Disoccupati, lo strappo tra Fico e i deluchiani. La Regione: «Si va avanti»
Il Mattino

Disoccupati, lo strappo tra Fico e i deluchiani. La Regione: «Si va avanti»

Lunedì 14 settembre 2026
6 visualizzazioni

Nessuna marcia indietro: la delibera è pienamente operativa e l?assessore al ramo è già al lavoro nonostante le polemiche scatenate dall?ex governatore, il dem...

Nessuna marcia indietro: la delibera è pienamente operativa e l’assessore al ramo è già al lavoro nonostante le polemiche scatenate dall’ex governatore, il dem Vincenzo De Luca. In mezzo, però, la prima vera frattura politica all’interno della giunta regionale guidata da Roberto Fico. «Un precedente pericoloso», sussurra un assessore anche se Fico con i suoi si dice tranquillo e sereno.

APPROFONDIMENTI Fondi per i disoccupati, la giunta Fico si divide: «Scelta non condivisa»

Napoli, il presidente Mattarella in visita al Complesso Monumentale dei GirolaminiMorta Emma Bonino, Fico: «Protagonista centrale della politica». Manfredi: «Una vita per i diritti e la democrazia»

«Ci sono momenti di discussione come è normale che sia ma nessun problema all’orizzonte», filtra da palazzo Santa Lucia. Insomma se il sindaco dem di Salerno voleva scatenare un caso, un incidente, viene subito ridimensionato. La vicenda è quella della delibera regionale che finanzia con 8,3 milioni di euro percorsi formativi per una platea di quasi 1128 disoccupati di lunga durata. Delibera approvata all’unanimità il 3 settembre scorso dopo alcune correzioni chieste dall’assessore deluchiano Fulvio Bonavitacola che però, giovedì scorso, con una prassi inusuale, vuole mettere a verbale che non c’è più la «sua adesione» al provvedimento. E quindi non c’è più l’unanimità alla delibera. Questione assolutamente formale più che sostanziale: la delibera è già operativa.

Fondi per i disoccupati, la giunta Fico si divide: «Scelta non condivisa»

Lo scenario

Giovedì pomeriggio la giunta si riunisce come sempre per discutere ed approvare gli atti. Ma in apertura l’assessore alle Attività produttive e Sviluppo economico chiede di ritirare il suo ok, tra lo stupore dei suoi colleghi in giunta. «Non è un atto politico - premette Bonavitacola - ma una questione tecnica: il testo finale non risponde all’insieme delle modifiche richieste. E mi aspetto - puntualizza con i colleghi - che di questa vicenda non sia data visibilità all’esterno». Nessuno controbatte, limitandosi a prenderne atto. Governatore compreso. Anche se un assessore sussurra: «Vediamo domani alla solita diretta di De Luca...».

Che puntuale come ogni venerdì pomeriggio, anche se la delibera non è stata ancora pubblicata, inizia ad attaccare il suo predecessore proprio per questa vicenda. «In un Paese normale e civile dopo che il ministero ha verificato l’esistenza di irregolarità ed ha comunicato che non caccia più neanche un euro, si blocca tutto. Questa vicenda dovrebbe essere sottoposta anche alla Procura e alla Guardia di finanza», attacca De Luca che parla di «clima di opacità» e sottolinea come «l’assessore Bonavitacola ha revocato la firma alla delibera in attesa di chiarimenti». Insomma è proprio De Luca che da’ visibilità alla vicenda e mette benzina nel motore degli esponenti del centrodestra. Che, il giorno dopo, attaccano il governatore. Dal capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano passando per la parlamentare di Fi Annarita Patriarca sino al collega della Lega Gianpiero Zinzi. Con quest’ultimo che nota come «l’8 luglio scorso, a piazza del Gesù, proprio mentre il Campo largo celebrava a Napoli la propria partenza verso le politiche del 2027, i disoccupati organizzati contestavano duramente quella manifestazione chiedendo la ripresa di quei percorsi. Fico era lì e incontrò i manifestanti». Da qui la minaccia di portare tutta la vicenda sul tavolo dei magistrati per verificare eventuali irregolarità.

Fertilità, la proposta del Pd in Campania: «3mila euro per la crioconservazione degli ovociti»

La Regione

«Nessuna irregolarità: il percorso che ha portato alla delibera - dicono da palazzo Santa Lucia - è stato condiviso con il governo, il ministero del Lavoro, il Comune e la Città metropolitana». Perché il finanziamento è stato sì revocato l’8 luglio scorso ma il 6 agosto, lo stesso ministero, «ha richiesto alla Regione di valutare la possibilità di assicurare la prosecuzione delle finalità dell’intervento, eventualmente rivisto nelle modalità e nei tempi di attuazione, ovvero di individuare misure alternative di politica attiva e inclusione lavorativa rivolte alla medesima platea di beneficiari». Operazione possibile perché nessuna indennità di partecipazione (prevista con delibera regionale del gennaio scorso a valere sui fondi europei) risultava corrisposta ai destinatari coinvolti. E quindi, i fondi, potevano essere riprogrammati per la stessa platea di disoccupati. Mentre l’assessore regionale al Lavoro Angelica Saggese precisa come «la Regione farà fino in fondo la propria istruttoria, verificherà ogni posizione e garantirà che l’intervento sia realizzato secondo criteri di legalità, trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche». Rimane però il nodo politico: un esponente della giunta si muove con un’altra rotta, innescando uno scontro. E qualcuno ora a Santa Lucia fiuta il pericolo che possa ripetersi nei prossimi mesi. Innescando reazioni sull’asse dei rapporti Pd-M5s.

Condividi questo articolo