Referendum, Forza Italia: «Diciamo Sì alla legge Nordio sarà una rivoluzione liberale»
Il Mattino

Referendum, Forza Italia: «Diciamo Sì alla legge Nordio sarà una rivoluzione liberale»

Domenica 8 marzo 2026
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«È una rivoluzione liberale. Una riforma essenziale, di civiltà, di garanzia. Direi da “elementare, Watson”. L’arbitro non deve essere parente delle parti, specie di chi accusa». Dopo qualche piccolo problema di collegamento audio e di organizzazione degli spazi visti i tanti presenti, l’intervento in video collegamento del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto accende la platea di Forza Italia riunita in un albergo a Chiaia per un convegno a sostegno del «sì» al referendum. Uno dei tanti appuntamenti che gli azzurri, con la segreteria cittadina guidata da Iris Savastano e il responsabile campano per il referendum Gianfranco Librandi, stanno organizzando in città per sostenere la modifica costituzionale: «Dalla prossima settimana saranno presenti in città alcuni desk informativi per incontrare i cittadini e spiegare le ragioni del sì», annuncia Savastano. «Dobbiamo eliminare il rischio che gli italiani vadano in prigione ingiustamente», dice Librandi. «La parità e l’equidistanza rispetto al giudice è una scelta di buon senso e trova origine dalla modifica del codice Vassalli», spiega l’avvocato Giuseppe De Gregorio, responsabile regionale Giustizia degli azzurri, aprendo la giornata, moderata dal direttore di Panorama Maurizio Belpietro.

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L'affondo

È stato l’intervento di Sisto, però, a catturare le maggiori attenzioni. «Attacco alla Costituzione? Noi stiamo seguendo il dettato Costituzionale. L’articolo 111 della Carta, che i nostri avversari politici non vogliono sentire, dice che il giusto processo si ha «nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale. Terzo significa diverso, imparziale, non parente stretto del pm». Un legame che secondo Sisto incide soprattutto nella fase delle indagini preliminari. E snocciola i numeri: «Sulle intercettazioni i Gip dicono sì ai pm nel 94% dei casi. Per la convalida dei decreti di urgenza siamo al 95%. Per la proroga delle intercettazioni i sì sono al 99%. Per i decreti di proroga urgente 100%. È inaccettabile che in una fase così delicata vi sia una percentuale di accoglimento delle richieste del pubblico ministero praticamente totale». Uno dei temi più discussi della modifica costituzionale è il sorteggio per i membri del Csm. E qui Sisto è stato più netto: «Il sorteggio è un salvavita essenziale per spezzare il legame tra un’associazione privata, l’associazione nazionale magistrati, ed un organo di natura costituzionale, il Csm. Il giudice deve essere promosso perché è bravo, non perché è correntizio. È una rivoluzione epocale che restituisce trasparenza al Csm».

Il convegno

Nel corso dell’appuntamento c’è stato un interessante e, a suo modo curioso, dibattito: un magistrato per il sì, il sostituto procuratore della Dda presso la Procura di Napoli Giuseppe Visone, e un avvocato per il no, Antonello Grassi. In platea anche l’avvocato e consigliere comunale di Fi Gennaro Demetrio Paipais: «La divisione del Csm e il sorteggio, lungi dall’indebolire l’organo costituzionale, mirano a garantire che le decisioni sulla carriera dei magistrati siano affidate a un organo realmente imparziale, guidato da logiche di meritocrazia e non più correntizie». Appuntamento degli azzurri anche nel Salernitano con il deputato e sottosegretario a Mit Tullio Ferrante: «Con la riforma avremo finalmente una giustizia giusta, superando le distorsioni del sistema e rafforzando le tutele a favore dei cittadini».

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