Ritorno in classe da adulti, 1.123 iscritti ai corsi serali: «È la seconda opportunità»
Il Mattino

Ritorno in classe da adulti, 1.123 iscritti ai corsi serali: «È la seconda opportunità»

Sabato 12 settembre 2026
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La scuola ricomincia anche per chi pensava di averla lasciata molti anni fa. C?è il lavoratore che vuole conquistare il diploma, chi ha perso un?occupazione e cerca nuove...

La scuola ricomincia anche per chi pensava di averla lasciata molti anni fa. C’è il lavoratore che vuole conquistare il diploma, chi ha perso un’occupazione e cerca nuove competenze, il giovane che aveva abbandonato gli studi e decide di ripartire. Nel pomeriggio, quando le aule cominciano a svuotarsi, nel Salernitano entra così un’altra popolazione scolastica: quella degli adulti. E cresce.

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I DATI

Nell’anno scolastico 2026/2027 sono 1.123 gli iscritti ai corsi serali delle superiori, distribuiti in 51 classi dell’organico di diritto del Provveditorato. L’anno scorso erano 1.021: significa 102 studenti in più e una crescita del 10% in dodici mesi. Non è più, dunque, un fenomeno ai margini della scuola. È una domanda di istruzione che torna a salire e racconta soprattutto il bisogno di una seconda possibilità. Aggregando i dati per autonomia scolastica, a guidare la provincia è il Profagri diretto da Carmela Santarcangelo, con 124 studenti nei corsi serali delle sedi coordinate di Salerno e Castel San Giorgio: 63 nel capoluogo e 61 nell’Agro. Segue l’Istituto superiore Domenico Rea con 106, sommando i 70 iscritti di Nocera Inferiore e i 36 del Pittoni di Pagani. Tra le singole sedi spicca il Galileo Di Palo di Salerno con 109 frequentanti. L’Ipsia Leonardo da Vinci di Sapri ne conta 71, l’Ancel Keys di Castelnuovo Cilento 70. «L’istruzione degli adulti rappresenta una grande opportunità di riscatto personale e professionale – sottolinea la dirigente del Profagri Carmela Santarcangelo – La scuola deve saper accogliere chi decide di riprendere un percorso interrotto, accompagnandolo verso nuove competenze e migliori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. L’attenzione che il ministro Giuseppe Valditara e il Ministero dell’Istruzione e del Merito stanno riservando alla formazione tecnico-professionale rafforza una direzione nella quale crediamo da tempo: legare istruzione, territorio e lavoro senza lasciare indietro nessuno». La scuola della sera attraversa l’intera provincia.

LA MAPPA

Il Corbino di Contursi Terme conta 53 studenti, il Sacco di Sant’Arsenio 43, il Glorioso di Giffoni Valle Piana 42, il Besta-Gloriosi di Battipaglia 39 e il Ferrari 36. Al Mattei-Fortunato di Eboli gli iscritti sono 32, come a Roccadaspide. Salerno città da sola concentra 347 studenti, segnalando anche i 46 alunni del Virtuoso, e i 29 del Focaccia. Dietro quei numeri ci sono soprattutto storie. Il serale non è più soltanto il luogo nel quale recuperare il diploma mancato da ragazzi. È diventato uno strumento di riqualificazione professionale. Si torna sui libri per cambiare mestiere, partecipare a un concorso, acquisire competenze tecniche o rendere più solida una posizione lavorativa già conquistata. Ed è una funzione destinata a pesare ancora di più in un mercato che chiede aggiornamento continuo delle conoscenze.

IL MODELLO

In questo disegno i corsi serali incontrano il lavoro del Cpia (Centro di istruzione provinciale per adulti) di Salerno, costruendo una filiera della seconda opportunità: recuperare le competenze di base e completare il primo ciclo, per poi poter proseguire nei percorsi di secondo livello delle superiori fino al diploma. È anche l’altra faccia della battaglia contro la dispersione scolastica. Perché contrastare l’abbandono non significa soltanto impedire che oggi un adolescente esca dal sistema dell’istruzione: significa mantenere aperta una porta perché possa rientrarvi domani. «La crescita dei serali dimostra che esiste una forte domanda di formazione anche oltre l’età tradizionale della scuola - osserva Emiliano Barbuto, dirigente dell’Istituto superiore Galileo Galilei di Salerno - La valorizzazione dell’istruzione tecnica voluta dal ministro Giuseppe Valditara è importante proprio perché rimette al centro competenze, laboratori e collegamento con il lavoro. Sono opportunità decisive per i ragazzi ma anche per gli adulti che scelgono di riqualificarsi. La scuola può e deve accompagnare entrambi». E proprio il Galileo Galilei, con i suoi 900 studenti, ha dato il via ieri alle lezioni con una cerimonia che ha unito scuola e istituzioni. L’apertura dell’anno è stata scandita dall’alzabandiera con i Cavalleggeri Guide di Salerno, davanti alla comunità scolastica. Un avvio nel segno dell’appartenenza e dei valori civici prima del ritorno nelle aule. Aule che, finita la scuola del mattino, torneranno ad accendersi anche la sera. Perché a diciotto, trenta o cinquant’anni, si può sempre ricominciare da un banco.

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