Napoli, Politano e Di Lorenzo asse anche per l'Italia di Mancini: la convocazione
Oltre le colonne d?Ercole del nuovo ciclo azzurro ci sono due colonne e basta, e si chiamano Giovanni e Matteo. Al di là dei passaggi orizzontali che vanno tanto di moda, ci sono due...
Oltre le colonne d’Ercole del nuovo ciclo azzurro ci sono due colonne e basta, e si chiamano Giovanni e Matteo. Al di là dei passaggi orizzontali che vanno tanto di moda, ci sono due campioni verticali che non vedono l’ora di prendere in mano la situazione e di dimostrare ad Allegri che ha fatto bene a puntare ancora su di loro. Ma che sia stata la scelta giusta, lo dimostra anche la chiamata di Roberto Mancini: si ripartirà ovviamente dando spazio alla Giovane Italia, ma intanto il ct della Nazionale che affronterà Belgio, Turchia (due volte) e Francia in Nations League, inserisce non solo i ragazzi (come accadrà per Vergara, alla prima chiamata) ma anche Di Lorenzo e Politano. Non sarà un paese per vecchi, dove per vecchio s’intende l’ultratrentenne che, una volta, tanto tempo fa, cominciava a questa età ad entrare nel segmento partite di calcetto il giovedì sera. Andatelo a proporre a Di Lorenzo e Politano, 33 anni da poco compiuti, schiacciasassi nelle presenze in azzurro, stakanovisti della “cerniera” di destra, due tipo “robocop” perché non si sono mai tirati indietro. L’ulteriore prova vivente che il tempo dello sport è ormai diventato un concetto quasi astratto, o almeno più elastico di quant’è sempre stato.
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TITOLARI
Anche oggi giocano contro il Bologna titolari. Tocca a loro prendere sulle spalle il Napoli. Hanno vissuto già questi momenti, quando c’era Gattuso, con Spalletti il primo anno, con Garcia e poi anche con Antonio Conte. Loro ci sono sempre stati: da intoccabili. Perché non esiste un’età giusta per smettere di vincere, e neppure per cominciare a smettere. Tant’è che hanno rinnovato entrambi, perché hanno giurato fedeltà ai colori azzurri. Diventandone le bandiere. Normale che tocchi, visto che magari c’è chi è di passaggio qui. Ma non Di Lorenzo e Politano. Pronti a prendersi anche la Nazionale. Di Lorenzo lo ha confessato anche questa estate: «Se Mancini mi chiama io dirò di sì, non potrei mai rifiutare la Nazionale». Lo hanno sia Anguissa che Rrhamani in queste ultime settimane, magari anche per ragioni che non sono legate alla carta d’identità.
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C’è un vecchio gruppo d’acciaio che non ne vuol sapere di fare un passo indietro: quando, dopo Bologna c’è stato il faccia a faccia tra Conte e la squadra, ci sono stati Politano, Di Lorenzo e Lukaku a garantire la reazione al tecnico che aveva pronto il suo addio. I leader del gruppo d’acciaio sono pronti a prendere le proprie responsabilità: lo faranno anche con la Nazionale, ma c’è tempo. Adesso c’è il Bologna. E occorre mettere da parte gli imbarazzi di una macchina che è ancora in rodaggio per malanni della crescita o limiti mantenuti finora sottotraccia. Si sa, gli inizi, con Allegri, non sono mai lanciati, ma tutti sanno anche che senza gli occhi iniettati non si va lontano. 281 volte Politano nel Napoli, 309 presenze per il capitano. Oggi tocca a loro, prendere per mano gli azzurri in questa chiamata alla responsabilità di Max Allegri.