Torre del Greco, il poliziotto Aniello Scarpati morto in un incidente: automobilista condannato a 10 anni di reclusione
Il gip del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) ha condannato a 10 anni di reclusione Tommaso Severino, reo confesso di aver causato l'incidente stradale a seguito del quale aveva perso la...
Il gip del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) ha condannato a 10 anni di reclusione Tommaso Severino, reo confesso di aver causato l'incidente stradale a seguito del quale aveva perso la vita l'assistente capo della Polizia di Stato Aniello Scarpati e aveva riportato lesioni gravissime l'agente scelto Ciro Cozzolino. La condanna è arrivata all'esito del processo celebrato con rito abbreviato dinanzi al giudice Maria Concetta Criscuolo. Severino era imputato dei reati di omicidio stradale aggravato dalla fuga, lesioni stradali e omissione di soccorso. L'incidente avvenne nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2025 a Torre del Greco.
APPROFONDIMENTIIl pm aveva chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per i reati di omicidio stradale e lesioni stradali e di un anno e 4 mesi per il reato di omissione di soccorso.
Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti e avallata dalla sentenza di condanna, l'imputato avrebbe tenuto una condotta caratterizzata da un «livello di colpa elevatissima», essendosi messo alla guida dell'autovettura investitrice sotto l'influenza dell'alcol e della cocaina, essendo risultato positivo alla cocaina e avendo un tasso alcolemico superiore ai livelli consentiti, e avendo viaggiato a velocità elevatissima, nonostante alcuni dei passeggeri lo avessero più volte invitato a moderare la velocità. Severino, inoltre, una volta verificatosi l'incidente, dopo aver acceso ed aver fumato una sigaretta sul posto, si era allontanato senza prestare soccorso né agli agenti investiti, né agli altri passeggeri dell'auto, tra cui tre ragazze minorenni. L'imputato, che era stato arrestato nella quasi flagranza di reato il giorno dopo e nei confronti del quale il 5 novembre 2025 aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, attualmente è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.