Studente sordo, la scuola raccoglie il suo appello: «La prof non cambierà»
A fine luglio aveva scoperto che la sua insegnante di sostegno lo avrebbe lasciato, per un altro incarico, proprio nel momento più importante del suo percorso scolastico: il quinto anno....
A fine luglio aveva scoperto che la sua insegnante di sostegno lo avrebbe lasciato, per un altro incarico, proprio nel momento più importante del suo percorso scolastico: il quinto anno. Quello del diploma. Jacopo Garofalo, 18 anni lo scorso 28 agosto, affetto da sordità, non si è però arreso e ha chiesto la continuità didattica inviando un appello via email a tutti gli organi competenti: al Provveditorato, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e persino al presidente Sergio Mattarella.
In quelle lettere Jacopo chiedeva aiuto: «Non separatemi dalla mia prof». In maniera molto articolata spiegava il perché di quella richiesta: non un semplice “capriccio” ma l’esigenza di proseguire il suo percorso scolastico con una docente che «comprende le mie esigenze e le difficoltà che vivo quotidianamente come studente sordo - ci spiega al telefono - In questi anni, grazie a lei, ho trovato stabilità, fiducia, sostegno e sicurezza». Poi la decisione di rendere mediatica la sua richiesta con una lunga e commovente lettera inviata a Il Mattino e pubblicata il 21 agosto scorso. Una lettera che ha scosso un po’ le coscienze.
Quando il 10 settembre è entrato in aula, all’Istituto informatico Antonio Serra di Napoli, era convinto di dover ricominciare tutto daccapo. Invece, la sorpresa. Inaspettata. Ad attenderlo c’era la sua insegnante, la prof Antonia Grande.