«La Coppa America chance da non perdere: Bagnoli luogo unico»
Il Mattino

«La Coppa America chance da non perdere: Bagnoli luogo unico»

Sabato 12 settembre 2026
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Il mare è quello di Porto Cervo, dove si disputa la 36esima Maxi Yacht Rolex Cup. Lo Yacht Club è quello del Costa Smeralda. L?ospite d?onore della baia è Azzurra...

Il mare è quello di Porto Cervo, dove si disputa la 36esima Maxi Yacht Rolex Cup. Lo Yacht Club è quello del Costa Smeralda. L’ospite d’onore della baia è Azzurra '83, la prima sfida italiana alla Coppa America che si erge come un monumento tra i pontili. Ed allora è facile collegare la bellezza della Maxi Yacht Rolex Cup alla storia del primo skipper non anglosassone a vincere la Louis Vuitton Cup ad Auckland nel 2000 al timone di Luna Rossa.

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Francesco De Angelis, l’orgoglio di essere napoletano a due settimane dalle preregate di America's cup. Emozioni?

«Sono a Porto Cervo soprattutto per le regate della Maxi Yacht Rolex Cup e inevitabilmente concentrato sul mio programma. Però mi rendo conto che attesa e aspettativa a Napoli stanno crescendo. A settembre vedremo le barche in acqua anche se qualcuna ha già navigato. Io ero presente con i neozelandesi a luglio».

Che momento è stato?

«Non mi colpiscono tanto le due barche in mezzo al mare. La cosa che mi ha colpito di più è stata la notizia dell’evento. Pensi: “Va bene, ma alla fine sarà davvero così?”. Poi arriva l'ufficialità, vedi gli interlocutori coinvolti e capisci che, “caspita, questa è una bella occasione”. È qualcosa di importante».

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È più Napoli che dà alla Coppa o la Coppa che dà a Napoli?

«Doveva esserci una convenienza per tutti. Come sempre, quando le cose buone funzionano, significa che si è trovato un punto di equilibrio. Evidentemente è stato trovato e l'evento è stato assegnato a Napoli sia pur con un ciclo molto breve. Non è come in passato: alla fine parliamo di circa due mesi di regate».

Bagnoli sarà uno dei luoghi centrali.

«L’America’s Cup è stata una bella accelerazione per qualcosa ferma da tempo. Il posto è bellissimo. Bagnoli avrà soprattutto un ruolo legato alle basi e a quello che verrà realizzato nell’area. È un progetto enorme e, quindi, anche una prospettiva di più lunga scadenza».

Quando arrivano grandi manifestazioni si parla spesso di eredità dell’evento. Che cosa dovrebbe fare Napoli per sfruttare pienamente questa occasione?

«Non devo essere io a insegnare a Napoli quale sia il suo posto nel mondo. La città ha da secoli il suo riconoscimento internazionale. Qui sono passati tantissimi eventi, magari qualcuno è scappato, ma questo è stato preso bene. Sicuramente, dal punto di vista sportivo e della vela, è un evento di grande visibilità internazionale e questo è positivo. Bisogna sfruttarlo bene. Speriamo che le condizioni meteo possano essere quelle storiche del Golfo di Napoli. E poi bisogna fare in modo che la televisione, il web e tutti i mezzi che seguiranno la regata siano un bel volano per la città che sarà accogliente mostrandosi per quello che è. Secondo me i regatanti saranno stupiti dalla quantità di gente che verrà a vedere le regate. Bisognerà presentarsi in modo ordinato ed efficiente».

Si parla di un miliardo di spettatori.

«I numeri tante volte si dicono così, a “schiovere”, ma i conti si fanno alla fine. La cosa importante è che l’evento serva anche ad avvicinare alla vela chi non ci è mai andato, soprattutto bambini e ragazzi. È uno sport bellissimo con una caratteristica straordinaria: puoi praticarlo per tutta la vita. E puoi iniziare anche senza avere necessariamente grandi mezzi. Puoi andare in barca perché te la presta un amico, puoi condividere l’esperienza con altri. Bisogna quindi sfatare l’idea che la vela sia uno sport riservato a pochi. Bisogna costruire un avvicinamento alla vela che duri nel tempo».

Sarà l'anno buono per Luna Rossa?

«Questa è una domanda da fare a qualcun altro, non a me. Io sono anche socio del circolo Italia che ha lanciato la sfida, quindi certe cose... Ma essere cauti nei pronostici fa parte dell’essere napoletani».

Non è la sua vela ma le piacerebbe essere su queste barche?

«La vela è differente anche perché sono i regolamenti a renderla differente. Quando ho corso io c'era un regolamento, oggi ce n'è un altro. È cambiato tutto e proprio per questo sarebbe interessante tornare a vivere una sfida del genere».

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