Carabinieri, cambio al vertice Ogaden: «Le porte sempre aperte ai cittadini»
Il Mattino

Carabinieri, cambio al vertice Ogaden: «Le porte sempre aperte ai cittadini»

Venerdì 11 settembre 2026
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«Fermezza senza distanza, autorevolezza senza autoritarismo, capacità di decidere ma anche di ascoltare». Sono questi i principi sui quali si fonda, secondo il comandante...

«Fermezza senza distanza, autorevolezza senza autoritarismo, capacità di decidere ma anche di ascoltare». Sono questi i principi sui quali si fonda, secondo il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale di corpo d’armata Salvatore Luongo, la capacità di comando. Ed è con queste parole che ieri, presso la caserma della Vittoria del comando interregionale Ogaden, ha salutato i colleghi generali di corpo d’armata Massimo Masciulli e Rosario Castello ringraziando il primo «per il servizio prestato» e augurando al secondo «un buon lavoro». A loro nei rispettivi, delicati incarichi, Luongo ha anche ricordato che «guidare donne e uomini significa essere consapevoli che dietro ogni uniforme c’è una persona e che la responsabilità del comandante non si esaurisce nelle decisioni assunte, ma si esprime nella capacità di sostenere, orientare e valorizzare chi è chiamato quotidianamente a tradurle in servizio».

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I saluti

È partito per Roma subito dopo la cerimonia di avvicendamento, il generale Masciulli al quale è stato destinato il delicato incarico di guidare la Direzione investigativa Antimafia. «Un compito molto impegnativo - ha dichiarato - ma sono soddisfatto che il comandante generale abbia voluto proporre il mio nome e soprattutto che il capo della polizia e il ministro dell'Interno abbiano aderito a questa proposta. Sarà un impegno grande, saranno gli ultimi anni, tra l’altro, della mia carriera. Però qui ho fatto un'esperienza importante che metterò a frutto: sono “appena” 41 anni da quando sono diventato ufficiale, metterò insieme tutte le esperienze e cercherò di fare del mio meglio». Napoli resta nel suo cuore, però. «L’ho conosciuta esattamente 46 anni fa, quando sono arrivato alla Nunziatella - ricorda - L’ho trovata un po’ più difficoltosa da vivere, ma questo lo sappiamo tutti. È una città straordinaria che uno porta nel cuore e soprattutto porto nel cuore i carabinieri di Napoli perché abbiamo fatto di tutto per rendere Napoli più sicura. Ovviamente c’è ancora tanto da fare, non si arriva mai a un risultato, però vi garantisco che ce l'abbiamo veramente messa tutta».

Il programma

Per il generale Rosario Castello si proseguirà nel segno della continuità. «C’è molto lavoro e come carabinieri siamo sul territorio: attraverso le stazioni siamo un riferimento, un presidio sul territorio, un punto di ascolto e di vicinanza ai cittadini. E questa è la vocazione della nostra Istituzione e la caratteristica distintiva. E su questa strada vogliamo continuare a camminare». E commenta: «La delittuosità da strada è quella che dà più fastidio. E quindi i reati che sembrano piccoli ma in realtà sono invasivi: penso alle truffe agli anziani (e non solo agli anziani), penso ai furti e poi il contrasto alla criminalità organizzata in tutte le sue forme, quelle imprenditoriali e attraverso anche l'aggressione ai patrimoni mafiosi accumulati in maniera illecita. Queste sono le direttive che caratterizzano l’azione dell’Arma e che continuerò a portare avanti». Dalla sua il generale Castello ha un’esperienza professionale maturata in realtà profondamente differenti del Paese e in funzioni operative, territoriali e di staff: ha prestato servizio dal Piemonte alla Calabria, dal Molise alla Puglia, dalla Basilicata alla Sicilia, oltre a diversi incarichi a Roma. Ha guidato la Legione Carabinieri Basilicata e poi Sicilia.

L’incontro

Il generale Luongo ha incontrato anche la signora Olimpia Florio, vedova dell’appuntato scelto qualifica speciale Antonino Roberto Centoze (morto il 27 luglio 2026) e i suoi tre figli. Un momento di vicinanza alla famiglia per custodire il legame con l’Arma oltre il servizio.

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