Salerno, welfare aziendale per Sita Sud: introdotto il congedo mestruale solidale
Il welfare aziendale passa anche per il coinvolgimento diretto dei dipendenti che riconoscono le situazioni di difficoltà dei colleghi e accorrono in loro soccorso alimentando un circuito...
Il welfare aziendale passa anche per il coinvolgimento diretto dei dipendenti che riconoscono le situazioni di difficoltà dei colleghi e accorrono in loro soccorso alimentando un circuito virtuoso che mette al centro la cura del benessere delle persone. In Sita Sud, una delle aziende di trasporto pubblico più importanti della Campania, questo modello non è una novità ma oggi, grazie a un accordo integrativo appena rinnovato dall’azienda e dalle organizzazioni sindacali, fa un ulteriore passo in avanti segnando un unicum in Italia. Da oggi, infatti, le lavoratrici dell’azienda potranno usufruire di un congedo mestruale di due giorni al mese che non necessiterà di certificazione medica e non andrà ad erodere permessi e ferie. Un meccanismo reso possibile grazie all’ampliamento della banca di ferie solidali “offerte” dai colleghi che hanno risposto positivamente all’iniziativa. Un modello già sperimentato nel 2015 quando la grave malattia del figlio di un dipendente spinse i colleghi a costituire la banca di ferie solidali per permettergli di stare a casa, ad occuparsi del ragazzino, per quasi due anni. Quella banca, che viene riaperta ogni volta che il monte giorni sta per esaurirsi registrando sempre una grande partecipazione da parte di tutti i 480 dipendenti, potrà essere chiamata in causa anche dalle donne che ne avranno bisogno.
LE TUTELE
«Si tratta di un passo avanti fondamentale - commenta Diego Corace, segretario provinciale Fit Cisl Salerno - parliamo di lavoratrici impiegate in prima linea, alla guida degli autobus, responsabili ogni giorno della sicurezza propria e dei passeggeri. Un ciclo mestruale particolarmente intenso può compromettere la piena affidabilità alla guida, come previsto dal decreto legislativo 81 del 2008, e costringere le lavoratrici, loro malgrado, a scegliere tra salute, sicurezza e penalizzazioni economiche. Infatti, il ricorso alla malattia incide negativamente sul premio di risultato, mentre l’utilizzo di ferie personali riduce un monte già spesso insufficiente. Grazie a questo accordo - prosegue - le lavoratrici potranno finalmente tutelare la propria salute e la sicurezza del servizio senza subire danni economici, in un periodo storico in cui il caro vita pesa su ogni famiglia e ogni euro perso rappresenta un problema reale». La raccolta delle giornate è terminata ieri sera: sono state accumulate circa 300 giornate di ferie, un numero che soddisfa il fabbisogno per un intero anno e per ciascuna lavoratrice. L’esistenza di questo modello, infatti, ha anche dimostrato quella che Corace definisce «una straordinaria sensibilità e maturità sindacale» poiché la commissione incaricata di valutare le richieste di accesso alla banca delle ferie solidali non si è mai trovata davanti una circostanza opaca o non in linea con le intenzioni che ne hanno mosso la creazione. «Riteniamo che questa misura non debba restare un caso isolato - conclude Corace - il contratto nazionale degli autoferrotranvieri dovrebbe prevedere permessi aggiuntivi dedicati alle lavoratrici con ciclo mestruale frequente, almeno per chi opera in mansioni di front line. È una questione di equità, di sicurezza e di rispetto della fisiologia femminile, che non può continuare a generare disparità tra lavoratrici e lavoratori ai fini del premio di risultato».