Materdei, riapre il nido Rocco Jemma. Cerimonia con Manfredi: «Costruiamo il domani»
Il Mattino

Materdei, riapre il nido Rocco Jemma. Cerimonia con Manfredi: «Costruiamo il domani»

Sabato 12 settembre 2026
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È un giorno di festa al rione Materdei, dove riapre una delle sue porte più attese. Il nido Rocco Jemma di via Guglielmo Appulo, all?intero della ?Casa della madre e del...

È un giorno di festa al rione Materdei, dove riapre una delle sue porte più attese. Il nido Rocco Jemma di via Guglielmo Appulo, all’intero della “Casa della madre e del fanciullo”, torna a disposizione delle famiglie dopo i lavori di riqualificazione e inaugura il nuovo anno scolastico 2026-2027 con 75 posti tra nido e sezione primavera. Un investimento di circa 4 milioni 700mila euro, per rimettere a nuovo (ma soprattutto a norma) l’edificio degli inizi degli anni Cinquanta dalla facciata curva che conoscono tutti a Materdei. È infatti una delle istituzioni comunali più antiche della città, e la riapertura, dopo tre anni di lavori, è stata una vera e propria festa. Per il sindaco Gaetano Manfredi la riapertura restituisce a Materdei «una sua centralità dal punto di vista educativo». Tuttavia, tra le luci di una bella giornata per il quartiere, qualche ombra emerge: nello stesso edificio ristrutturato sorge anche il Plesso De Simone, scuola per l’infanzia appartenente all’Istituto comprensivo Fava-Gioia, che però ancora non è pronto ad inaugurare l’anno scolastico. Un gruppo di mamme si è lamentato con il primo cittadino per la mancanza degli arredi che potrebbe far slittare l’apertura, fissata per lunedì.

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GLI OBIETTIVI

Restituire a Materdei il nido Rocco Jemma è uno dei tanti tasselli di un piano vasto che da tre anni ha portato a un grande cambiamento nel comparto educativo. «Partivamo dai livelli di copertura per la fascia d’età 0-3 più bassi d'Italia, ma con uno sforzo enorme in tre anni siamo riusciti a recuperare oltre 1.000 posti nido» ammette Manfredi. «Abbiamo promosso un piano straordinario di investimenti con il Pnrr che ha interessato 27 scuole per l'infanzia, rifatte, ricostruite, rigenerate - ha aggiunto - È stato un grandissimo sforzo, e non ci fermiamo qui: grazie a un'ulteriore programmazione sostenuta anche da risorse regionali, contiamo in tempi brevi di superare la media nazionale». Il nido accoglierà 75 bambini. «Avranno il loro spazio educativo di massima qualità. Abbiamo realizzato una cosa bella per il quartiere e per la città», insiste il sindaco. Quanto ai costi, il sindaco precisa che si tratta di tariffe «tra le più basse dell’Italia».

Sessanta posti sono per il nido e 15 per la Sezione Primavera. «Adesso ce ne mancano 11 per completare i 75, quindi abbiamo riaperto le iscrizioni», spiega l’assessore all’Istruzione e alle Famiglie Maura Striano. «Stiamo puntando molto sulle zone che hanno tanti bambini per amplificare l’offerta. Noi qui l’abbiamo raddoppiata». Striano indica una linea precisa: non aspettare che la domanda arrivi, ma leggere i dati dei territori e anticiparla. E lunedì è prevista l’inaugurazione di un nuovo nido a Calata Capodichino. Sul parametro europeo del 33% di copertura dei servizi per l’infanzia, Napoli è ancora distante. «Attualmente siamo intorno al 22%», dice Striano, indicando però nel 2027 l’orizzonte per raggiungere il target.

LE PROSPETTIVE

Tra le famiglie, il valore del nuovo nido si misura sulla quotidianità. Una coppia, da poco trasferita nel quartiere, ha i gemellini Niccolò e Fabrizio al Rocco Jemma. Entrambi lavorano nella scuola e definiscono la struttura «fondamentale per gestire i nostri impegni lavorativi». Loredana aveva già conosciuto il Rocco Jemma con il primo figlio. Ora lo ritrova con il piccolo Leonardo «rinnovato negli spazi a misura di bambino. Prima forse non lo erano effettivamente, l’edificio era vetusto e vederlo così nuovo mi rincuora e mi dà speranza che lui possa viverla appieno». Maria, con la figlia Matilde, parla di «tanta soddisfazione di vedere aperto questo luogo, bellissimo, pronto per tutti i bambini del quartiere». Il nido per lei è importante perché deve lavorare: «È necessario avere un punto di riferimento dove lasciare i bambini e stare sicuri». Senza il pubblico, sarebbe necessario ricorrere al privato. Per Enrico Platone, consigliere della Municipalità 2 e papà di un bimbo che tre anni fa frequentava il nido Rocco Jemma e oggi la scuola dell’infanzia De Simone, il risultato è frutto della collaborazione tra istituzioni e territorio. «È una soddisfazione enorme, è un risultato veramente straordinario dell’amministrazione perché c’è stata una sinergia enorme tra Comune e Municipalità e territorio». Platone ricorda di avere denunciato nel gennaio 2023 il rischio di abbattimento dell’edificio e il ritardo nella sede alternativa. «Da quella denuncia è iniziata una battaglia durata mesi». Ma precisa: «Non è una vittoria personale. Da quel primo appello è partita una mobilitazione straordinaria: residenti, associazioni, comitati, personale della scuola e consiglieri. Tutti hanno fatto rete».

LE OMBRE

Nello stesso edificio resta però una criticità. Il Plesso De Simone, che ospita la scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Fava-Gioia, avrebbe dovuto aprire giovedì, ma l’avvio è slittato per la mancanza degli arredi. Cattedre, sedie, armadi e le altre dotazioni necessarie non sono ancora disponibili per un disguido burocratico. Alcune famiglie hanno manifestato il proprio disappunto direttamente al sindaco. L’auspicio è che la scuola possa aprire lunedì.

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