Mattarella, bagno di folla tra i musei di via Duomo: «Segue Napoli da vicino»
Ci ha pensato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a trasformare via Duomo ?nella strada dei musei? fino a ieri sembrava solo un?idea da oggi è una...
Ci ha pensato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a trasformare via Duomo “nella strada dei musei” fino a ieri sembrava solo un’idea da oggi è una realtà consolidata. In via Duomo ce ne sono 7 di musei, il Capo dello Stato ha scelto di vistarne due: il Filangieri e il Complesso dei Girolamini. «Non potevo andare via senza vedere questi gioielli» le parole del Capo dello Stato rivolte ai lavoratori dei musei. Una frase che Mattarella ha pronunciato nel suo tour tra quadri e libri. Mattinata calda quella di ieri e i napoletani dopo averlo visto al Plebiscito quale primo tifoso dell’ItalVolley, sotto la pioggia e ben oltre la mezzanotte, non si aspettavano di incontrarlo nel cuore del centro storico dove è arrivato poco prima delle 11. «C’è il Presidente», la voce si è diffusa in un attimo. Si sono formate file ordinate per vederlo e salutarlo con il Presidente che ha ricambiato con un sorriso e una alzata di mani. Il Presidente”, lo chiamano così Mattarella i napoletani. Come si fa dalle nostre parti con chi si ha nel cuore. Così De Filippo diventa Eduardo. Pino Daniele diventa Pino e via dicendo. E Mattarella il cuore a Napoli tutte le volte che viene qui non lo risparmia, non una visita di facciata la sua, ma di sostanza, e il bagno di folla è stato spontaneo, una conseguenza del suo modo di approcciare la realtà napoletana.
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La prima tappa è stata al Filangieri, accolto dal Direttore Paolo Iorio che è anche direttore del tesoro di San Gennaro e appunto Presidente del distretto Museale Via Duomo o Strada dei Musei. «Mi ha colpito - racconta Iorio - la sua umanità, la sua cultura la sua curiosità ci avevano detto sarebbe stata una visita lampo e invece è stato ben più di mezz’ora». Un tempo lungo trascorso anche nella Sala Agata dove si è soffermato davanti alla Veduta di Napoli dal mare di Juan Ruiz, l’attenzione di Mattarella è caduta sulle imbarcazioni a vela ritratte nel dipinto. «Già facevano l’America’s Cup» ha detto Mattarella. Una riflessione che la dice lunga su quanto sia informato e attento su quello che succede e si sta facendo nella capitale del sud. Ne aveva discusso pure con Manfredi dell’impatto che un evento globale di quella portata, se bene gestito e organizzato, può avere a livello economico, per lo sviluppo in termini anche di lavoro. Soprattutto per i giovani. Che stanno sempre al centro dei pensieri del Capo dello Stato.
Accompagnato dalla figlia Laura, Mattarella, è rimasto letteralmente estasiato dalla bellezza artistica e culturale in cui si è immerso e dall’accoglienza dei napoletani. E sempre al Filangieri non ha mancato di sottolineare come l’economista, giurista, filosofo Gaetano Filangieri abbia influenzato profondamente i Padri fondatori degli Stati Uniti e la stessa Costituzione americana. La cui prova è esposta al museo, cioè il carteggio con Benjamin Franklin tra i fondatori degli Stati Uniti d’America folgorato dal «diritto alla felicità» di Filangieri. Mattarella è stato coinvolto da Iorio nel nuovo progetto del Filangieri. Un progetto che prevede nuove sale dove allestire capolavori dell’arte greco-romana, circa 300 pezzi. È in corso un progetto di crowdfunding per allestire e mettere a posto le nuove sale. Mattarella ha salutato il Filangieri firmando sul libro del museo una dedica sulla grande bellezza di quel luogo e della città. «Con grande ammirazione per questo che è uno straordinario punto di riferimento culturale» le sue parole. A quel punto il Presidente è andato via, è salito in macchina e si è recato al complesso dei Girolamini. A poche centinaia di metri di distanza, con negli occhi ancora i capolavoro di Battistello-Caracciolo e dello Spagnoletto. Ai Girolamini il Capo dello Stato ha visitato la biblioteca, tra le più antiche d’Italia e poi l’omonima chiesa, tornata interamente fruibile al pubblico dopo oltre 40 anni di chiusura e importanti lavori di restauro. Per Mattarella, all’uscita della chiesa dei Girolamini, il saluto e gli applausi dei napoletani e dei tanti turisti che affollano il centro storico. Un’altra full immersion tra le gente che insieme alle visite nei luoghi dove sono custoditi i tesori d’arte della città è stato l’autentico filo rosso della vista del Presidente. Un bagno di folla simile a quello avuto prima, durante e dopo la partita di Volley nell’arena di Piazza Plebiscito.
La tappa
Ai Girolamini ad accoglierlo la direttrice Antonella Cucciniello emozionata per l’incontro: «Il Presidente - spiega - ha visitato le sale della biblioteca e la Chiesa monumentale che hanno suscitato in lui ammirazione e riconoscimento per il lavoro che abbiamo fatto. E mi ha emozionato il saluto che ha fatto a tutto il personale». Stando a quello che filtra Mattarella aveva desiderio di visitare la chiesa barocca al centro di tanti anni di restauro e chiusa per decenni, anche una visita sentita, poi il Presidente ha lasciato il centro storico ed è tornato a Villa Rosebery, il “Quirinale napoletano” dove ha pranzato poi nel pomeriggio è ripartito alla volta della Capitale.
Una due giorni densa di significati quella di Mattarella in città che va ben oltre la presenza a piazza del Plebiscito e nei musei. Una missione politica nel senso più pieno del termine: il Capo dello Stato segue da vicino la terza città d’Italia, la più grande del sud che sta facendo grandi sforzi per rilanciarsi a livello economico e di sviluppo. E che per la crescita risulta essere nella media nazionale e anche oltre pur partendo da handicap storici. Dato che forse rende meno plastico la stessa crescita. In questo senso il colloquio di quasi un’ora di giovedì con il sindaco Manfredi a Villa Rosebery è stato il cuore del suo soggiorno in città. Con al centro del colloquio proprio le sorti di Napoli e in quale direzione sta procedendo la città. Che di certo ha ritrovato una sua centralità nel Paese a livello politico e grazie al boom turistico si è messa in moto l’economia. Di questo il Capo dello Stato ha parlato con Manfredi. Si è informato sullo stato di salute dei conti del Comune. Napoli ha recuperato oltre due miliardi del debito complessivo che era di 5 nel 2021 grazie al “Patto per Napoli” un patto con l’allora premier Mario Draghi diventato poi legge e che porta la firma proprio di Mattarella. Manfredi ha incassato da Mattarella un plauso per le azioni messe in campo dell’Amministrazione comunale e sulle iniziative per creare sempre più occasioni di lavoro per i giovani e per consolidare la partecipazione della cittadinanza al processo di sviluppo. Per il Presidente «tutto quello che si fa per Napoli è giusto che si faccia». E naturalmente l’esortazione arrivata dal Quirinale a tenere sempre alta l’attenzione sui giovani e sui loro bisogni.