Famiglia nel bosco, le aggressioni dei bambini a educatrici e compagni: «Quando c'è la mamma spaccano tutto»
Un?escalation di scontri e crisi d?ira. Di Catherine, innanzitutto, e poi dei suoi tre bambini. Alla fine la casa famiglia, che da novembre ospita la mamma e i tre figli, ha dichiarato...
Un’escalation di scontri e crisi d’ira. Di Catherine, innanzitutto, e poi dei suoi tre bambini. Alla fine la casa famiglia, che da novembre ospita la mamma e i tre figli, ha dichiarato la “resa”. Ossia «l’impossibilità di provvedere efficacemente, non solo all’attuazione degli interventi programmati dalla tutrice e condivisi dal Tribunale dei minori, ma anche all’incolumità dei minori e alla serenità degli altri ospiti, le cui esigenze rischiano evidentemente di esser sacrificate dall’entità del problemi e delle difficoltà derivanti dalla condotta della famiglia Trevallion Birmingham». Così la struttura ha chiesto, anche se ieri lo ha smentito, di allontanare Catherine e i suoi figli e assistenti sociali ed educatori hanno suggerito che, altrove, i bambini non fossero in compagnia della mamma che, secondo le relazioni, ne ostacola l’istruzione, l’inserimento e la socialità. Perché se nel primo periodo, secondo le valutazioni, i bambini avevano mostrato una «generale reazione positiva al nuovo contesto», con entusiasmo e dopo un mese avevano accettato regole e orari, giocando con i coetanei serenamente, le cose sono cambiate nell’ultimo periodo, fino a degenerare. E poco importa che, viste le difficoltà dei piccoli ad addormentarsi senza la mamma, a Catherine sia stato concesso di trascorrere tutta la giornata con i piccoli e di dormire con loro. Non è bastato. Così mentre il papà, secondo le relazioni, continua ad avere un «atteggiamento collaborativo», Catherine «non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa». La madre si rifiuta anche di lasciarli soli in classe, pretende di stabilire se possano lavorare con la maestra o no, «perché stanchi» influenzando i piccoli.
IL CIBO
Nell’ultimo mese la situazione è peggiorata «La madre - si legge - ha accentuato la propria opposizione agli orari imposti ai figli, lamentando che non possono cenare alle 17,30 e che devono aspettare le 19, esplicitando il suo dispiacere che anche gli altri minori devono subire questi orari tardivi e dormire poco. Per lei sono cambiamenti che i figli non possono più sopportare, sono stressati, traumatizzati e non sempre interviene per evitare che i figli continuino a essere fuori controllo».
IL PERICOLO
«Nell’ultima settimana - si legge nell’ordinanza - si sono verificate nuovamente delle criticità nel contenere i comportamenti dei bambini, che hanno cercato in tutti i modi di far del male alle due educatrici presenti, accusandole di essere delle “cattive persone”, definizione che spesso utilizza la madre davanti ai bambini. Con tale intento hanno rotto delle persiane per crearsi dei bastoni da lanciare, rischiando di farsi male e di colpire anche una bambina di pochi mesi, ospite con la madre, e creando dei piccoli tagli sotto il mento e nel palmo di una mano di un’educatrice. Catherine non è intervenuta per fermare o richiamare i figli, ma ha riferito che il loro atteggiamento è sola colpa nostra e si è allontanata. Il tutto sempre davanti ai figli». Si legge nel provvedimento: «Si sono moltiplicati i tentativi dei minori di accedere autonomamente ai piani superiori della struttura, dove sono ubicati l’ufficio della responsabile, lo spazio neutro per gli incontri protetti, la stanza studio e l’appartamento assegnato alla madre. Considerato il rischio concreto per la sicurezza dei bambini (scale, finestre, locali non supervisionati) si è reso necessario chiudere la porta di accesso alla scalinata dal lato del piano terra, mediante sistema con chiave in dotazione esclusiva alle educatrici».
E i giudici sottolineano: «Gli scatti d’ira di Catherine, oppositiva alle indicazioni del personale, utilizza modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici, spesso alla presenza dei figli e degli altri minori, i quali hanno verbalizzato disagio e tensione» E ancora: «Ignora totalmente i ruoli e le figure professionali, decidendo e attuando in maniera del tutto autonoma e contraria alle direttive, spiegate più volte, rispetto alle sue modalità di collocamento».
I GIORNALI
Un capitolo a parte dell’ordinanza all’esposizione mediatica dei bambini e al ruolo deleterio e contrario a tutte le regole deontologiche dei giornalisti, che stazionano davanti alla struttura. I giudici hanno accusato i genitori di avere utilizzato i media. Ma, inspiegabilmente, ritengono di poca importanza un episodio denunciato da Nathan e Catherine che attraverso i loro legali, avevano stigmatizzato il comportamento della casa famiglia, che aveva consentito alla troupe di una trasmissione televisiva di entrare nella struttura e riprendere le stanze dove la donna viveva con i bambini.