Napoli, palpeggia bimbo di tre anni. Scatta l?allarme dei genitori: netturbino finisce in cella
L?orrore serpeggia tra gli scaffali dei libri. Sembrava un venerdì sera come tanti al centro commerciale La Birreria di Miano. Famiglie che curiosavano tra i negozi, bambini che...
L’orrore serpeggia tra gli scaffali dei libri. Sembrava un venerdì sera come tanti al centro commerciale La Birreria di Miano. Famiglie che curiosavano tra i negozi, bambini che correvano tra le corsie e l’aria frizzante del week end appena iniziato. Ma intorno alle 19, quando mancava quasi un’ora alla chiusura dei negozi, la tranquillità è stata squarciata da un attimo di terrore che chi ha assistito alla scena difficilmente potrà dimenticare. Un bimbo di appena tre anni, che in quel momento era in compagnia dei genitori, stava esplorando la libreria del centro commerciale.
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Tra un libro e l’altro, con la naturale curiosità dei piccoli, si è allontanato di qualche passo. Poco è bastato per ritrovarsi, suo malgrado, a fare i conti con un’esperienza terribile. Seduto su uno sgabello in fondo al negozio c’era un uomo di mezza età, vestito con una tuta da operatore della nettezza urbana. La sua presenza, apparentemente innocua, nascondeva un pericolo tremendo. Il piccolo, forse incuriosito dai colori sgargianti della divisa dell’Asìa, si è avvicinato e, con innocenza, ha spiegato all’uomo di essere «venuto per vedere i libri». Confondendo il genere del piccolo, il presunto operatore ecologico avrebbe quindi risposto: «Sei venuta, vorrai dire». Alla precisazione che si trattava di un maschietto, è scattato l’atto criminale. L’uomo ha allungato la mano e ha toccato le parti intime del bimbo.
L’urlo della madre
La madre, testimone dell’intera scena, ha urlato immediatamente, cercando di proteggere il figlio. Il padre del bambino è intervenuto, affrontando l’aggressore, che aveva l’alito intriso di vino. Ne è scaturito un breve e concitato confronto, prima che il presunto “orco” si allontanasse, lasciando dietro di sé un bambino terrorizzato e traumatizzato. Una volta a casa, il piccolo ha confidato ai genitori: «Non voglio più andare al centro commerciale, quell’uomo mi ha toccato». La scena non è comunque passata inosservata. Al gesto e alla successiva discussione hanno infatti assistito decine di clienti e alcuni di loro hanno subito richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I carabinieri della compagnia Stella sono arrivati nel giro di pochi minuti e, supportati dal personale della vigilanza, hanno passato al setaccio il centro commerciale di piazza Madonna dell’Arco alla ricerca del sospettato. La caccia all’uomo è stata immediata. Non è passato molto tempo prima che fosse individuato, ancora all’interno della galleria. Camminava con due bambine, di due e sette anni, rivelatesi poi essere una nipote e la figlia di un’amica, che teneva per mano come se, poco prima, non fosse successo nulla di particolare. Le grane, però, erano tutt’altro che finite.
La colluttazione
Quando i militari dell’Arma l’hanno fermato, l’uomo ha reagito con violenza, scatenando una colluttazione che ha richiesto tutta la loro forza e professionalità per poterlo bloccare. Solo così l’incubo ha trovato una prima, temporanea conclusione. A finire in manette è stato un 47enne di Secondigliano, già noto agli archivi delle forze dell’ordine e, a dispetto della tuta indossata, senza alcun legame con l’azienda di igiene urbana. Per lui si sono intanto spalancate le porte del carcere di Poggioreale e dovrà rispondere delle accuse di violenza sessuale, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
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Le due bimbe che si trovavano insieme a lui sono state invece immediatamente affidate alle madri, anche loro presenti nel centro commerciale “La Birreria”. I servizi sociali sono stati allertati, ma dai primissimi accertamenti effettuati dai carabinieri non sarebbero emersi altri comportamenti sospetti a carico dell'“orco”. L’allarme resta comunque alto. Intanto, mentre l’uomo resta in carcere e le indagini proseguono, il ricordo di quei minuti drammatici è ancora vivido. Una famiglia segnata, un bimbo terrorizzato e un centro commerciale, non nuovo tra l’altro a gravi episodi di cronaca, che prova a tornare alla normalità.