Strage di Paupisi, la perizia su Salvatore Ocone: «Era capace di intendere e di volere»
Il Mattino

Strage di Paupisi, la perizia su Salvatore Ocone: «Era capace di intendere e di volere»

Lunedì 14 settembre 2026
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Salvatore Ocone è in grado di stare coscientemente in giudizio. È quanto stabilisce la perizia psichiatrica depositata in tribunale a Benevento in vista della prossima udienza, in...

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Salvatore Ocone è in grado di stare coscientemente in giudizio. È quanto stabilisce la perizia psichiatrica depositata in tribunale a Benevento in vista della prossima udienza, in programma dopodomani, del processo a carico dell'uomo accusato della strage familiare di Paupisi: il 30 settembre scorso uccise a colpi di pietra sua moglie Elisa e suo figlio 15enne Cosimo mentre la figlia adolescente, Antonia, ridotta in fin di vita, riuscì a sopravvivere.

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Ocone era poi fuggito dal paese campano portando sulla sua auto i due figli ed era stato catturato alcune ore più tardi nelle campagne attorno a Campobasso. La perizia disposta dai giudici è stata effettuata da Vincenzo Scarallo, dirigente medico e psichiatra del Cotugno di Napoli. Nella relazione finale, di meno di 40 pagine, l'esperto ha tracciato la personalità di Ocone, accompagnata da deliri, allucinazioni e alterazione del senso della realtà.

Durante i colloqui avvenuti nel carcere di Capodimonte, l'omicida ha spiegato di aver ucciso la moglie perché la riteneva «posseduta dal demonio».

Strage di Paupisi: «Ocone sarà sottoposto a perizia psichiatrica»

Ma al termine del test, lo psichiatra è giunto ad una conclusione che potrebbe portare il 59enne di Paupisi all'ergastolo. Il perito incaricato dal presidente della Corte di Assise di Benevento, Sergio Pezza, ha rilevato che nell'imputato appaiono conservati i principali parametri funzionali: in sostanza, conclude Scarallo, Ocone all'epoca dei fatti era capace di intendere e volere. Nell'udienza di dopodomani lo psichiatra sarà sentito dai giudici, mentre il 30 settembre è fissata la discussione finale di accusa e difesa e la sentenza. E' lo stesso giorno nel quale, un anno fa, l'uomo ha compiuto la strage familiare. 

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