La mummia di Macrina, serve una teca speciale
Il Mattino

La mummia di Macrina, serve una teca speciale

Martedì 15 settembre 2026
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A due mesi e mezzo dall’annuncio del ritrovamento presso l’Oratorio dell’Immacolata di San Nicola di Prata di Principato Ultra della salma mummificata di Maria Macrina Grillo, appartenente ad una nobile ed influente famiglia del luogo, i discendenti attendono di conoscere quale sarà il prossimo iter ed il destino di questo spettacolare ritrovamento. La donna, morta il 22 aprile del 1843, è stata scoperta in occasione di lavori portati avanti dalla Diocesi di Avellino, utilizzando fondi Pnrr.

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Dopo il ritrovamento avvenuto tra lo scorso mese di febbraio e marzo, è intervenuta la Soprintendenza Abap per la province di Salerno ed Avellino. Da lì un team di esperti ha lavorato al fine di disporre interventi necessari, con l’intervento dell’Eurac Research – Institute for Mummy. La scoperta, eccezionale per lo stato di conservazione del corpo, ha messo in moto una macchina burocratica impegnativa, che ha reso pubblica la scoperta lo scorso giugno. Per permettere il prosieguo dei lavori nella Chiesa dell’Immacolata, il corpo è stata portata in un primo momento al Palazzo Vescovile, per poi essere custodita oggi al Polo Giovani.

«La salma è ora contenuta all’interno di un teca, nella quale hanno creato un microclima adatto a lei, simile a quello precedentemente creato nella Chiesta dov’era stata trovata» fa sapere la professoressa Maria Rosaria Grillo, una delle discendenti della nobildonna, che aggiunge: «Per il momento è ospitata in questa struttura del Polo Giovani, dove dovrebbe essere creato un museo, in attesa di ritornare dov’era».

Almeno questa era l’idea di partenza, perché ad oggi i discendenti sono in attesa di conoscere quale sarà il destino della loro antenata. Ed è la stessa professoressa di Grillo a manifestare qualche dubbio sulla situazione. «Tra fine febbraio ed inizio marzo è avvenuto il rinvenimento. Che in quella chiesa ci fossero dei nostri antenati lo sapevamo, ma non ci saremmo mai aspettati una cosa simile. Sono stata messa a conoscenza della scoperta a metà di aprile, la comunicazione ufficiale è avvenuta il 30 giugno. Ci avevano parlato di una conferenza stampa nella quale sarebbe stato spiegato tutto, ma sono passati due mesi, ora siamo a metà settembre e le cose mi sembra stiano nicchiando parecchio. Non sappiamo quale sarà il destino di questo ritrovamento, per cui sono state compiute anche delle ricerche importanti».

Uno dei punti di domanda riguarda anche la teca, perché per poter essere stabilizzata nel luogo dove l’hanno trovata, la mummia andrebbe posta in un’altra teca più adatta, che ovviamente ha un suo costo. «Si parlerebbe di 100 mila euro, somma che, a quanto pare, sarebbe difficile da reperire – spiega la professoressa Grillo, che aggiunge –. Ad oggi ci poniamo questa domanda: quale sarà il seguito di questo ritrovamento ? La situazione ai nostri occhi appare nebulosa». Il timore dei discendenti della famiglia di Maria Macrina Grillo è che dopo 183 anni la salma mummificata possa venire nuovamente richiusa.

«Delle spese sono state sostenute dalla Diocesi, per questo sarebbe opportuno che non venisse più nascosta ma resa visibile». Oggi nell’area museale del Polo Giovani la teca non è accessibile a tutti e non è possibile scattare foto. «Ci auguriamo che qualora non possa essere riportata nel luogo d’origine, dandole la giusta visibilità, si potesse creare una posizione dove poter essere vista, magari continuando a studiare questo fenomeno». L’obiettivo della famiglia di Maria Macrina Grillo sarebbe quello di rendere visitabile il luogo dove sono esposte le spoglie mummificate della loro parente.

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