Napoli, Galleria Umberto I, giovani in bici o sullo skate: «E di notte si gioca a pallone»
Stamattina il consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura, Luigi Carbone, invierà una richiesta di «chiarimenti» all?amministrazione sui ritardi per...
Stamattina il consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura, Luigi Carbone, invierà una richiesta di «chiarimenti» all’amministrazione sui ritardi per l’inizio dei lavori di installazione dei 4 cancelli che dovrebbero proteggere di notte, dalle 22 circa, la Galleria Umberto, lasciando aperto il solo varco di via Toledo. L’operazione è stata più volte annunciata, ma di fatto non si è mosso nulla. Tanto che i commercianti definiscono i varchi «un sogno».
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Già perché la giunta Manfredi ha portato avanti importanti risultati sulla Umberto I, come la fine dei lavori per la pavimentazione, però, senza cancelli e senza vigilanza che seguirà l’installazione dei varchi (prevista dal protocollo per il rilancio arrivato nel 2022 dopo una lunga campagna di stampa di questo giornale), la Galleria appena rinnovata non è più nuova. Qualche tassello mancante nei mosaici si avvista già. «Skateboard, rider, motorini, partite di calcio e ragazzini incivili» stanno già producendo i primi danni. Scritte nuovissime hanno già rovinato gli stucchi.
Il dormitorio
La delicata questione degli homeless, inoltre, «non è stata risolta. Letti di fortuna un po’ dappertutto, anche in pieno giorno. Su due edifici svettano poi le retine di contenimento, che servono a proteggere dai crolli. Migliaia di turisti scattano selfie nel monumento del risanamento della città. Le gomme da masticare sono decine sui mosaici che già presentano diversi tasselli mancanti. Non è come Milano. In tutti i sensi. Anche perché i pavimenti appena rifatti sono a rischio. A spiegarlo Fabiana Barbaro, della storica famiglia di commercianti di abbigliamento della Umberto I. E lo ribadiscono i negozianti. «La sera c’è buio e puzza – spiega Barbara Di Genua, che ha una bottega dal lato di Santa Brigida – Vediamo di continuo biciclette e motorini elettrici che sfrecciano». Proprio il lato di Santa Brigida, il più vicino a Starbucks e Mondadori, è tra quelli messi peggio. Le scritte si stanno moltiplicando molto rapidamente sugli stucchi rimessi a nuovo.
La vigilanza
Il tema è che la vigilanza privata, che consentirebbe un controllo efficace della Galleria nelle ore notturne, verrà installata solo dopo l’altra installazione, quella dei cancelli (ne sono previsti uno su Santa Brigida, uno su via Verdi e due più piccoli dal lato dell’Angiporto). Ma proprio i cancelli restano una sorta di Godot per gli stessi negozianti. Gennaro Capasso, direttore di Kekkafè, spiega: «Non è cambiato niente. Gli homeless sono sempre qui, e ci sono motorini elettrici che passano di sovente. Scomparsi anche i vigili». Va ricordato che la concessione dell’occupazione suolo per i tavolini non è stata concessa alle importanti attività commerciali che hanno aperto negli ultimi anni. Al contrario, i tavolini del Mc Donald’s e di altri bar aperti in precedenza sono una vera e propria distesa. Va sottolineato, allo stesso tempo, che la Umberto I è un monumento di natura ibrida. Se alla Vittorio Emanuele di Milano gli spazi sono tutti pubblici, a Napoli i locali commerciali e gli spazi interni alla Galleria sono privati.
Il suolo
Palazzo San Giacomo, in sostanza, è proprietario del suolo, e al contrario di Milano non percepisce nulla dagli affitti dei negozi. Quanto ai privati, al civico 50 campeggiano retine di contenimento e cornicioni malmessi. Retine verdi anche dal lato di via Toledo, dove i lavori sono finiti da poco. Del resto, le retine coprono anche il prestigioso Palazzo Zevallos. Via Toledo è un cantiere in fieri per il restauro della pavimentazione. Fuori dall’area di cantiere, la pavimentazione è talmente sconnessa che il passeggio è quasi una via crucis.
Torniamo però in Galleria. E trasferiamoci dal lato San Carlo. L’installazione dei cancelli era soggetta all’approvazione del bilancio, ormai passata. E si sarebbe iniziato proprio dai due varchi più piccoli, quelli tra il porticato di fronte al lirico e piazzetta Serao. Qui il degrado è massimo e imperano simboli fallici alle pareti, tende di homeless e pavimentazione devastata. Enzo Manfregola è un dipendente di Funè: «Di notte qui è il coprifuoco – dice – anche in pieno giorno, di domenica, un homeless dorme sotto i portici». All’Angiporto ha appena aperto un nuovo negozio di chincaglierie gestito da pakistani, negli ex locali dell’Agenzia del Turismo. Sono partiti degli esposti per chiedere chiarimenti. Ma chiudiamo con una nota positiva, per incentivare la speranza di decoro in tutto il primo distretto affollato di turisti innamorati di Napoli e delle sue speciali contraddizioni. «La Galleria è rinata dal punto di vista commerciale – dice Imma Piccolo di Sfogliatella Mary – la gente che arriva qui è tantissima. Anche se aspettiamo una ristuccata sulla parte bassa dell’arco. I cancelli? Sarebbero un sogno».