Italia, c?è il nuovo record di occupati. Bene il Sud: effetto Zes sui contratti
Il Mattino

Italia, c?è il nuovo record di occupati. Bene il Sud: effetto Zes sui contratti

Sabato 12 settembre 2026
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La Zes unica e gli incentivi alle assunzioni spingono l?occupazione del Sud, cresciuta in termini percentuali più del resto del Paese anche nel secondo trimestre 2026. E la ritrovata...

La Zes unica e gli incentivi alle assunzioni spingono l’occupazione del Sud, cresciuta in termini percentuali più del resto del Paese anche nel secondo trimestre 2026. E la ritrovata competitività dell’auto, nella fattispecie a Melfi, proietta la Basilicata al primo posto assoluto tra le regioni per incremento dell’export nei primi sei mesi dell’anno (+29,5% rispetto allo stesso periodo del 2025), trascinando anche il Mezzogiorno al vertice delle macroaree. L’Istat certifica, con i dati diffusi ieri, che il trend di crescita del Mezzogiorno prosegue, senza dimenticare ovviamente criticità e nodi irrisolti (l’incremento degli inattivi, ad esempio, mentre la media Italia risulta in calo). «Il percorso di rafforzamento del mercato del lavoro nel Mezzogiorno mostra segnali di consolidamento – sottolinea il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra -. Il tasso di occupazione si porta a un nuovo livello di massimo storico dall’inizio delle rilevazioni, arrivando al 51,1% con un incremento di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2025». È lo stesso Sbarra a mettere l’accento in particolare sul peso della Zes unica nella dinamica occupazionale made in Sud: «La Zes Unica – commenta - ha contribuito in modo significativo a sostenere la crescita occupazionale nel Mezzogiorno: 1.500 autorizzazioni uniche, oltre 17mila domande di credito d’imposta con una programmazione di risorse senza precedenti: 10 miliardi per il periodo 2024-2028. Ciò ha generato un impatto economico complessivo di circa 60 miliardi di euro e 70.000 ricadute occupazionali: risultati tangibili che non lasciano dubbi a interpretazioni».

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IL TREND NAZIONALE

Il peso del Sud resta dunque decisivo sul mercato del lavoro nazionale ancorché ancora distante dalla media Italia del tasso di occupazione che a giugno 2026 ha raggiunto il suo nuovo record storico, 63,1% (+0,4% rispetto al primo trimestre). Ciò vuol dire che nei confronti dei primi tre mesi dell’anno ci sono nel Paese 155mila nuovi posti di lavoro che portano il totale a 24 milioni 363 mila (su base tendenziale si arriva a 246mila unità). Dal Mezzogiorno, spiega Sbarra, arriva un contributo importante in termini di occupazione femminile «che cresce più di quella maschile e contribuisce alla dinamica di crescita con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto allo scorso anno. È un segnale importante perché significa più opportunità, maggiore autonomia e una partecipazione sempre più ampia delle donne alla crescita economica del Sud». È anche questo l’effetto, dice il sottosegretario, delle politiche del lavoro che hanno permesso con il Governo Meloni di garantire circa 500mila nuovi posti di lavoro nell’area. Sul piano nazionale, la notizia rilevante è che dopo sei trimestri consecutivi di calo torna ad aumentare l’occupazione anche per i 15-34enni (+0,4 punti), «sintesi del calo nella fascia di età 15-24 anni (-0,3 punti) più che compensato dalla crescita per i 25-34enni (+1,2 punti)». Il tasso di disoccupazione invece risale leggermente (un milione e 440mila i senza lavoro ufficiali) ma il Sud è in netta controtendenza: -1,8% sullo stesso periodo del 2025, oltre un punto percentuale in più della media Italia. Il forte calo degli scoraggiati fa diminuire, infine, il numero degli inattivi ma nel Sud, come detto, la situazione è diversa: rispetto ad un anno prima, il tasso resta in crescita (specie per i maschi), e non è un bel segnale. 

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