San Gregorio Armeno, botteghe in sciopero: tradizioni da tutelare
Il Mattino

San Gregorio Armeno, botteghe in sciopero: tradizioni da tutelare

Martedì 15 settembre 2026
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«San Gregorio Armeno non si tocca». C?era scritto così sui cartelli affissi ieri sulle botteghe degli artigiani della storica via dei presepi, che hanno deciso di...

«San Gregorio Armeno non si tocca». C’era scritto così sui cartelli affissi ieri sulle botteghe degli artigiani della storica via dei presepi, che hanno deciso di abbassare le serrande fino alle 14. «Non vogliamo bloccare il cambiamento ma difendere la nostra storia e salvare l’identità di Napoli». A scendere in campo per scongiurare il rischio dell’apertura di nuovi esercizi commerciali che andrebbero a sradicare la tradizione i 40 componenti dell’Associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno.

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Le istanze

Un gruppo di crocieristi guarda con gli occhi sbarrati le serrande abbassate di quelle botteghe legate a una tradizione nota in tutto il mondo. «Purtroppo ci sono rimasti male – commenta la guida che li accompagna – perché questa tappa era inserita nel loro tour». Ma il giorno della serrata di San Gregorio Armeno è un atto simbolico per far sentire la propria voce, come spiegano gli organizzatori. «La nostra è una denuncia per dire alla cittadinanza e al Comune che anche qui stanno arrivando imprenditori che non hanno nulla a che vedere con l’arte presepiale napoletana - dice Gabriele Casillo, portavoce dell’associazione - il rischio concreto è visibile già in via Chiaia e via Duomo dove esistono attività che non rappresentano la storicità dell’artigianato partenopeo. Fin quando investono in altre zone, che ben venga, ma San Gregorio è il simbolo del presepe in tutto il mondo».

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A riaccendere il dibattito tra gli operatori è anche il caso di un’attività della strada interessata da un contratto di affitto di ramo d’azienda a favore di un nuovo operatore commerciale, con una proposta merceologica e una tradizione diversa dall’artigianato presepiale: «Tra le nostre proposte alle istituzioni anche una delibera per vincolare la cessione del ramo d’azienda che si può cedere a un altro artigiano dei presepi e non a chiunque - afferma Vincenzo Capuano, presidente dell’associazione e artigiano alla quinta generazione - a breve depositeremo una richiesta per avere il riconoscimento del patrimonio Unesco; inoltre avvieremo una scuola di arte presepiale per tramandare ai ragazzi a rischio la nostra tradizione».

Il municipio

«La maggiore tutela a San Gregorio Armeno l’ha data la giunta Manfredi», fa sapere l’assessore comunale al turismo e alle attività produttive Teresa Armato, che in merito al rischio paventato dai pastorai di nuovi imprenditori pronti a investire nella zona aggiunge: «Finora non ci è pervenuta nessuna richiesta di Scia né di altre autorizzazioni». «San Gregorio rappresenta un patrimonio unico al mondo, simbolo identitario e culturale della nostra città – continua – proprio per difenderne l'essenza da fenomeni di omologazione e speculazione commerciale, il Comune ha approvato nel luglio 2023 una delibera che vietava l'apertura di attività food & beverage nel centro storico e a San Gregorio qualsiasi nuova apertura che non fosse legata all'artigianato tipico».

«È una giusta protesta quelle delle associazioni presepiali, la nostra storia presepiale va difesa, protetta, garantita e sostenuta per la sua unicità», dichiara il portavoce Mario D’Esposito. «Esprimo piena solidarietà agli artigiani di San Gregorio» commenta Luigi Rispoli, vicepresidente coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. «Mi domando se la protesta sia contro chi dovrebbe aprire nella zona o contro il prodotto? Perché il 50 per cento in quella via vende merce proveniente da altri Paesi», tuona Armando Simeone, consigliere della IV Municipalità.

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