Bagnoli, più risorse al Parco dello Sport: «Aperto alla città»
Avanza il patto tra il Commissario di governo per Bagnoli e le Fiamme oro, cioè il Dipartimento di Pubblica sicurezza, per la gestione del Parco dello sport. Un Protocollo che dovrebbe...
Avanza il patto tra il Commissario di governo per Bagnoli e le Fiamme oro, cioè il Dipartimento di Pubblica sicurezza, per la gestione del Parco dello sport. Un Protocollo che dovrebbe essere formalizzato entro la fine di questo mese. E iniziano a venire fuori le prime tracce anche degli investimenti che sono pronti a fare le stesse Fiamme oro, cioè una prima tranche di 6 milioni. Ma procediamo con ordine. A metà della settimana scorsa la struttura commissariale con i sub commissari Dino Falconio e Filippo De Rossi, l’Ingegnere Giuseppe Napolitano per l’area tecnica e Attilio Auricchio dell’area amministrativa con il supporto di Invitalia hanno avuto un incontro con i vertici del Dipartimento di Pubblica sicurezza per mettere a punto il Protocollo e su come procedere nella infrastrutturazione del Parco dello Sport. Il modello da seguire è quello di Caivano o della Sanità.
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Dove le Fiamme ore hanno aperto e gestiscono centri sportivi e palestre. Vale a dire che il Parco deve essere aperto a tutta la città e non solo ai bagnolesi e contrarre convenzioni per l’utilizzo del Parco con chi ha società e associazioni. E laddove è possibile agevolare e promuovere l’attività sportiva anche con tariffe rivolte alle classi sociali più disagiate.
Il parco dello sport aperto alla città significa che la struttura avrà, a questo servono i 6 milioni, da un lato spazio aperti e piazze della socialità in modo che le famiglie e soprattutto i bambini possano frequentarlo. Spazi che collegano in buona sostanza il quartiere con lo stesso Parco dello sport in maniera diretta. Con una attenzione molto forte verso i bambini. E dall’altro le Fiamme oro si impegneranno anche a installare palestre o luoghi dove per esempio si praticano il pugilato e le arti marziali dove tradizionalmente si sfornano campioni. E l’impegno sociale è - giova sottolinearlo ancora - prezzi calmierati per consentire l’attività sportiva ai meno fortunati. A rendere ancora più appetibile l’opzione Parco dello sport è la fermata della Linea 6 già progettata e anche quella della linea 2 delle Fs che con la Coppa America di Vela porterà direttamente nell’area dove c’è lo stesso Parco. Struttura abbandonata da 15 anni. Il Parco è oggetto – al momento - di una “bonifica integrativa” che dovrebbe durare intorno ai 200 giorni. L’obiettivo che si sono poste tutte le parti è di aprire alla città il Parco nel 2027, l’anno appunto della Coppa America. Tutti gli impianti dovranno essere rifunzionalizzati perché sono stati costruiti non a normativa Coni. Vale a dire impianti buoni per allenarsi ma non funzionali per l’attività agonistica. Si metterà subito mano alla pista di atletica che potrebbe risolvere l’annoso problema di tante Società che hanno a disposizione solo quella del Maradona, che utilizzano a scartamento ridotto, poiché la struttura di Fuorigrotta è impegnata dalla Ssc Napoli. Il progetto di riqualificazione del Parco prevede anche un centro medico.
La sostanza politica è che le Fiamme oro si prenderanno in carico uno dei pezzi più pregiati dell’area ex Italsider, assicurando così alla città una struttura per fare sport interamente pubblica. E anche di grande appeal. L’architettura del Parco dello sport è caratteristica con un sistema “a crateri” che riprende la morfologia della cantera dei Campi flegrei. In ogni cratere sono state installate delle funzioni. Il primo cratere, “Cratere Est” è destinato al gioco del calcetto e del calcio a 8. Il secondo, il “Cratere Centrale”, prevede 4 campi polivalenti due da basket e 2 da pallavolo, 2 campi da calcetto in erba sintetica e 4 campi da tennis in terra rossa. Intorno al sistema di campi le attrezzature per l’atletica leggera: la pista, il salto in alto, quello in lungo, il salto con l’asta ed il salto triplo. Il terzo, il “Cratere Ovest”, era destinato al pattinaggio su ghiaccio. Un autentico fallimento da 1,6 milioni. Tanto è costata la macchina per produrre ghiaccio in riva al mare dove in estate si sfiorano i 40 gradi e mai entrata in funzione. Questo spazio verrà rifunzionalizzato.
Il parco dello sport dunque rinascerà nel giro di 200 giorni circa 7 mesi e grazie ai lavori per la Coppa America di Vela anche le strade di accesso, al netto delle metropolitane, saranno rifatte con annessi parcheggi. Il sindaco Gaetano Manfredi - nell’ultima relazione fatta al Consiglio comunale svoltosi a Bagnoli ha ribadito che a Bagnoli «ci sarà la riqualificazione di Via Coroglio».