Massimo Pepe, intervista al presidente della commissione urbanistica: «Nessun freno al turismo ma il boom va governato»
Il Mattino

Massimo Pepe, intervista al presidente della commissione urbanistica: «Nessun freno al turismo ma il boom va governato»

Lunedì 14 settembre 2026
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Massimo Pepe - consigliere comunale del gruppo ?Azzurri, Noi sud, Napoli Viva? e presidente della Commissione urbanistica - tra oggi e domani il Consiglio comunale dovrebbe approvare...

Massimo Pepe - consigliere comunale del gruppo “Azzurri, Noi sud, Napoli Viva” e presidente della Commissione urbanistica - tra oggi e domani il Consiglio comunale dovrebbe approvare la Variante urbanistica di salvaguardia della “residenzialità” nel centro storico. Nella sostanza il 70% degli immobili deve essere a uso abitativo e il 30 per fini turistici come B&B e case vacanze: come e perché nasce questo atto?

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«La Variante nasce da un’esigenza molto semplice: Napoli vuole continuare a essere una grande città turistica, ma senza rischiare di perdere la sua funzione di città abitata, ovvero la cosiddetta “mixite sociale”».

Vale a dire?

«Il centro storico deve essere attrattivo per chi viene a visitarlo, ma deve rimanere innanzitutto un luogo in cui le persone possano vivere, abitare e costruire la propria quotidianità. L’obiettivo non è fermare il turismo né penalizzare chi lavora nell’ospitalità, ma trovare un equilibrio: più turismo di qualità, in questo senso anche la lotta al sommerso fatta dall’assessorato al turismo, senza svuotare il centro dei suoi residenti. In altre parole, vogliamo un centro storico vivo, non semplicemente visitato; un centro che possa accogliere milioni di turisti, ma che continui ad avere famiglie, giovani, attività, servizi e comunità. È una scelta di programmazione: governare la crescita turistica anziché subirla, tutelando contemporaneamente l’economia della città e il diritto a viverla».

I proprietari che vogliono affittare il proprio appartamento ai turisti si sentono penalizzati da questo stop ai cambi di destinazioni d’uso, come stanno le cose?

«No. L’obiettivo non è penalizzare la proprietà privata né il settore turistico. L’obiettivo è governare una trasformazione che, se lasciata senza regole, rischia di modificare profondamente la funzione abitativa del centro storico. Vogliamo che chi investe a Napoli possa continuare a farlo, ma dentro un equilibrio che consenta anche ai residenti di continuare a vivere nel cuore della città. È questo lo “Spirito di Napoli” patrimonio immateriale dell’Unesco».

Il dubbio resta: siete contro gli affitti brevi? A Barcellona si sta facendo una crociata per fermare l’overtourism.

«Assolutamente no. Napoli è una città turistica e il turismo rappresenta una grande opportunità economica. La questione è un’altra: non dobbiamo scegliere tra turismo e residenti. Dobbiamo fare in modo che possano convivere. La Variante va esattamente in questa direzione: governare il fenomeno, invece di subirlo.

Chi vive di turismo invece teme una frenata alla crescita del settore...

«Io penso esattamente il contrario. Una città turistica è forte quando è anche una città viva. Se il centro storico diventasse progressivamente solo un luogo dove soggiornare e visitare, perdendo residenti, negozi di prossimità, servizi e comunità, alla lunga perderemmo proprio quella autenticità che rende Napoli attrattiva. La nostra idea è passare da una crescita quantitativa a una crescita più equilibrata e sostenibile».

Perché il provvedimento è tarato, per ora, sul centro storico?

«Perché il centro storico è il cuore identitario di Napoli, ma è anche la parte della città che ha subito più fortemente la pressione della crescita turistica. Qui dobbiamo avere una particolare attenzione: tutelare il patrimonio storico, sostenere l’economia turistica e contemporaneamente garantire una presenza stabile dei residenti. La sfida è fare in modo che il centro storico non sia soltanto un patrimonio da visitare, ma un patrimonio da vivere».

Qual è, quindi, la vostra idea di centro storico?

«Un centro storico aperto al mondo, ma non svuotato dei napoletani. Un luogo dove il turista è benvenuto, dove le imprese possono crescere e dove, allo stesso tempo, una famiglia può continuare ad abitare, un giovane può trovare casa e un’attività di quartiere per continuare a lavorare. Vogliamo un Centro Storico vivo. Napoli non deve scegliere tra essere una grande città turistica e continuare a essere una città abitata. La vera sfida della Variante è proprio questa: fare in modo che il turismo sia una ricchezza per chi visita Napoli, ma anche per chi Napoli la vive ogni giorno».

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