successiva. A fine lavoro, auto, bici o noleggio per rientrare a casa. Per gli altri, al massimo, un cenno di saluto. I più numerosi sono i kiwi, circa un centinaio di persone. I francesi sono una ventina. E la sera, quando tutti vanno via, non si esclude un pizzico di opera di spionaggio. Sono solo AC40, certo, ma l’opportunità di studiare da vicino le imbarcazioni degli avversari e magari scattare qualche fotografia è troppo ghiotta. Del resto, l’attività di spionaggio ha sempre avuto cittadinanza nella Coppa America.
I dettagli
I pontili sono coperti di guano. Mirco Babini è un po’ il sindaco del villaggio di Nisida, che a pieno regime conterà circa 300 persone. «Combattere i gabbiani è la sfida più grande che abbiamo affrontato», disse al Mattino qualche settimana fa. E infatti, ogni paio di giorni, pulizia totale dei pontili, come del resto dell’intera area. Sulle selle e sugli scafi si lavora di gran lena. Se Team New Zealand sembra l’organizzazione in persona, gli altri non possono contare sulla forza dirompente del Defender, che fa della vela, al pari del rugby, lo sport nazionale. Gli statunitensi sembrano un po’ arrancare, così come i britannici che restano al palo anche perché gran parte dell’equipaggio è impegnato a Valencia in Sail Gp. Qualche paddock si apre alla curiosità: dentro c'è un container adibito a ufficio, un mini-guardaroba e tante apparecchiature. Poi arriva il tramonto su Nisida. Rientra Alinghi è l’ultima di giornata. Le gru lo sollevano in una decina di minuti. Pompe d’acqua dolce e tutti a casa per una serata spesa a guardare le partite Champions league oppure fermarsi a mangiare in una pizzeria del centro. Indossare una t-shirt di coppa America è il lascia passare per essere coccolati.