Montesarchio, bimbo di un anno morto al Santobono: «Stretti intorno alla famiglia»
Il Mattino

Montesarchio, bimbo di un anno morto al Santobono: «Stretti intorno alla famiglia»

Sabato 7 marzo 2026
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Non ce l'ha fatta Raffaele, il bimbo di Montesarchio ricoverato all'ospedale Santobono di Napoli in seguito a un arresto cardiocircolatorio. All'alba di ieri, il piccolo di appena un...

Non ce l'ha fatta Raffaele, il bimbo di Montesarchio ricoverato all'ospedale Santobono di Napoli in seguito a un arresto cardiocircolatorio. All'alba di ieri, il piccolo di appena un anno è morto nella struttura partenopea in cui era stato trasferito in elisoccorso dal Rummo, dove era arrivato dopo la mezzanotte di mercoledì già in arresto cardiaco. Si è trattato di un soffocamento "ab ingestis", vale a dire causato da materiale alimentare, probabilmente da reflusso, che ha imboccato la trachea, invece dell'esofago, ostruendo i bronchi e provocando una crisi respiratoria, sfociata poi in un conseguente arresto cardiocircolatorio.

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Il dramma

Nell'immediato, i genitori hanno allertato il 118, che ha inviato subito l'ambulanza di Airola sul luogo con a bordo il medico e i sanitari, i quali hanno eseguito il massaggio cardiaco e la ventilazione per poi partire a gran velocità alla volta del Pronto soccorso del Rummo. Qui, ad attenderli, c'era il rianimatore, che ha effettuato la broncoscopia e ha estratto il corpo estraneo, riuscendo a rimettere in moto il cuoricino del bimbo che aveva ricominciato a battere.

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A questo punto, i medici dell'ospedale cittadino hanno ritenuto opportuno predisporre il suo trasferimento in eliambulanza nella struttura pediatrica partenopea, nell'ottica di assicurargli cure migliori. La prognosi dipende essenzialmente dall'età del paziente, dalla gravità dell'ostruzione e dalla rapidità dei soccorsi che, in questo caso, sono stati pressoché immediati ma non sono stati sufficienti a rendere salva la vita al piccino.

Se il piccolo fosse stato cosciente, gli stessi genitori avrebbero potuto tentare subito la manovra di Heimlich che consiste nell'abbracciare il suo corpo da dietro e compiere pressioni energiche nella zona addominale, tra l'ombelico e lo sterno, dal basso verso l'alto per indurlo a espellere il corpo estraneo. Ma la situazione era molto più complessa e, infatti, con molta probabilità, nonostante il rianimatore sia riuscito a rimuovere l'ostruzione e a far ripartire il suo piccolo cuore, i danni erano già tali da non consentire una ripresa duratura nel tempo. In caso di un'ostruzione grave delle vie aeree, la morte può sopraggiungere per anossia, vale a dire per totale mancanza di ossigeno, anche se il cuore riprende a battere perché il cervello subisce danni irreversibili nell'arco di una manciata di minuti.

L'ostruzione impedisce l'ossigenazione del sangue, causando l'arresto respiratorio, la perdita di coscienza e la morte cerebrale. In questi casi, il cuore può continuare a battere per un breve periodo dopo l'interruzione della respirazione ma senza l'ossigeno fornito dal sangue, i tessuti cerebrali muoiono rapidamente.

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Non un episodio di malasanità, né una distrazione imperdonabile e fatale, alla base della morte del bimbo che, purtroppo, a causa di una fatalità del tutto imprevedibile, è stato strappato all'affetto della sua famiglia. Fino all'ultimo si è sperato che Raffaele potesse sopravvivere perché gli interventi dei genitori, dei sanitari del 118 e dei medici del Rummo sono stati quanto mai tempestivi ma non sufficienti a farlo respirare nell'immediato perché il piccolo non era cosciente.

Il dolore

Una comunità sotto shock si è unita al sindaco di Montesarchio Carmelo Sandomenico e all'amministrazione comunale, che hanno espresso profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bimbo. «In questo momento di immenso dolore - scrivono gli amministratori in una nota - ci stringiamo con sincera partecipazione intorno alla famiglia di Raffaele, condividendone il lutto e la sofferenza. Abbiamo rinviato a data da destinarsi il concerto "Frauenliebe und leben", previsto nelle prossime ore».

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